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Manta, Pennetta, Piccione

Dieci giorni fa clamorose indagini giudiziarie hanno sconquassato il Comune di Sannicola con 43 indagati (39 persone fisiche e 4 giuridiche) e l’arresto del vicesindaco ed ex sindaco Piccione e di altre sette persone, tra cui due tecnici dipendenti del Comune di Collepasso (l’arch. Pennetta, Responsabile dell’Ufficio Tecnico, e l’ing. Prontera, “comandato” all’epoca dei fatti nel Comune di Sannicola). Altri due indagati rivestono attualmente (e da tempi recenti) ruoli importanti nel Comune di Collepasso: una è Responsabile dell’Ufficio Ragioneria e l’altro Supporto tecnico-amministrativo al Rup per il progetto “Ti porto in centro”.

Sono queste “pretestuose insinuazioni”, come scrive incautamente la Manta, o notizie e dati di fatto oggettivi e incontestabili?!?

SI RIPORTA IN FONDO UN RIASSUNTO BREVE DELLA VICENDA

Sono “pretestuose insinuazioni” l’acclarata e costante “corrispondenza d’amorosi sensi” (direbbe il Foscolo) tra il Comune di Sannicola e quello di Collepasso e, nello specifico, tra Manta e Piccione, dominus assoluto del Comune di Sannicola, ripetutamente “sorpresi” coram populo a “tubare” come vecchi amici?!?

Giorni fa un autorevole amministratore comunale di un Comune vicino, di centrodestra (come Sannicola), mi confidava: “Pantaleo, io sono stato sempre alla larga da quel personaggio!”. Se un amministratore vicino politicamente all’ex sindaco di Sannicola si è espresso in questo modo, ci sarà stato qualche motivo. Motivo che probabilmente sarà sfuggito all’“intuito” e all’“intelligenza” della Manta, “orfana” o, almeno, certamente carente di saldi valori politici ed etici, che “vive e vegeta” solo nella realtà “virtuale” dei social ed è fuori da ogni realtà “reale”, poiché antepone sé stessa e i propri interessi politici e personali ed è priva, come ha ancora una volta dimostrato, di intuito politico e, soprattutto, dotata di scarsa intelligenza (“Iniuria absit verbis”, direbbero i latini… non si alterino i “devoti”… non si tratta di un’offesa, ma di una constatazione, seppur soggettiva).

Per chi non lo sa, la parola “intelligenza” ha derivazione latina: proviene da “intus” (“dentro”) e “legere” (“leggere”), cioè “leggere dentro, comprendere, raccogliere idee e informazioni riguardo a qualcuno o a qualcosa”. Pertanto, come è possibile capire consultando un buon manuale, “l’intelligenza è la facoltà di comprendere la realtà non in maniera superficiale, ma andando oltre, in profondità, per coglierne gli aspetti nascosti e non immediatamente evidenti”. Un’altra interpretazione etimologica (meno diffusa) e quasi analoga fa derivare il termine “intelligenza” da “inter legere” (“leggere tra”), sempre dal latino. Per cui, intelligenza sarebbe “la capacità di leggere “tra le righe”, di scoprire relazioni ed inter-connessioni tra i vari aspetti della realtà per giungere ad una comprensione più ampia e completa di essa”.

Ha dimostrato “intelligenza” personale e politica la Manta negli ambigui rapporti, seppur politici e amministrativi, avuti con il Piccione?

Prima di entrare nel merito delle clamorose vicende e degli addebiti emersi a carico dei quattro dalla lunga e dettagliata Ordinanza del Tribunale di Lecce, alcune doverose premesse.

In seguito al mio articolo (cliccare su articolo), la sig.ra Manta ha pubblicato sul suo profilo un post irritato, velenoso, manipolatorio e intimidatorio, che pubblico integralmente a fine articolo.

Ho sorvolato sinora dal rispondere per rispetto verso la vicenda umana dell’89enne Donato Negro, scomparso e poi ritrovato, che ha tenuto in ambasce tutta la nostra comunità, unita, compatta e solidale attorno all’anziano e alla sua famiglia. Anche se questo non ha impedito, subito dopo la felice chiusura della vicenda, ad alcune ben note “iene” politiche locali di infestare i social di tossine politiche velenose in una curiosa polemica di “capre greche” (!), in cui noti “longhi e fessi” & affini hanno sproloquiato liberamente.

Inoltre, a seguito delle dimissioni da tutte le cariche amministrative (vicesindaco, assessore e consigliere comunale), la Gip Valeria Fedele ha disposto per Mino Piccione, in sostituzione del carcere, gli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico. Per l’ing. Marco Prontera, dipendente del Comune di Collepasso, ha disposto, invece, la revoca degli arresti domiciliari, sostituendo la misura cautelare con l’obbligo di firma. Misure attenuative sono state disposte per altri 2-3 indagati. Confermati, invece, gli arresti domiciliari per l’arch. Walter Pennetta, Responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale di Collepasso, ed altri.

Lo “strano caso” di quattro dipendenti e tecnici indagati o arrestati, tra cui il Responsabile UTC, e di una tale che tenta di nascondere tutto sotto “‘na manta” di ipocrisia e intimidazioni / parte 1
Pennetta e Piccione

In merito al famigerato post mantiano, sono necessarie altrettante doverose premesse.

La prima. Non mi fanno né caldo né freddo le minacce della sig.ra Manta, che ha ripetutamente dimostrato in questi quattro anni di “sindaca per caso” di non capire esattamente i suoi doveri di legalità e trasparenza amministrative e spesso di farne strame, nonché avvocato un po’ avventato e poco vocato a comprendere fondamentali norme costituzionali, quali la libertà di pensiero, di stampa e di critica, e fondamentali principi amministrativi sanciti da leggi e regolamenti che ha il dovere di rispettare e, invece, ripetutamente viola.

Le sue minacce di “intraprendere ogni opportuna azione legale”, se rivolte alla mia persona, sono chiaramente (… e da avvocato non può non saperlo) solo ballon d’essai – o, se preferite, “panzanate” – ad uso e consumo di tanti suoi poco accorti follower e di altrettanti evidenti e volgari “uccaperti/e” senza arte né parte ai quali dà la possibilità di scaricare sul suo profilo facebook le proprie frustrazioni personali, odi personali o consolidate attitudini di “servi sciocchi e fedeli”. Se poi la nostra “Grimilde” pensa che “abbaiare alla luna” serva ad intimorirmi, condizionarmi, impedirmi di denunciare le sue malefatte, che sono tante e clamorose e non tutte note, sappia che ottiene esattamente l’effetto opposto. Solo per la pietà, la compassione, la commiserazione che suscitano la sua conduzione amministrativa, la sua inadeguatezza umana prima che politica, i plateali fallimenti amministrativi e certe esuberanti e strampalate “uscite” mi inducono a non “maramaldeggiare” su una “poveretta” già da tempo politicamente “defunta”, che disperatamente e maldestramente cerca in tutti i modi e con ogni mezzo di “risorgere” dal suo rigor mortis politico ed amministrativo… (per la verità, anche perché nella vita ci sono tante altre cose da fare e non posso stare ogni momento sul computer… né, tanto meno, nessuno mi passa 4mila euro al mese per “divagarmi” sui social, come nel suo caso).

La seconda. Se un sindaco può anche non conoscere o capire le norme del Codice penale – come, ad esempio, il suo amico ed ex collega sindaco e vicesindaco di Sannicola, costretto a dimettersi per “alleviare” la sua condizione carceraria -, ad un avvocato non è certamente permessa uguale ignoranza e/o superficialità. Un avvocato dovrebbe sapere che un Pubblico Ufficiale non può impunemente, pubblicamente e in modo aleatorio minacciare e offendere un cittadino “a mezzo stampa” per aver correttamente riportato fatti di cronaca incontestabili e considerazioni di buon senso su una vicenda che, volenti o nolenti, ha colpito e colpisce anche l’Amministrazione di Collepasso e certe sue discutibili scelte.

L’avv. Manta dovrebbe sapere che rischia soprattutto lei, dopo certe “sconsiderazioni” sui social, abusando del ruolo di primo cittadino (dal momento che volutamente e inopportunamente si fregia sul post della fascia tricolore), di poter essere oggetto di “ogni opportuna azione legale”, come dovrebbe conoscere il significato e le conseguenze di una “lite temeraria”, che potrebbe ritorcersi contro di lei come un boomerang. Per la verità, solo per paura di ritorsioni e spesso per mancanza di coraggio tanti cittadini rinunciano ad “iniziative legali da intraprendere” nei suoi confronti. Abbia, allora, il coraggio, di fronte, a suo dire, a “pretestuose insinuazioni”, a “chi sa solo calunniare e insultare” (arte in cui lei e la sua “combriccola” eccellono) di presentare denunce alla Magistratura. Lo minaccia da quando si è insediata, talora lo ha fatto verso qualcuno dell’opposizione (e attendiamo con ansia le risultanze…), ma, nonostante le reiterate minacce, non mi consta che abbia mai “rischiato” in modo temerario di farlo nei miei confronti.

Lo “strano caso” di quattro dipendenti e tecnici indagati o arrestati, tra cui il Responsabile UTC, e di una tale che tenta di nascondere tutto sotto “‘na manta” di ipocrisia e intimidazioni / parte 1Si acquieti, pertanto, abbandoni le sue invettive e i metodi intimidatori e risponda, se è in grado, nel merito delle inopportune scelte politiche e amministrative, anche recenti, sue personali e della sua Amministrazione.

E qui entriamo nel merito delle vicende che hanno portato, nell’ambito di una clamorosa e deflagrante inchiesta giudiziaria sul Comune di Sannicola, anche all’arresto del Responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale di Collepasso, al quale solo pochi giorni prima la Manta aveva rinnovato l’incarico, nominandolo per un altro anno Dirigente dell’Ufficio, cioè suo “uomo di fiducia”.

Se la Manta, prima come avvocato e poi come sindaco, avesse avuto il buon senso e l’accortezza di leggere gli atti dei Magistrati inquirenti che hanno portato ai clamorosi arresti e denunce o almeno tutte le notizie pubblicate dai giornali, avrebbe evitato di avventurarsi in dichiarazioni avventate, minacce senza senso e clamorose figuracce, cui oggi la espongono certe parole “al vento”, che, però, rimangono impresse su “pietre” che potrebbero rischiare di rotolare e travolgerla.

Ad esempio, avrebbe saputo o letto che, diversamente da altri indagati a piede libero, “nei confronti di Pennetta Walter Cosimo …”

… ma, per non tediare il lettore, considerata che la questione non si può risolvere in “quattro parole”, su questi aspetti di merito ne scriverò domani o dopodomani nella parte 2 di questo articolo.

A presto!

… per proseguire nella lettura della parte 2, cliccare su articolo

Pantaleo Gianfreda

Lo “strano caso” di quattro dipendenti e tecnici indagati o arrestati, tra cui il Responsabile UTC, e di una tale che tenta di nascondere tutto sotto “‘na manta” di ipocrisia e intimidazioni / parte 1Lo “strano caso” di quattro dipendenti e tecnici indagati o arrestati, tra cui il Responsabile UTC, e di una tale che tenta di nascondere tutto sotto “‘na manta” di ipocrisia e intimidazioni / parte 1

Riassunto della vicenda

Un Caso Complesso che Tocca Collepasso

Immaginate una grande indagine della guardia di finanza, di quelle che riguardano più posti e tante persone. Ebbene, una cosa del genere è successa nel nostro Salento, e anche il Comune di Collepasso si è ritrovato coinvolto in questa storia.

Non è che Collepasso sia il “centro” di tutta l’indagine – quella più grande sembra concentrarsi sul Comune di Sannicola, dove ci sono stati arresti importanti, come quello del vicesindaco e dell’ex sindaco. Però, dato che ci sono persone che lavorano qui a Collepasso coinvolte, la nostra amministrazione ne risente eccome.

Pensate all’architetto Walter Pennetta, che a Collepasso è il capo dell’ufficio tecnico. Lui è agli arresti domiciliari, cioè non può uscire di casa. Ha avuto problemi con la legge anche in passato, gravato da plurimi precedenti penali, anche specifici (reati di falso). E qui sta un punto importante: l’architetto Pennetta non è un impiegato “di ruolo” che ha vinto un concorso pubblico. È stato nominato direttamente dall’amministrazione come persona di fiducia. E la domanda che molti si fanno è proprio questa: “Ma come mai una persona con questi precedenti continua a ricoprire un ruolo così importante, di fiducia, nel nostro Comune?”.

Questa situazione ha messo sotto i riflettori l’amministrazione di Collepasso, in particolare la sindaca Laura Manta. Molti chiedono chiarezza e trasparenza: “Perché non si prendono provvedimenti più seri? Perché non si sospendono o si allontanano le persone coinvolte, che occupano posizioni di fiducia, almeno finché la giustizia non fa il suo corso?”.

La vicenda è delicata e complessa, e la gente vuole capire bene cosa stia succedendo. Si spera che tutto venga chiarito al più presto, per il bene della nostra comunità e della fiducia nelle istituzioni.

 


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