Se la Manta, concludevo nel precedente (cliccare su) articolo, avesse avuto il buon senso e l’accortezza di leggere gli atti dei Magistrati inquirenti che hanno portato a clamorosi arresti o almeno tutte le notizie pubblicate dai giornali, avrebbe evitato di avventurarsi in dichiarazioni avventate, minacce senza senso e clamorose figuracce… (e, aggiungo, avrebbe già assunto i doverosi provvedimenti del caso).
SI RIPORTA IN FONDO UN RIASSUNTO BREVE DELLA VICENDA
Ad esempio, avrebbe saputo o letto che, diversamente da altri colleghi indagati, “nei confronti di Pennetta Walter Cosimo …” sussistono seri elementi che hanno portato i giudici ad emettere ordinanza di “arresti domiciliari”, riconfermata nei giorni scorsi. Scrivono i giudici:
Sussiste un attuale pericolo di reiterazione, in ragione della spregiudicatezza delle condotte tenute nell’esercizio delle proprie funzioni, indice di personalità proclivi a delinquere e dell’asservimento della funzione pubblica rivestita ad interessi illeciti, con riguardo agli indagati pubblici ufficiali gravemente indiziati di illiceità quali commissari di gara nelle varie vicende esaminate, in quanto tutt’oggi in servizio (ERRICO Valentina, INGROSSO Giuseppe, PENNETTA Walter Cosimo, RIZZELLO Valerio)
Mentre per gli altri tre, “soggetti incensurati”, è stato disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, per il Pennetta sono stati disposti gli arresti domiciliari dai giudici, che scrivono:
Diversamente deve ritenersi che nei confronti di Pennetta Walter Cosimo, già gravato da plurimi precedenti penali, anche specifici (reati di falso), misura adeguata a contenere il pericolo di recidivanza sia quella degli arresti domiciliari
Motivazioni e circostanze che pongono inquietanti e doverosi interrogativi ad ogni cittadino onesto.
Come doverose e immediate sarebbero dovute essere le iniziative amministrative di sospensione cautelativa e di revoca dell’incarico fiduciario affidato al Pennetta.
Nessuna seria iniziativa è stata, invece, sinora intrapresa dagli amministratori, ai quali forse non è chiaro che, volenti o nolenti, è esplosa fragorosamente nel nostro Comune una grave “questione morale”, che, da una parte, si tenta goffamente di nascondere sotto “‘na manta” di ipocrisie, contraddizioni e intimidazioni e, dall’altra, si cerca di sminuire con la motivazione-“foglia di fico” che i reati sono stati commessi in altro Comune (come dire che se un milanese commettesse un omicidio a Roma, sarebbe un assassino solo a Roma e non su tutto il territorio nazionale). Di grazia, gli autori dei reati in danno della Pubblica Amministrazione non lavorano a Collepasso e chi garantisce che, data, secondo i giudici, la “spregiudicatezza delle condotte… personalità proclivi a delinquere” di alcuni, uguali crimini non siano stati commessi o possano essere commessi nel Comune di Collepasso?!?
Interrogativi inquietanti e legittimi.
Come mai, ad esempio, l’Amministrazione Manta ha nominato per quattro anni consecutivi Responsabile UTC un tecnico “già gravato da plurimi precedenti penali, anche specifici (reati di falso)”?!?
Ne erano a conoscenza sindaco e amministratori di Collepasso?
E i “plurimi precedenti reati” sono stati consumati nell’esercizio delle funzioni presso il Comune di Collepasso, presso altro Comune o in quali ambiti e circostanze?!?
E come ha agito in questi anni e come intende agire ora chi aveva ed ha la responsabilità di garantire nel Comune la legalità, la trasparenza e l’onestà di amministratori e dipendenti?
Molti sono gli interrogativi su questa inquietante vicenda, che coinvolge tra gli indagati un altro tecnico che lavora con il Comune di Collepasso, l’ing. Valerio Rizzello. Chi è costui?!?
All’ing. Rizzello, di Taurisano (guarda caso, compaesano del Pennetta!), lo stesso arch. Pennetta ha affidato, con Determina n. 27/4.2.2025, l’incarico di “Supporto tecnico-amministrativo al Responsabile Unico del Procedimento” (che è sempre Pennetta) per il famigerato progetto “Ti porto in centro”, riconoscendogli per l’affidamento dell’incarico una parcella complessiva di € 20.113,26 (cliccare su determina).
I rapporti tra i due, pertanto, non riguardano solo l’incarico, che ha originato la loro incriminazione, avuto presso il Comune di Sannicola, dove il Pennetta era stato nominato presidente di una Commissione di gara e il Rizzello componente della stessa, ma anche il Comune di Collepasso.
Da cinque mesi il Rizzello lavora per il nostro Comune come “Supporto al RUP (cioè a Pennetta), allo scopo di migliorare la realizzazione dell’intervento pubblico” (!!!) per seguire e, verosimilmente, sbrogliare la sempre più intricata matassa di un progetto che doveva essere il “fiore all’occhiello” dell’attuale Amministrazione, sebbene partorito dalla precedente, e che si sta sempre più rivelando un boomerang e un “mazzo di crisantemi” per l’Amministrazione Manta, soprattutto per lo “scandalo basolato”, la vicenda ancora irrisolta dell’impianto fotovoltaico in contrada “San Sumà” e tante altre.
Da anni, prima durante l‘Amministrazione Menozzi e poi con l’attuale, segnalo la discutibile e discussa conduzione, la scarsa trasparenza e l’opacità di un Ufficio Tecnico, da molti definito un “porto delle nebbie”.
L’Amministrazione Manta ha perso la grande occasione di rompere con il passato e dare una svolta ad un settore, quale l’Ufficio tecnico, delicato e centrale per l’attività di un Comune. Oggi ne paga le conseguenze.
Non è un mistero che quando il suo partito, di cui era segretaria, stava all’opposizione, la Manta denunciava ripetutamente le “stranezze” dell’Ufficio Tecnico. Tutti si aspettavano che dopo la sua elezione a sindaco avrebbe dato il “benservito” a Pennetta. Invece, a parte certe avventate e inverosimili confidenze che mi fece pochi giorni dopo il suo insediamento, che purtroppo non posso riportare, non solo lo riconfermò per il primo anno, ma poi anche negli anni successivi. Rimasi basito quando, in un Consiglio di due-tre anni fa in cui ero presente, l’inane assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica, di fronte alle contestazioni dell’opposizione circa l’operato del Pennetta, se ne uscì candidamente dichiarando (riporto a memoria): “Sì, è vero, pure noi inizialmente abbiamo diffidato dell’arch. Pennetta, ma poi ci siamo accorti che è una persona seria e professionalmente valida”.
“… ma questi sono proprio …… !”, mi scappò di dire istintivamente nell’occasione!
Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine, nonostante “fumi” e fiumi di parole sprecate sui social e la fantasiosa rappresentazione di una “Collepasso che cambia”, quando, in realtà, tutto è come prima, anzi peggio di prima, se siamo arrivati ad avere, per la prima volta nella storia del nostro Comune, ben quattro tra tecnici e dipendenti indagati per reati, che, seppur formalmente commessi in altro Comune, insinuano sospetti inconfessabili.
Chissà quante circostanze forse Pennetta potrebbe, se richiesto, riferire ai giudici sul Comune di Collepasso!
La vicenda giudiziaria riguarda anche altri due dipendenti: l’ing. Marco Prontera, vincitore di concorso sotto l’Amministrazione Menozzi e poi “comandato” presso il Comune di Sannicola, e la dott.ssa Annalisa Toma, dipendente del Comune di Sannicola (guarda caso!) e da pochi giorni nominata responsabile del Servizio Economico-Finanziario del nostro Comune per 12 ore settimanali.
L’attivo ruolo del primo negli affari e nelle tresche dell’ex sindaco e vicesindaco di Sannicola, di cui era persona di fiducia, “la dicono lunga” su questo giovane tecnico rampante e spregiudicato, per il quale i giudici avevano disposto gli arresti domiciliari, commutati poi nell’obbligo di firma.
Su questa vicenda la patetica Manta cerca di “arrampicarsi sugli specchi” per scaricare ogni responsabilità su Menozzi. Scrive, infatti, che Prontera “in realtà fu assunto dalla precedente amministrazione e da quando sono in carica io non ha mai collaborato con la mia Amministrazione”.
Possibile che la Manta sia così stupida (permettetemi il termine) da darsi da sola “la zappa sui piedi”?!?
Se è vero, come è vero, che l’ing. Prontera è stato “assunto dalla precedente amministrazione” avendo vinto un concorso, chi ha assunto e con chi ha “collaborato” in questi quattro anni l’arch. Pennetta che non ha mai vinto alcun concorso, ma è stato annualmente assunto come tecnico comunale di fiducia per otto anni prima da Menozzi e poi dalla stessa Manta?!? Se fosse onesta, avrebbe dovuto scrivere che anche il Pennetta “in realtà fu assunto dalla precedente amministrazione”, ma anche che “da quando sono in carica io ha sempre collaborato con la mia Amministrazione”. Non era lei ed il suo vicesindaco che hanno sempre vantato l’“eccellente” lavoro dell’arch. Pennetta, che, nonostante le evidenze “criminali” focalizzate dai giudici, continua a “proteggere”, arrivando spudoratamente a scrivere: “È sotto gli occhi di tutti la conduzione dei nostri lavori pubblici con opere finite, rendicontate e inaugurate”.
… come il basolato, il parco fotovoltaico, ecc. ecc.?!?
“Cornuto!”, disse il bue all’asino! “Maledetta ipocrisia!”, scrisse la Manta!
… è proprio, vero, “maledetta ipocrisia” di un’insuperabile “maître à penser” ed “ostensorio” di massima ipocrisia, manipolazioni, contraddizioni, intimidazioni, ecc. per nascondere evidenti responsabilità politiche, morali e personali. Non ha nominato lei, per ben quattro volte, come “persona di fiducia”, un tecnico che i giudici dicono “gravato da plurimi precedenti penali, anche specifici (reati di falso)”?!?
Perché una volta per tutte la Manta non ha l’umiltà e il buonsenso, o almeno la decenza e il pudore, di fare un po’ di autocritica, chiedere scusa ai cittadini, ammettere i grossolani errori di valutazione e tentare, in questi ultimi venti mesi che le rimangono, una, seppur disperata, “sterzata” nella conduzione del Comune?!?
Chi ha assunto in questi giorni con incarico diretto e fiduciario la dott.ssa Annalisa Toma in sostituzione del dott. Gianluca Vilei, già responsabile del Servizio Economico-Finanziario del Comune di Collepasso, la cui recente “fuga” rimane un “mistero” ancora irrisolto che la Manta farebbe bene a chiarire?!?
Guarda caso, la dott.ssa Toma è anche lei tra i 39 indagati ed è stata “pescata” dal Comune di Sannicola, di cui è dipendente. Non è strano tutto ciò?!?
In conclusione, cosa aspetta la Manta ad assumere le doverose iniziative?!?
Vorrei che fosse chiaro che, nonostante i tentativi di sminuire la gravità dei fatti, i cittadini sono choccati.
È pur vero che sino a condanna definitiva esiste la “presunzione d’innocenza” per tutti gli indagati, ma il quadro descritto dai giudici nella loro ordinanza fa “accapponare la pelle” ed è sorretto da solide prove.
Possiamo anche esprimere dispiacere e misericordia per gli arrestati, come anch’io esprimo, ma da cittadini abbiamo il diritto di conoscere la verità, chiedere che venga fatta luce, spezzare illegalità e spirali pericolose, perseguire chi ha sbagliato e, soprattutto, serve in questo momento una chiara e netta presa di posizione in favore della legalità e della trasparenza.
Chiudo con le considerazioni espresse nell’articolo che ha provocato le ire e il post intimidatorio della Manta.
“Una riflessione seria – scrivevo dieci giorni fa – si impone da parte dell’Amministrazione di Collepasso sull’Ufficio Tecnico comunale affidato da otto anni, prima con Menozzi e poi con la Manta, alla direzione dell’arch. Walter Pennetta, su cui non ho mai risparmiato critiche e considerazioni allarmanti, rimaste sempre inascoltate. Mi auguro, pertanto, che sia questa l’occasione per considerazioni e riflessioni doverose, atti amministrativi dovuti, misure cautelative e sospensive necessarie e una svolta non più rinviabile, al fine di salvaguardare il nostro Comune e la sua (auspicabile) estraneità ai fatti contestati agli arrestati, in particolare all’arch. Pennetta e all’ing. Prontera, e a tutti gli indagati”.
Confermo in toto e mi auguro che gli amministratori si rendano finalmente conto della gravità della situazione e sappiano reagire dando ai cittadini un chiaro segnale di legalità e trasparenza.
Pantaleo Gianfreda
Riassunto della vicenda
Un Caso Complesso che Tocca Collepasso
Immaginate una grande indagine della guardia di finanza, di quelle che riguardano più posti e tante persone. Ebbene, una cosa del genere è successa nel nostro Salento, e anche il Comune di Collepasso si è ritrovato coinvolto in questa storia.
Non è che Collepasso sia il “centro” di tutta l’indagine – quella più grande sembra concentrarsi sul Comune di Sannicola, dove ci sono stati arresti importanti, come quello del vicesindaco e dell’ex sindaco. Però, dato che ci sono persone che lavorano qui a Collepasso coinvolte, la nostra amministrazione ne risente eccome.
Pensate all’architetto Walter Pennetta, che a Collepasso è il capo dell’ufficio tecnico. Lui è agli arresti domiciliari, cioè non può uscire di casa. Ha avuto problemi con la legge anche in passato, gravato da plurimi precedenti penali, anche specifici (reati di falso). E qui sta un punto importante: l’architetto Pennetta non è un impiegato “di ruolo” che ha vinto un concorso pubblico. È stato nominato direttamente dall’amministrazione come persona di fiducia. E la domanda che molti si fanno è proprio questa: “Ma come mai una persona con questi precedenti continua a ricoprire un ruolo così importante, di fiducia, nel nostro Comune?”.
Questa situazione ha messo sotto i riflettori l’amministrazione di Collepasso, in particolare la sindaca Laura Manta. Molti chiedono chiarezza e trasparenza: “Perché non si prendono provvedimenti più seri? Perché non si sospendono o si allontanano le persone coinvolte, che occupano posizioni di fiducia, almeno finché la giustizia non fa il suo corso?”.
La vicenda è delicata e complessa, e la gente vuole capire bene cosa stia succedendo. Si spera che tutto venga chiarito al più presto, per il bene della nostra comunità e della fiducia nelle istituzioni.
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3 commenti su “Lo “strano caso” di quattro dipendenti e tecnici indagati o arrestati, tra cui il Responsabile UTC, e di una tale che tenta di nascondere tutto sotto “‘na manta” di ipocrisia e intimidazioni / parte 2”
Come diceva il mio maestro: “Si indaga e si smuovono le acque solo quando, alla festa, c’è qualcuno che ha mangiato poco… o niente.”
E allora succede che qualcuno se la canta, magari con tanto di spartito e accompagnamento.
D’altronde, diciamolo chiaramente: disturbare la magistratura non è mai una cosa da poco. Muovere uomini, aprire fascicoli, fare domande… tutto questo accade solo quando il banchetto non è stato equamente servito.
Quando invece tutti mangiano, tutti sono felici, complici, amichevoli. E soprattutto, nessuno parla.
Perché in fondo, la pancia piena è il miglior silenziatore che ci sia.
Na si, aspetta e spera ca poi se avvera. La Manta non conosce la parola Umiltà. É chiaro? La sindaco Posso e Faccio vuole mostrare al paese di essere cambiato. Il basolato sempre in quelle condizioni si trova? Ma scusate cittadini, io onestamente ho perso il conto, ma quante volte hanno cercato di riparare questo benedetto basolato? Secondo me, se indagheranno sul comune di Collepasso, qualcuno andrà al fresco. La cosa puzza e tanto pure.Non si sbaglia lu Luciu Russu.
Indagare su Collepasso e intanto la sindaca Manta chieda scusa per gli errori clamorosi fatti e si dimetta per incapacità politico-amministrativa.
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