Consorzi di bonifica: la protesta dei cittadini, l’assenza delle Organizzazioni agricole, la “banalità” della politica

Consorzi di bonifica: la protesta dei cittadini, l’assenza delle Organizzazioni agricole, la “banalità” della politica

16 Maggio 2022 Off Di Pantaleo Gianfreda

L’Auditorium della Scuola Primaria nel corso dell’incontro dell’11 maggio

C’è un dato “visivo” e inoppugnabile che colpisce dell’incontro tenutosi mercoledì 11 maggio a Collepasso per “discutere le problematiche relative ai numerosi avvisi di pagamento” da parte del Consorzio di Bonifica “Ugento Li Foggi”: la massiccia partecipazione dei cittadini.

Raramente si è visto l’Auditorium della Scuola Primaria così pieno e “traboccante” di persone e di attese.

Un dato su cui riflettere perché sintomo di un malessere diffuso, espressione dell’esasperazione e della protesta dei cittadini di fronte a quella che appare ed è una somma ingiustizia.

Anzi, a sentire la puntuale e chiara esposizione dell’illustre e qualificato ospite presente, una palese illegittimità, una violazione della legalità, considerato che la grande maggioranza degli avvisi di pagamento e delle raccomandate notificati in questi giorni ai cittadini violano la legge regionale sui Consorzi di Bonifica (L.R. 13.3.2012, n. 4), pronunciamenti della Corte Costituzionale e chiare sentenze della Commissione Tributaria Provinciale (cliccare su Tributi Consorzio di Bonifica e un’importante sentenza: il vantaggio deve essere “diretto, effettivo e dimostrabile”). L’ultima un mese fa (cliccare su articolo).

Tributi Consorzio di Bonifica e un’importante sentenza: il vantaggio deve essere “diretto, effettivo e dimostrabile”

Di fronte a questo fermento popolare e alla palese illegittimità della stragrande maggioranza degli “avvisi” dei Consorzi… cosa fanno i partiti e la politica, qual è la loro risposta?!?

Ancor prima, cosa fanno le Organizzazioni professionali agricole Coldiretti, Unione Agricoltori, Confederazione Italiana Agricoltori e le Organizzazioni sindacali?

Confesso che “mi ferve il sangue”, da antico e battagliero presidente provinciale (a cavallo degli anni ’70 e ’80) della Confcoltivatori (oggi Cia), nel constatare la latitanza e il disinteresse delle Associazioni agricole su un tema che tocca da vicino i produttori agricoli e, in genere, l’intera economia agricola salentina, che subisce da anni gli effetti devastanti del “flagello Xylella”, il più generale abbandono delle campagne e il sostanziale disinteresse delle Istituzioni verso l’agricoltura e la “tenuta ambientale” dei terreni agricoli.

Le tre associazioni (e non solo) dovrebbero mobilitare produttori e cittadini, incalzare ed “assediare” le Istituzioni perché si sveglino dal loro torpore e prendano iniziative adeguate.

La “calamità Xylella”, che imperversa ormai da un decennio, avrebbe dovuto, ad esempio, imporre l’esenzione di ogni “tributo agricolo” per le province salentine e la “presa a carico” del bilancio pubblico dei relativi oneri. Per recenti vicende calamitose accadute nel Nord, lo Stato si è fatto subito carico di esenzioni, oneri e finanziamenti persino spropositati. Ricordate il miliardo di euro subito stanziati dal Governo per il Veneto nel novembre 2018 per i danni che colpirono in particolare l’agricoltura? … invece, “il piatto piange” sempre quando si tratta delle problematiche del Sud!

Che hanno fatto e fanno, invece, le Organizzazioni agricole e i nostri rappresentanti politici in Parlamento e Regione?!? Tacciono o “non osano”! Solo ieri ho letto di una timida proposta del consigliere regionale di opposizione Antonio Gabellone…. e i consiglieri ed assessori dei partiti del governo regionale?!?

C’è un bellissimo libro, “La banalità del male”, di Hannah Arendt, che, assistendo a Gerusalemme nel 1961 al processo contro Adolf Eichmann, spiega come sia stato possibile nel secolo scorso la nascita dell’inumano fenomeno del nazismo e la tragedia della Shoah con lo stermino degli ebrei. Agli occhi della Arendt, Eichmann si presentava come una persona che non aveva niente di inquietante. Era un uomo ordinario, che si distingueva dagli altri unicamente per la sua totale assenza di pensiero, che lo aveva spinto a mescolarsi al regime e a partecipare attivamente ai crimini più feroci senza nemmeno rendersene conto. Insomma, un uomo normale, insignificante, un grigio funzionario… cioè, “banale”… capace, però, dei crimini più orrendi.

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Senza voler fare accostamenti inopportuni e urtare la suscettibilità di qualcuno, quello che voglio sottolineare è il concetto di “banalità”.

La “banalità” di una certa politica (pur con minime eccezioni) – dal centro alla periferia – grigia, incapace di grandi slanci e di vere battaglie, che vive di “assuefazione” e “ordinarietà” senza rendersi conto del “fermento” che agita il corpo sociale (anch’esso ormai quasi “assuefatto”) per le ingiustizie subite e risponde con “pannicelli caldi”, “formalismi”, “incitamento” ai tribunali con ricorsi (che costano anch’essi, aggiungendo spese a spese a carico dell’indifeso cittadino) piuttosto che con una sana e catartica ribellione e la “sostanza” di iniziative e decisioni politiche, di cui un sindaco, cogliendo il “sentimento” dei suoi cittadini (come è emerso nell’incontro dell’11 maggio), non può che farsi carico insieme ad altri sindaci.

La sala dell’Auditorium stracolma di cittadini

Perché è chiaro che la questione degli avvisi del Consorzio non è tecnica (anche). È soprattutto politica.

Prendiamo, nel nostro piccolo, le conclusioni “banali” dello straordinario (per partecipazione dei cittadini) incontro di mercoledì 11 maggio.

Il “topolino” partorito dalla “montagna” è tutto nel sottostante manifesto firmato dalla sindaca Laura Manta, che ha promosso l’incontro, probabilmente senza averne capito le reali problematiche e, soprattutto, la dimensione e le attese (a proposito, tutti hanno notato l’assenza delle Forze dell’Ordine, probabilmente non informate dalla sindaca dell’iniziativa… chi avrebbe garantito l’ordine pubblico se fosse stato necessario?!?).

Ognuno tragga le sue conclusioni da questa “comunicazione”.

Non si è ancora capito, per la verità, se l’incontro sia stato convocato dalla sindaca Manta – non vi è traccia dell’avviso sui social ufficiali o nell’albo pretorio del Comune, ma solo sulla pagina facebook personale della stessa – o dall’avvocato Manta, come pur farebbe sospettare qualche passaggio della comunicazione, dove, ad esempio, è scritto che “ogni singolo cittadino potrà liberamente rivolgersi presso qualsiasi studio legale…”… e perché non anche ad altro tipo di studi professionali, ai Caaf, ai sindacati e patronati, ecc.?!? Non sembra emergere un certo “conflitto di interesse” nella “comunicazione”?!?

Perché, invece, la sindaca non istituisce, come già in altri luoghi, uno “sportello legale” pubblico per dare assistenza gratuita ai cittadini, considerato che la stragrande maggioranza degli avvisi di pagamento presentano i presupposti per l’annullamento del tributo, stando alle inequivocabili dichiarazioni dell’autorevole ospite invitato dalla sindaca (ed “esposto” in modo un po’ azzardato ed irresponsabile, per la verità, per ovvie ragioni che non è il caso di rilevare)?

Con uno “sportello legale” pubblico e gratuito, i cittadini che rientrano nella possibilità di annullamento del tributo possono verificare la loro posizione ed eventualmente presentare personalmente il ricorso alla Commissione tributaria con raccomandata o pec e senza ulteriori aggravi di costi, se non quello del bollo.

L’esperienza e, soprattutto, la diffusa presenza del fenomeno mi inducono, però, a ritenere che la scelta migliore e più proficua non sia quella di affrontare il problema prioritariamente dal punto di vista legale senza, prima di tutto, “prendere il toro per le corna”, aprire un serrato confronto con la Regione e mettere la stessa di fronte alle proprie responsabilità politiche e sociali.

Davvero si risolve il problema degli avvisi di pagamento dei Consorzi con i ricorsi, quasi che il problema fosse “particolare” e non generale, che riguardi pochi cittadini e non, invece, quasi l’intero Salento?!? Veramente si può ipotizzare che Commissioni Tributarie o Tribunali possano essere sommersi da migliaia e migliaia, forse centinaia di migliaia, di ricorsi che giudici e uffici competenti saranno impossibilitati ad evadere e rischiano solo di gravare i cittadini di ulteriori oneri per bolli e competenze professionali (diciamo per un minimo di 100 euro complessivi a ricorso)? Considerato che la stragrande maggioranza degli avvisi di pagamento prevedono importi inferiori ai 100 euro, quale cittadino sceglierebbe di fare un ricorso che potrebbe costare l’identica, se non addirittura maggiore, somma? La maggioranza preferirà pagare e subire quest’ulteriore ingiustizia per evitare pubbliche “prevaricazioni” (quali, ad esempio, fermi amministrativi o ulteriori sanzioni).

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Ecco perché la questione è, prima di tutto, politica e la nostra sindaca e tutti i sindaci dovrebbero aprire subito un confronto, anche duro, con la Regione per costringere Presidente e Giunta a sospendere immediatamente l’efficacia degli avvisi e, in caso estremo, farsi carico di un contenzioso con la Regione. Non fosse altro per imporre una moratoria che permetta ai Comuni sinora renitenti (come è stato il Comune di Collepasso) di aprire un confronto sul Piano di classifica consortile, che, per quanto ci riguarda, ha inopinatamente compreso l’intero agro di Collepasso, che, a parte qualche marginale eccezione riguardante il canale della Masseria Grande, non trae dal Consorzio alcun “vantaggio diretto, effettivo e dimostrabile”.

Certo, “fa specie” quanto scrive la sindaca nella comunicazione, mettendo così in dubbio la sua stessa autorevolezza istituzionale e credibilità personale: “… in attesa di ricevere maggiori informazioni dai referenti del Consorzio, a cui è stata da tempo inoltrata apposita richiesta di chiarimenti rispetto ai ruoli emessi e di un incontro con il Sindaco…”.

Cioè, facci capire, “Cara Laura”… la sede del Consorzio è ad Ugento, a quattro passi da Collepasso, i nomi dei funzionari sono noti e facilmente “abbordabili” (se non fosse chiusa nella sua “turris eburnea” e avesse un minimo di umiltà, le fornirei persino i cellulari), il Commissario straordinario è l’ex sindaco di Alliste (nonché collega avvocato) Ermenegildo Renna… e “aspetta” cosa?!?

L’avv. Renna, dopo essere stato subcommissario, nel 2020 è stato nominato dalla Giunta regionale Commissario Straordinario Unico di tutti i Consorzi di bonifica pugliesi e del costituendo “Consorzio di bonifica centro-sud Puglia”, ai sensi della L.R. n. 1 del febbraio 2017, “Norme straordinarie in materia di Consorzi di bonifica commissariati” (una legge da esaminare e leggere con maggiore attenzione, la cui attuazione mi sembra ancora “in alto mare”), nella quale, tra l’altro, si scorporano le due funzioni sinora svolte dai Consorzi: quella di irrigazione passa all’Aqp, la bonifica resta a carico del nuovo Consorzio.

Questo per quanto attiene i rapporti formali e “tecnici” con il Consorzio.

Per quanto riguarda i rapporti più importanti e decisivi, quelli politici, la sindaca gode dell’amicizia personale della Presidente del Consiglio regionale Loredana Capone e del consigliere regionale Donato Metallo, che l’hanno fortemente sostenuta nel corso delle recenti elezioni amministrative, e, suppongo, di altri esponenti regionali (l’assessore Sebastiano Leo è stato a Collepasso a suo sostegno). Chi e cosa le impedisce di “convocare” questi ed altri politici ed amministratori regionali, quali il Presidente Emiliano e l’assessore Pentassuglia, per un incontro con i cittadini ed esporre le loro ragioni?

L’incontro dell’11 maggio avrebbe avuto senso e incisività se anche costoro fossero stati presenti e avessero attentamente ascoltato, oltre i cittadini, le incontestabili esposizioni tecnico-giuridiche dell’illustre ospite. La sindaca ha, invece, voluto fare una “passerella” ad uso politico personale, fregiandosi dell’amicizia del buon ospite, ed evitare forse le possibili (e giuste) contestazioni verso i suoi amici politici.

Con quali conseguenze?!? Che oggi l’unica “parola d’ordine” sembra essere “fate ricorso!”, mentre bisogna costringere il livello politico, cioè la Regione, a sospendere i pagamenti e indurre il Consorzio di Bonifica a rivedere il Piano di classifica confrontandosi puntualmente e immediatamente con tutti i Comuni.

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Infine, la “buona informazione” della sindaca rischia di indurre gli utenti in errore, laddove scrive che “viene suggerito ai cittadini interessati l’invio, al Consorzio di Bonifica, del modello allegato: “Istanza in Autotutela” per chiedere, in autonomia, l’annullamento degli avvisi di pagamento”, senza specificare che l’istanza di autotutela dovrebbe riguardare i semplici avvisi pervenuti nella cassetta postale e non, invece, quelli notificati tramite raccomandata. Per questi ultimi, per i quali tanti cittadini (me compreso) avevano già presentato l’istanza di autotutela lo scorso anno, fa fede la raccomandata (e l’unica possibilità è “pagare o fare ricorso”) e il Consorzio di bonifica potrebbe, come ha già fatto, non tenerne conto. Salvo che non si pensi di innestare un infinito contenzioso giudiziario per la “cuccagna” di avvocati e commercialisti.

Forse alla sindaca sfugge che il problema non è di oggi, ma si è presentato già l’anno scorso, quando, dopo alcuni anni di silenzio, il Consorzio ha ripreso ad inviare gli avvisi. Le sarebbe bastato leggere, come sicuramente ha letto, due articoli pubblicati su questo blog. Anche se è ormai palese che la “cara Laura” tenta in tutti i modi di sabotare e demonizzare l’“anticamente amato” (quando faceva pervenire articoli di “buona informazione” professionale che la riguardavano) ed “attualmente odiato” InfoCollepasso.it (forse perché fa informazione non sempre di suo gradimento?!?): uno del 3 agosto 2016 (cliccare su Consorzio di Bonifica: i cittadini costretti a pagare “le cartelle” per responsabilità dell’Amministrazione comunale) e l’altro del 18 giugno 2021, già soprariportato (”).

Consorzio di Bonifica: i cittadini costretti a pagare “le cartelle” per responsabilità dell’Amministrazione comunale

Quest’ultimo di appena un anno fa, quando la segretaria Pd Laura Manta (che, pur nell’incompatibilità con l’attuale funzione istituzionale, continua a mantenere da sei anni stretta la carica di segretaria piddi) e gli allora suoi due consiglieri comunali di opposizione Tonino Gianfreda e Monica Marra (oggi assessora all’Ambiente!!!) “dormivano” sul tema degli avvisi consortili.

Sia l’attuale sindaca che l’attuale assessora (a proposito, come mai, oltre loro, l’assessora Vantaggiato e la consigliera Piccinno, tutti gli altri della maggioranza erano assenti?!?) vorrebbero oggi apparire “animelle candide” che sinora non sapevano niente della questione, che solo oggi “ci mettono la faccia” e che finalmente la nostra “Giovanna d’Arco”, la “Cara Laura”, saprà “sconfiggere gli inglesi” del Consorzio di Bonifica… ce lo auguriamo!

Sinora, per la verità, a me pare che l’attuale sindaca stia agendo come faceva Menozzi e la sua “allegra brigata” nelle stesse identiche situazioni e con gli stessi identici “riti” (ricordate le assemblee popolari convocate sul tema dall’ex sindaco?), cioè strumentalizzare il malcontento e continuare a prendere in giro la gente.

Spero fortemente di sbagliarmi. Sarà compito e dovere della sindaca Manta smentire con i fatti me che scrivo e i tanti cittadini che parlano e dicono apertamente quasi le stesse cose, convocando al più presto, come ho chiesto nel mio intervento, un incontro con i cittadini, i sindaci del Comprensorio, i politici e gli amministratori della Regione.

Per quanto mi riguarda (nella speranza che almeno questa volta la sindaca esca dalla sua “turris eburnea”), rimango a disposizione, da vecchio amministratore comunale e da antico “deputato” del Consorzio di Bonifica “Ugento e Li Foggi”, a “dare una mano”, un contributo o un semplice consiglio alla sindaca e agli amministratori nell’interesse dell’intera comunità.

Pantaleo Gianfreda