L’addio a Sandro, “ironico e generoso”: grande partecipazione e intensa solidarietà attorno alla famiglia Aluisi

L’addio a Sandro, “ironico e generoso”: grande partecipazione e intensa solidarietà attorno alla famiglia Aluisi

24 Giugno 2022 Off Di Pantaleo Gianfreda

Dopo una giornata traumatizzante e triste alla notizia dell’improvvisa e prematura scomparsa di Sandro, confesso che il giorno dopo pensavo a lui e sorridevo.

Pensavo a lui e sorridevo anche ai suoi funerali soffermandomi sui tanti fotogrammi che scorrevano nella mia memoria, rievocando le tante occasioni che ho avuto di incontralo in questi decenni e tutti quei momenti in cui incrociandoci ci sfottevamo quasi sempre e ridevamo.

Sorridevo pensando a come era fatto, alla sua giovialità, al suo sorriso beffardo, ai giudizi spesso tranchant, ai pitteculizzi, alle battute ironiche che ho sempre apprezzato e cui rispondevo con altrettanta ironia, al tipico modo con cui atteggiava il volto tra “il serio, il faceto” e il “vaffa” bonario… lasciandoci sempre con un sorriso o una sonora risata.

Il pensiero che accompagnava il manifesto di annuncio della sua scomparsa coglie in pieno e “fotografa” perfettamente la personalità di Sandro: “L’ironia e la generosità i suoi tratti distintivi! Divertente, amante del suo lavoro, a volte un po’ scontroso ma sempre disponibile”.

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Il giorno dei funerali, svoltisi in una giornata afosa e “ferragostana”, in tantissimi hanno voluto essere presenti e  testimoniare dolore, stima, affetto e vicinanza a Sandro e ai familiari. Una presenza traboccante lungo il corteo funebre, in Chiesa e fuori.

Umanità, tradizione e costume vogliono che morte e funerali siano causa di sofferenza, pianto e dolore, come è giusto e naturale… eppure, quando in Chiesa ascoltavo il parroco don Antonio Russo, che officiava i funerali e ha ricordato con emozione la scomparsa di un uomo buono, disponibile e amato da tutti… oppure l’intervento finale della sindaca, che non ha saputo trattenere emozione e lacrime nel ricordo dello scomparso e nel cum-dolere a madre, sorella, fratelli e familiari… mi sembrava di avere accanto il “divertente” Sandro, che, come talora succedeva in svariate occasioni, “…me ‘rrusciava intra le ‘ricche” con le sue classiche battutine, brevi e fulminanti, e con quella particolare determinazione del viso che lo portavano ad alzare il mento in modo espressivo, quasi a non ammettere repliche… “… ma sta’ ssenti cci sta’ tdiciane… ma nnu’ ssu’ normali… nnahhh, quiddhra sta chiange puru… mah!… e così “caxxeggiando”.

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Sandro, così impeccabile, serio, schivo e professionale nel lavoro, non si risparmiava certo le battute in più di un’occasione, avendo con la “Signora in nero” un rapporto consueto, familiare e quasi giornaliero che lo avevano portato a considerarla ormai “di casa”, dovendo persino, talora, “pittare” l’orribile immagine di sé che lasciava impressa sui volti di tanti “dipartiti”.

Sandro ci insegna sorridendo che se c’è un evento di cui non dobbiamo avere paura è la morte, unico, certo e inevitabile evento della nostra vita. Seneca scriveva che “nulla è certo se non la morte”. Sandro ci ricorda che il “panta rei” (“tutto scorre“) eraclitiano esorta all’“estote parati!” (“siate pronti!”), che ha voluto ricordare don Antonio nella sua omelia… che “tempus fugit” (“il tempo vola”) e, come scriveva sempre Seneca, “cotidie morimur” (“ogni giorno moriamo un po’”)… che può succedere da un momento all’altro di partire e non tornare più!

Seppur questo non ci deve impedire di vivere sino in fondo la nostra vita e di pensare che la fedele “Signora in noir” ci è sempre accanto per farci capire ed ammonirci che ogni momento della nostra vita è prezioso e non va sprecato, che la vita è un lento e inesorabile “tempus fugit” e ogni attimo va vissuto nel modo migliore possibile, in armonia e fraternità, in gioia e pace, per il bene e il benessere di ogni persona, pur tra le inevitabili difficoltà quotidiane.

Il ricordo che lascia Sandro, “il piccolo di casa”, l’ultimo figlio di casa Aluisi che è “partito” per primo, è un bel ricordo. Il ricordo di un “ragazzo” (aveva 50 anni, ma appariva un eterno ragazzo) serio e impegnato nel suo lavoro, generoso e disponibile, ma divertente, ironico, che aveva tanti amici ed era amico di tutti, sapeva sorridere, ridere e far ridere, pur nella quotidiana contiguità e familiarità con “Madame Noire”.

La partecipazione, la vicinanza, la solidarietà, il “cum-dolere” (“dolersi – o soffrire – insieme”… cosa altro significa, infatti, la parola “condoglianze”?!?) di centinaia e centinaia di cittadini collepassesi e di paesi vicini verso i familiari – la mamma-matriarca Lucia, la sorella Maria Antonietta, i fratelli Pasquale, Tony, Walter, Rossano e tutti i parenti – sono la dimostrazione più evidente che Sandro “aveva fatto centro” nel cuore di tante persone, che lui e l’intera famiglia Aluisi si sono conquistati negli anni – grazie all’inventiva e all’impegno del padre-capotistipite, l’indimenticabile Cosimimu, e alla laboriosità di tutti i figli – prestigio, rispetto e grande considerazione sociale. Quasi l’intera via Cairoli era tappezzata di manifesti dei tanti che hanno voluto esprimere il loro dolore e vicinanza alla famiglia, compresi i tanti “ragazzi” delle sue “squadre” che lo hanno affiancato in questi anni nel lavoro, in lacrime mentre accompagnavano il loro Sandro nell’ultimo viaggio.

I familiari, commossi e grati, ringraziano tutti. Tony non ha parole. Dice semplicemente: “Ringraziamo tutti, tutti, tutti…”, pregandomi, al contempo, di ringraziare, tramite questo sito internet, vicini e lontani, le tantissime persone che hanno scritto belle parole per Sandro ed espresso solidarietà e condoglianze su questo blog e tutti i social.

Centinaia e centinaia i messaggi pervenuti tramite Infocollepasso e le pagine facebook ad esso collegate. Numeri record hanno raggiunto le visualizzazioni (e relative condivisioni) all’articolo che riportava la notizia della morte (quasi 50mila) e migliaia le “persone raggiunte” sulla sola pagina facebook “Collepasso.it”, pagina ufficiale di Infocollepasso.it, che riporta il manifesto di annuncio della morte (quasi 25mila).

Numeri che da soli danno il senso della profonda e diffusa emozione suscitata dalla scomparsa di Sandro, a Collepasso e oltre Collepasso, e dell’affetto e della considerazione che ha saputo conquistarsi nei suoi 50 anni di vita.

Ciao, Sandro!

Pantaleo Gianfreda