Nel precedente articolo avevo posto e proposto questioni, perplessità, domande, documentazione e circostanze inoppugnabili ed ineccepibili in merito agli arresti domiciliari disposti il 9 luglio dai giudici di Lecce nei confronti del Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale del Comune di Collepasso e alla vicenda giudiziaria del Comune di Sannicola che aveva coinvolto e visto indagati altri tre dipendenti e tecnici del nostro Comune (cliccare su articolo).
Nel Consiglio comunale, convocato per l’odierno pomeriggio, non c’è traccia nell’ordine del giorno della clamorosa vicenda giudiziaria né della più recente e scandalosa vicenda della “mensa scolastica”… nemmeno sotto forma di “comunicazioni del sindaco”.
Silenzio e latitanza assoluti.
La Manta scappa dalle sue responsabilità e tenta maldestramente di sminuire, in un post patetico ad uso dei suoi ignavi (o ignari o semplicemente ignoranti) “soldatini di piombo” e clientes vari, la vicenda giudiziaria e soprattutto la pesante situazione del Pennetta.

L’avv. Manta, autoproclamatasi “giudice” del Tribunale di Collepasso, declassa d’ufficio il soggetto a semplice “indagato”, al pari degli altri tre, mentre, a differenza di questi, non è solo “indagato”.
L’arch. Pennetta, da lei nominato “fiduciariamente” da quattro anni (con rinnovo annuale dell’incarico) Responsabile UTC di Collepasso, è “agli arresti domiciliari” perché, scrivono i giudici del Tribunale di Lecce, “personalità proclive a delinquere”, capace di asservire “la funzione pubblica rivestita ad interessi illeciti” e “già gravato da plurimi precedenti penali, anche specifici (reati di falso)”.
Accuse durissime che farebbero tremare i polsi ad ogni onesto cittadino, ma che “non fanno una piega” per la Manta, che è persino avvocato. Le motivazioni addotte dai giudici avrebbero dovuto indurre una persona seria, soprattutto un sindaco degno di rivestire tale funzione, ad una maggiore prudenza e a serie riflessioni senza scantonare nelle solite stupidaggini ad uso e consumo degli “allocchi” di corte, di “servi sciocchi e fedeli”, di erinni e prefiche che l’attorniano.
Ad oggi, invece, ad oltre venti giorni dagli arresti domiciliari stabiliti dai giudici, l’imbelle (dovrei scrivere a questo punto anche “connivente”?!?) sindaca non ha avuto nemmeno il coraggio e la dignità di revocare, come suo dovere, all’arch. Pennetta l’incarico fiduciario che gli aveva concesso appena pochi giorni prima dell’arresto, tentando maldestramente di delegare ad altri soggetti sue esclusive responsabilità.
Sembra incredibile se non si conoscesse il personaggio, oppresso dalla paura di sconfessare se stessa e di riconoscere pubblicamente i propri errori… ma riconoscere gli errori è umano ed è sintomo di intelligenza, buon senso e dignità!
Invece di rispondere seriamente, tranquillizzare l’opinione pubblica, dimostrare serietà e dignità nella sua funzione, la Manta scappa e, da goffo e incauto “apprendista stregone”, tenta le solite ridicole “macumbe” contro chi legittimamente informa, chiede chiarimenti, pone interrogativi e presenta interrogazioni.
“Rabbia, odio, diffamazione, discredito, attacchi gratuiti e pretestuosi…”, starnazza la macumbara, specchiandosi nel vacuo e orrendo narcisismo patologico che addebita ad altri, nello specifico al “duo Gianfreda-Vantaggiato”, sue esclusive “virtù” di nota “monatta” che sparge “peste” contro chi “osa” scrivere la verità. Una “verità che fa male” per chi vive ormai “da aliena” nel mondo reale, chiusa nel suo fortilizio, e si bea beotamente nella virtualità di storytelling cui ormai non crede più nessuno.
Pesanti nubi si sono addensate e si addensano oggi sul Comune di Collepasso e sulla gestione di alcuni fondamentali servizi comunali.
Un’ulteriore e doverosa premessa.
Il soggetto, essendo avvocato, dovrebbe conoscere il dettato dell’art. 595 del Codice Penale che disciplina il reato di diffamazione. Se scrivere la verità è “diffamazione”, perché non denuncia chi, secondo lei, la diffama?!? Perché continua a scrivere in perfetta malafede di costante “opera di diffamazione” da parte mia e di altri nei suoi confronti senza rendersi conto che è proprio lei ad operare una squallida e continua “opera di diffamazione”?!?
Se si sente diffamata abbia il coraggio di denunciare i presunti “diffamatori” oppure taccia!
La verità è che a questa inconsapevole “Grimilde”, affannata ogni momento a chiedersi chi sia “la più bella del reame”, irriti e “disturbi” che altri/e, di fronte ai suoi evidenti fallimenti politici ed amministrativi, acquistino sempre maggiore consenso e credibilità. Come “disturbano” e irritano scritti e analisi di buon senso che pubblico e che puntualmente hanno visto la loro concretizzazione nella realtà politica e amministrativa del nostro Comune (per tutti, la pluriennale denuncia sulla “mala gestione” dell’Ufficio Tecnico che prima lei stessa criticava dall’opposizione, mentre oggi da sindaca decanta e “copre”).
“Mai dare ragione agli avversari” è la sua prima e sciocca regola, mentre un politico e un amministratore serio e intelligente dovrebbe “far tesoro” di buoni consigli e proposte che provengono anche dagli avversari.
La mia età e la mia esperienza mi insegnano che le denunce non portano a niente, ma se continua così sarò costretto prima o poi a notificarle almeno una “diffida stragiudiziale” a mezzo di ufficiale giudiziario, al fine di farla cessare da comportamenti molesti e dannosi, che la inducono puntualmente a scrivere falsità o manipolare la realtà, ad addebitare reati inesistenti, a tentare di condizionare o intimorire illegittimamente chi esprime un libero e legittimo pensiero e scrive semplicemente la verità dei fatti.
Purtroppo, si è instaurato da tempo un clima pesante nella nostra comunità, in cui vige solo la regola del “o sei con me o sei contro di me”… con tutti gli “annessi e connessi” che da ciò consegue (compresi i tanti dipendenti, non omologati ad una visione distorta della Pubblica Amministrazione, che sono scappati e continuano a scappare dalla Manta).
Consiglio, pertanto, il soggetto di smetterla con le sue “macumbe”, di non fuggire, di assumersi le sue responsabilità e di rispondere nel merito delle domande poste, possibilmente nell’odierno Consiglio comunale, massimo organo rappresentativo di una comunità.
Ripropongo le domande:
Come mai l’Amministrazione Manta ha nominato per quattro anni consecutivi Responsabile UTC un tecnico “già gravato da plurimi precedenti penali, anche specifici (reati di falso)”?!?
Ne erano a conoscenza sindaco e amministratori di Collepasso?
E i “plurimi precedenti reati” sono stati consumati nell’esercizio delle funzioni presso il Comune di Collepasso, presso altro Comune o in quali ambiti e circostanze?!?
E come ha agito in questi anni e come intende agire ora chi aveva ed ha la responsabilità di garantire nel Comune la legalità, la trasparenza e l’onestà di amministratori e dipendenti?
Successivamente anche la consigliera Eliana Vantaggiato ha presentato una sua interrogazione.

Risponda, senza demonizzare alcuno con le sue “macumbe”, alle domande poste dalla consigliera, che qui ripropongo.
I cittadini vogliono conoscere la verità e “dire la verità è sempre rivoluzionario” diceva un padre nobile e un fondatore della sinistra italiana, un tal Antonio Gramsci, ormai negletto e sconosciuto a certi ambiziosi “rampanti” della sinistra, della quale hanno rinnegato persino i principi fondamentali e più elementari.
Pantaleo Gianfreda
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3 commenti su ““Rabbia, odio e diffamazione”: parla di sé la Manta o non sa dire altro?!? Risponda piuttosto a domande, dubbi e perplessità sull’arresto del suo “uomo di fiducia” nell’Ufficio Tecnico”
Ormai si sa da tempo che i cittadini hanno paura a dire la propria opinione, altrimenti vengono minacciati tramite telefonate o altro e quindi preferiscono tacere e aspettare la prossima campagna elettorale che con tanta ansia é quasi dietro le porte. Dott. Pantaleo non aspettarti che la signora sindaco Manta ti darà ragione. Ormai questo é saputo. Umiltà lontana chilometri luce.
Scusami ma chilometri luce che unità di misura è? Lavoravi alla Nasa?
La verità è che la sinistra italiana, da almeno trent’anni, si è completamente omologata alla destra. Non esiste più nessuna voce realmente rivoluzionaria, né da una parte né dall’altra. I valori, le idee, le battaglie sociali sono stati sostituiti da interessi personali, ambizioni di potere e una politica sempre più povera di contenuti e sempre più affamata di visibilità e denaro.
Dispiace dirlo, ma Collepasso oggi è lo specchio perfetto della decadenza della politica italiana: un piccolo comune travolto dalle stesse logiche meschine, dove chi urla di più cerca solo di coprire domande scomode e verità non dette. In questo clima, non c’è confronto, non c’è crescita, non c’è futuro. Solo odio, diffamazione e teatrini. E intanto, la gente perde fiducia, si allontana, si disillude.
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