Mesi fa, trovatomi presso il Comune di Gallipoli per alcuni impegni, ho avuto il piacere di incontrare e interloquire lungamente con Armenia Cotardo, attualmente dipendente di quel Comune e per alcuni mesi dipendente del Comune di Collepasso dopo essere risultata vincitrice di concorso.
È stata un’occasione utile per chiarire il senso di alcune mie prese di posizione pubbliche riportate su questo blog in merito a quel concorso, condizionate dal pesante clima politico-amministrativo in cui versava e versa il nostro Comune, che non intendevano certo colpire la persona, l’onore, la preparazione e la professionalità della dipendente, che si è sentita, invece, offesa da quegli scritti sino a decidere di ricorrere in giudizio.
Armenia è figlia di un mio vecchio amico e compagno, Giorgio, prematuramente scomparso, e sono convinto che lui non avrebbe mai auspicato che sua figlia e un vecchio amico si ritrovassero in un’aula di tribunale per affidare a terzi la risoluzione di diatribe che si possono affrontare dialogando con senso di amicizia, disponibilità, responsabilità e, se necessario come in questo caso, umiltà e autocritica.
Avendo, pertanto, concordemente deciso di rimettere il giudizio al nostro buon senso – e ciò ad onore di entrambi e dei nostri legali che ci hanno assistito – e soprassedere ad ogni ricorso, ben volentieri pubblico le scuse richiestemi da Armenia, come riportate e concordate nell’accordo con la seguente dichiarazione:
Sia pace agli uomini di buona volontà!
Pantaleo Gianfreda
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