25 aprile, 76° anniversario della Liberazione: le Donne della Resistenza

25 aprile, 76° anniversario della Liberazione: le Donne della Resistenza

25 Aprile 2021 1 Di Pantaleo Gianfreda
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Fresco di stampa, per i tipi delle “Grafiche Giorgianni” di Castiglione e con il patrocinio del Comune di Martano e dell’Arci di Lecce, Pati Luceri, insegnante di Lettere da poco in pensione, ha sfornato, giusto in tempo per il 76° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, il suo ennesimo lavoro di ricerca sul movimento partigiano, con particolare riguardo al contributo salentino alla Resistenza, per lunghi decenni marginalizzato, se non addirittura ignorato persino dalle Istituzioni.

Si tratta del ricco volume “Brillan nel cielo…”, con sottotitolo “Le Donne della Resistenza. Le Decorate al Valore. Le Partigiane Pugliesi”, di ben 168 pagine, che l’autore dedica a sua madre e a tutte le donne che “in ogni parte del mondo lottano contro il patriarcato e il maschilismo per l’Emancipazione Sociale”.

Conviene, fra i numerosi nomi di donne citate nel libro, soffermarci su quelle della provincia di Lecce, sia partigiane combattenti come anche antesignane nella lotta per la libertà e la giustizia sociale già prima del 1943.

Furono antifasciste della prima ora, più volte denunciate e arrestate per attività “sovversiva”: Apollonio Vita Santa di Lecce, Bianco Lucia di Gallipoli, Cazzella Gina di Neviano, Fabbri Aspasia di Palmariggi, Frisetti Maria di Lecce, Laudisa Amelia, Laudisa Libera Ofendia e Laudisa Primomaggio Fiordisa di San Cesario, Maruccia Antonia di Matino, Miccoli Cristina di Cavallino, Micelli Pasqua di Squinzano, Moschettini Agata e Serra Antonia di Cutrofiano, Rizzo Maria e Sciurti Maria di Tricase.

Altrettanto nutrito risulta l’elenco delle patriote e/o partigiane combattenti della nostra provincia.

Donna partigiana combattente

Citiamo i loro onorati nomi: Alfarano Sieve Luigina di Casarano, che combatté nella 19ª Brg. Garibaldi in Piemonte e poi sconfinò in Francia; Bertini Virginia di Maglie combatté nelle “Quattro giornate” di Napoli (28 settembre-1° ottobre 1943) contro gli occupanti tedeschi e gli alleati fascisti; Caggiula Aida di Parabita nella Brg. “Binello”- 43ª Div. “De Vitis” nella zona di Giaveno (Torino); Cortese Palma di Matino nelle file della Brg. “Rosselli”; Fazzini Antonietta di Lecce, compagna del pittore Enzo Sozzo, staffetta partigiana; Fiore Annunziata di Lecce, partigiana a 13 anni in Albania nel Battaglione “Gramsci”; Greco Luce di Lizzanello, che combatté in Liguria nella 1ª Brg. “Belgrano”-6ª Div. “Garibaldi-Bonfante”; Inglese Maria Lucia di Sannicola, combattente nella Brg. “Berio”-Div. “Garibaldi”-Sap “Serrati”; Lubelli Cosima di Calimera, combattente nella Brg. “Rocco”; Maggiore Antonia Maria, “partigiana combattente”; Mileo Adele di Lecce, residente a Bologna, staffetta della 1ª Compagnia del 3° Btg. dell’8ª Brg. “Masia-CL”; Mileo Amelia di Lecce, domiciliata a Bologna, collaborò con la Brg. “Masia-GL” e militò nella 9ª Brg. “S. Justa”; Mosco Silvia di Lecce, partigiana nel “Fronte di Resistenza” del comandante Natale Giuliani; Romelli Rosina, leccese di adozione, attiva nella lotta partigiana insieme ai familiari (il padre era vicecomandante della 54ª Brigata Garibaldi); Scrimieri Carmela di Novoli, che prese parte alle azioni partigiane della 4ª Brg. Sap “E. Godi”; Spano Maria Teresa, combattente nella 33ª Brg. Sap “Ferrero”; Sparascio Maria Teresa di Tricase, tra le più note, falciata da un nazista a Langhirano (Parma) mentre preparava documenti per il marito carabiniere combattente nella Resistenza, decorata nel 1965 con medaglia d’oro dalla Provincia di Lecce.

C’è nel libro di Luceri anche “quello che non ti aspetti”. Tra le tante donne coraggiose, in gran parte comuniste, che in vario modo contribuirono alla Resistenza, egli dedica un paragrafo alle “Suore nella Resistenza” italiana e ne cita alcune: Suor Enrichetta Alfieri, Suor Caterina Del Savio, Suor Maria Luigia Pucheria, Suor Cecilia Vannucchi, Suor Jole Zini.

Un richiamo doveroso alla grande unità di popolo che caratterizzò la difficile e gloriosa stagione della Resistenza, al di là di fedi religiose e appartenenze politiche, e contribuì a sconfiggere la barbarie nazifascista e riconquistare libertà e democrazia.

Il libro di Pati Luceri, frutto di lavoro certosino, come tutti gli altri pubblicati nel passato e più volte presentati con successo anche a Collepasso, rappresenta un giusto contributo alla conservazione del ricordo di quante eroiche persone non esitarono a rischiare e spesso a perdere la propria vita in un periodo disastroso per le sorti della nostra Nazione, divisa e soggiogata dall’occupazione nazista, in cui non era facile scegliere da che parte stare, specialmente per i nostri soldati abbandonati e senza ordini precisi.

Un Gruppo Difesa della Donna, 1943

Che viva sempre la memoria della Resistenza e il giorno della Liberazione non cessi di essere degnamente commemorato e non divenga solo uno stanco rituale, pur a tanti anni di distanza da quegli eventi estremamente drammatici e importanti, di cui oggi usufruiamo tutti in termini di libertà democratiche.

Valga, alla stregua di monumento, il motto di Piero Calamandrei: “OGGI E SEMPRE RESISTENZA”!

Giuseppe Lagna

(Direttivo Prov.le ANPI)


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