“Turiamoci il naso e votiamo…” Laura Manta sindaco per archiviare il disastroso ventennio Perrone-Menozzi!

“Turiamoci il naso e votiamo…” Laura Manta sindaco per archiviare il disastroso ventennio Perrone-Menozzi!

1 Ottobre 2021 0 Di Pantaleo Gianfreda
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Indro Montanelli (1909-2001) è stato uno dei giornalisti più noti, discussi e anche geniali del secolo scorso.

Una delle sue battute più famose risale al giugno 1976, alla vigilia di importanti e decisive elezioni politiche, in cui il Partito comunista aveva serie possibilità di vincere e sorpassare la Democrazia Cristiana.

Fu in quell’occasione che Montanelli coniò la famosa frase: “Turiamoci il naso e votiamo DC”.

Una frase emblematica che esprimeva una scelta non tanto del “meglio” quanto del “meno peggio”.

Ho seguito questa campagna elettorale da osservatore e con un certo distacco. Questo mi ha permesso, come notista di questo blog, di seguire tutti i comizi e anche di divertirmi. Al contempo, però, come cittadino attivo di questa comunità, anche di amareggiarmi. Nel constatare il “vuoto” della politica e delle idee, la decadenza morale, sociale ed economica di un paese “cloroformizzato” da un decennio inutile, che ha lasciato irrisolti, anzi aggravato, i suoi tanti problemi strutturali. Un paese avviato, nella simbologia della battaglia elettorale per il Cimitero, ad illanguidirsi, deperire e morire.

Si è voluto chiudere gli occhi di fronte ad un destino che sembra ineluttabile perché non è emersa in questa campagna elettorale la “coscienza della vita”.

La vita non si esaurisce con il destino personale di ognuno di noi, ma prosegue anche dopo di noi.

La “coscienza della vita” impone il dovere di guardare soprattutto al “dopo di noi”, a chi viene dopo, alle giovani generazioni, per consegnare loro una società migliore. La “non-coscienza della vita” si esprime, invece, nell’egoismo, nella miopia, nell’aridità di chi guarda solo al presente e pone esclusivamente l’Ego (l’Io) al centro della sua sterile esistenza, avvitandosi nell’Egolatria, nella Filautìa, nell’Egotismo personale, sociale e politico, mirabilmente espressi in un cinico detto popolare… “bbonu ieu, bboni tutti”!

Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione”, affermava Alcide De Gasperi, artefice della ricostruzione italiana del Dopoguerra.

In questa campagna elettorale non sono emersi politici né tanto meno statisti, ma solo “nani e ballerini”.

Ultima serata di comizi

Escludendo i “ballerini” (ieri a destra e oggi a sinistra o viceversa), si tratta, giunti alla “scelta finale”, di capire – parafrasando liberamente De André – chi è, tra la “virtù poco apparente”, il nano “meno indecente”.

Nonostante apparenze, strumentalizzazioni, esibizioni di tante giovani “comparse”, nessuno ha guardato alla “prossima generazione”. Se una battaglia simbolica doveva essere portata… quella doveva riguardare, ad esempio, la realizzazione del nuovo Polo unico scolastico (su luogo e modalità di costruzione), vera “fucina” di formazione dei nostri ragazzi e simbolo tangibile del futuro della “prossima generazione”… non certo il Cimitero comunale, espressione di “non vita”, di morte, di un passato sepolto.

Hanno prevalso, invece, demagogia, populismo, elettoralismo, strumentalizzazioni, gaffes di ogni genere per “un voto in più”. Si è guardato al passato e non al futuro, alla morte e non alla vita!

Confesso di essere desolato… eppure ho il dovere, da cittadino, di esprimere il mio voto e capire, tra i quattro candidati sindaci, chi è il nano “meno indecente”.

Ho vissuto in questo mese elettorale, da cittadino libero e riflessivo, momenti altalenanti e contraddittori. Non votare. Votare scheda bianca. Dare un voto di protesta. Dare il voto ad un amico che stimo, che rappresenta, però, la continuità. Votare chi non è amico, ma può rappresentare, però, una cesura con il passato e l’unica flebile fiammella di speranza per il futuro.

Non so quanti, come me, hanno soppesato o stanno soppesando in queste ore la loro decisione finale.

Ho scartato a priori il voto per Salvatore Perrone, uno dei sindaci più devastanti della nostra storia (1998-2005), prima “fratello gemello” ed oggi “fratello coltello” di Paolo Menozzi, che è stato suo vicesindaco.

Molti, soprattutto i giovani, dimenticano che, salvo e persino (dall’opposizione) nel quinquennio 2006-2011, i due sono stati i veri e fallimentari protagonisti della vita amministrativa dal 1998 ad oggi. In maggioranza o all’opposizione. Prima in coppia. Poi separati. Il funesto ventennio Perrone-Menozzi va definitivamente chiuso.

Altro che “Collepasso viva” sino al 2005, anno della sua caduta di sindaco sfiduciato dal Consiglio, come Salvatore ha affermato senza pudore a TeleRama, vergognandosi di dire che “Viva Collepasso Popolare” rappresenta solo la sintesi di due marginali forze politiche (Italia Viva e Puglia Popolare)!

Nel loro ventennio, pur poi da posizioni diverse, il duo Perrone-Menozzi ha “massacrato” Collepasso, la sua vitalità, le sue potenzialità, ha frustrato ogni possibilità di sviluppo della nostra comunità.

Nel comizio di questa sera Salvatore Perrone ha affidato le sue flebili speranze ad alcuni giovani oratori. Bravi ragazzi,  destinati al macello… il suo obiettivo è farsi rieleggere consigliere comunale con il fidato amico.

Una sua malaugurata vittoria significherebbe un “salto all’indietro” di venti anni!

Il buon amico Lucio Russo rappresenta indubbiamente un voto di protesta. Molti sono intenzionati a votarlo. Chi si candida a sindaco non può avere, però, come unico obiettivo la “protesta”. Deve avere soprattutto la “proposta”. Quella manca. E poi… posso io mettere la croce sulla Fiamma?!? Lucio, anche nel comizio di questa sera, ha dimostrato di essere un buon oratore, un vero lottatore, ha acquisito credibilità e consensi e con modestia si è candidato come vera opposizione.

Mario Vecchio mi aveva in qualche modo “fascinato”. Mario è un amico e lo stimo. È persona pacata, dialogante, aperta, stimata, conosciuta oltre il perimetro municipale. Si presentava come “esponente della società civile”, fuori dai partiti e dagli schemi politici. Era partito bene.

Poi, improvvisamente, tutto è precipitato e la vecchia politica ha ripreso il sopravvento.

Una lista che doveva essere “civica” ha visto l’arrembaggio osceno di tanti esponenti provinciali e regionali di centrodestra, che hanno voluto presuntuosamente ed arrogantemente “mettere il cappello” sulla possibile vittoria del centrodestra (quello, per essere chiari, dominato dai Salvini, dalle sue “mattanze”, dagli scandali dei Morisi e dei 49 milioni rubati ai cittadini).

Stendo un “velo pietoso” su questa ultima e catastrofica settimana. Dagli arroganti e indigesti comizi di Paolo Menozzi di domenica scorsa e di Luigi Felline (sfiduciato persino dal suo mentore Rocco Leo) di ieri sera sino al confronto televisivo su TeleRama e alla squallida vicenda della delibera di privatizzazione del Cimitero comunale, prima difesa a spada tratta e in modo vergognoso, poi improvvisamente revocata. Una babele! Una figuraccia cosmica!

Il “vecchio” ha cercato di prendere il sopravvento su Vecchio. Le sue gaffes televisive sulla delibera del Cimitero sono state una “polpetta avvelenata” dei vecchi amministratori, un plateale “avviso” intimidatorio a “non allargarsi troppo”, a non pretendere eccessiva autonomia e fargli capire che “loro”, i “vecchi”, sono in grado di “bruciare” Vecchio come e quando vogliono. Ho apprezzato il suo scatto di orgoglio che ha imposto a Menozzi & C. la revoca della famigerata delibera… ma ormai la “frittata” era fatta e l’“avviso” recapitato al destinatario!

Ho apprezzato molto anche il suo comizio di chiusura di questa sera. Mario è in buona fede ed ha reale volontà di “cambiare registro”… ma a quali condizioni con due “pisare” come Menozzi e Felline e quel vacuo “Gino Fantozzi” che gli stanno attorno e lo soffocano?!? Giorni fa l’avevo messo in guardia… “Attento, Mario… proprio chi ti sta attorno ti sta scavando la fossa!”. Un primo pesante “avviso” da Menozzi & C. l’ha già avuto, altri non mancheranno e, se eletto sindaco, non reggerà molto con quella compagnia. Menozzi e Vecchio sono “antropologicamente” diversi, come ho già scritto.

Mario non ha avuto il coraggio e l’ambizione di puntare solo su sé stesso, sulla novità della sua candidatura “civica”, infrantasi sugli scogli di una politica “onnivora” ed onnipresente, sulle “primazie” rivendicate ed esercitate da fallimentari e invisi amministratori uscenti. Non ha avuto la forza di “notificare lo sfratto” a Menozzi né di imporre quel metodo di confronto e di pacatezza che si era prefisso… l’arrogante comizio di ieri di Felline ne è la prova… quel Felline che rischia il tutto per tutto per non essere costretto a tornare a lavorare, forse in quel di Pordenone, a mille chilometri da Collepasso. Mario non ha voluto (meglio, potuto) farlo. Continuo a volergli bene e stimarlo, ma con quella pesante “zavorra” che si porta dietro non potrà andare lontano né avere il mio voto.

Questa gente deve andare a casa…basta!”… dicono in tanti… non ce l’hanno con Mario, di cui quasi tutti parlano bene… ce l’hanno con Menozzi e Felline… non fossero candidati, Mario non avrebbe avuto problemi.

Rimane Laura Manta… a questo punto, il classico… “o te mangi ‘sta minescia o te futti te la finescia…”!

Non ho vocazioni suicide… per cui… sono costretto a mangiare “’sta minescia”!

Laura Manta non merita il mio voto, ma, giunti al momento delle decisioni, la mia formazione mi costringe a valutazioni politiche e non personali. Ho il dovere civico di votarla. Allo stato è l’unico voto che può permettere di chiudere l’immobile e sonnolento decennio menozziano e il complessivo, brutto e nefasto ventennio Perrone-Menozzi. È presuntuosa, egoista, arrogante, troppo ambiziosa, non ha empatia, è politicamente acerba e aspra… mi auguro che maturi… la sua ostinazione ad essere ad ogni costo lei candidata sindaco non ha permesso valide soluzioni alternative che avrebbero intercettato il diffuso malumore e la stanchezza dei cittadini, vincere ad occhi chiusi e permettere anche a lei un’esperienza amministrativa che l’avrebbe maturata, considerato che ha preparazione e volontà.

I madornali e macroscopici errori dei suoi avversari hanno permesso di rilanciare le sue chances. Questa sera ha chiuso la campagna elettorale con un comizio più “maturo”, si è dimostrata più sicura… ed ha persino fatto delle pause.

Ha tanti difetti, ma anche tanti pregi. Ha la fortuna di intercettare una convergenza temporale e storica che potrebbe esserle favorevole… la gente vuole cambiare… e lei rappresenta l’unica possibile e realistica alternativa. Per molti cittadini rappresenta una speranza… la speranza di voltare finalmente pagina… di chiudere definitivamente il dannoso e improduttivo ventennio di Salvatore Perrone e Paolo Menozzi… la speranza di un cambiamento, che, seppur difficile, è possibile. Tanto meglio se è rappresentato da una figura femminile, vera novità di queste elezioni.

Saranno i cittadini e le cittadine a decidere domenica 3 e lunedì 4 ottobre.

Pur “turandoci il naso”, abbiamo il sacrosanto dovere di esprimere il nostro voto, un voto che guardi al bene e agli interessi del paese e al futuro delle prossime generazioni.

Buona riflessione… e buon voto a tutti!

Pantaleo Gianfreda


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