“Consummatum est”: abbattuta la “casa-convento” generosamente donata alla Diocesi da Don Marco

“Consummatum est”: abbattuta la “casa-convento” generosamente donata alla Diocesi da Don Marco

26 Maggio 2022 Off Di Pantaleo Gianfreda

«Cum ergo accepisset acetum, Iesus dixit: “Consummatum est!”. Et inclinato capite tradidit spiritum» … «E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: “Tutto è compiuto!”. E, chinato il capo, spirò» (Giovanni, 19, 30).

Consummatum est”: mi è venuto in mente questo passo del Vangelo di Giovanni quando, verso le 13.30, mentre ero fuori paese, un amico mi ha informato che si stava iniziando ad abbattere la “casa-convento” di don Marco.

E quando sono subito corso in quella casa-convento già sventrata, mi è sembrato di vedere “crocefisse” su quel “braccio violento”, che si alzava in cielo e si abbatteva atrocemente e ripetutamente sulla casa, le figure sofferenti di Gesù Cristo e Don Marco, uniti “in un solo corpo ed in una sola anima”, gridare, secondo il Vangelo di Marco: “Eloi, Eloi, Lama Sabachthani?”… “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”.

Gesù crocefisso dai Sommi Sacerdoti e dagli Scribi e Farisei del Tempio ebreo di Gerusalemme …

Don Marco crocefisso dai Sommi Sacerdoti del Tempio cristiano – anzi dal “Sommo Sacerdote” del Tempio cristiano-bizantino di Otranto – e da tanti “scribi e farisei ipocriti”.

Che desolazione… che vergogna… che “schiaffo” alla memoria di don Marco e all’intera comunità collepassese!

Vergogna per chi ha venduto la casa “per trenta denari”, per vile pecunia, tradendo la reale volontà di don Marco, che l’aveva donata alla diocesi di Otranto perché “l’immobile venga adibito a biblioteca, allocando e conservando nello stesso tutti i libri di proprietà del donante, che saranno offerti alla libera consultazione dei fedeli, per la loro elevazione morale, culturale e religiosa”… un immobile distrutto, raso al suolo e “appiattito” in volgare parcheggio per l’adorazione del “Dio denaro” generato dal consumismo!

Vergogna per il “bizantino” Negro Donato, vescovo (… ma se questo è un vescovo!), cioè “successore degli Apostoli” (di quale apostolo?!?), che dovrebbe avere il pudore di dimettersi per “alto tradimento” del Vangelo; per “alto tradimento” verso un suo confratello, un sacerdote generoso come don Marco; per “alto tradimento” della stessa comunità religiosa che rappresenta e dell’intera comunità collepassese.

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Mi auguro vivamente che le “alte sfere” ecclesiastiche intervengano di fronte a questo scandalo, soprattutto dopo la nomina del card. Zuppi quale presidente dei vescovi italiani, per rimuovere dalla sua carica un vescovo su cui “stendo un velo pietoso” di commiserazione e misericordia.

Che “schiaffo” alla comunità tutta di Collepasso, che, nonostante passate e presenti denunce di questo blog, non ha trovato un degno, valido e vigoroso rappresentante istituzionale capace di dissuadere venditore e acquirente dal compiere un “sacrilegio” così palese e di privare i giovani e i cittadini di Collepasso del “dono” di don Marco!

Che fine hanno fatto libri e suppellettili vari?!? Che fine ha fatto l’introito alla diocesi della vendita, prevista in subordine e come extrema ratio solo “qualora si dovesse ravvisare la necessità o l’opportunità”?!? La clausola prevedeva che “sarà cura dell’Arcivescovo, o dei suoi delegati, fare in modo che il netto ricavato della vendita sia destinato sempre alle medesime finalità di culto e religione e che trovino degna collocazione i volumi della libreria”. I fedeli e tutti i cittadini hanno diritto di sapere e l’Arcivescovo ha il dovere di rendere conto della destinazione di quel denaro!

Che fine hanno fatto gli impegni e i “proclami” della sindaca Manta nel post del 22 aprile?!? Quali sono le risultanze dei suoi contatti, se ci sono stati, con la “Curia di Otranto… affinché venga onorata la volontà di don Marco”?!?

Avrebbe il dovere di informarci, se non vuole passare per una “contaballe”!

Ci eravamo illusi che in questo mese abbondante in cui eravamo riusciti a fermare la ruspa qualcosa potesse cambiare… pia illusione… anche se in questo tempo abbiamo potuto verificare tante cose su cui tornerò…

Una cosa è certa: se questo blog non avesse sollevato il problema oltre un mese fa, a quest’ora avrebbero demolito già la casa e costruito il parcheggio “all’insaputa dell’Amministrazione” e contro ogni norma urbanistica…

Magra consolazione… perché ormai “il dado è tratto”… il “Dio denaro” ha vinto… come hanno vinto l’ipocrisia, i bizantinismi e i formalismi di tanti… mentre ha perso tutta la comunità e il povero don Marco si starà rivoltando nella tomba per l’amarezza e lo sdegno.

Pantaleo Gianfreda