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Recinzione della discarica di inerti in contrada “Manimuzzi”

Ieri, giornata di tramontana, mi recavo a Casarano dalla strada interna che va all’Euroitalia, quando, all’altezza di località “Manimuzzi”, mi accorgevo che in lontananza, alla mia sinistra, si ergevano intense nuvole di fumo che il vento di tramontana spingeva verso località “Canali”. Proseguivo, ma poi, preoccupato di un possibile incendio scatenatosi in quell’area oggi trasformatasi in deserto, ma ieri verde e produttiva, tornavo indietro per verificare e, nel caso, avvertire i Vigili del Fuoco.

Imboccata la martoriata e dissestata stradina di collegamento con la Zona industriale e la strada per Maglie, incrociavo alcuni grossi camion che trasportavano detriti da ambedue i fronti della strada (est/ovest).

L’insopportabile “tempesta” e l’inquinamento di polveri provenienti dalla discarica di deposito e lavorazione di inerti in località “Manimuzzi”L’insopportabile “tempesta” e l’inquinamento di polveri provenienti dalla discarica di deposito e lavorazione di inerti in località “Manimuzzi”Man mano che mi avvicinavo scoprivo che non di incendio si trattava, ma di intense polveri che si levavano da una vecchia cava, da alcuni anni trasformata in deposito e lavorazione di materiali inerti provenienti da ogni parte della provincia.

Già tempo fa alcuni residenti e proprietari di terreni di quell’area periurbana e rurale, mi avevano segnalato la presenza fastidiosa e dannosa di polveri provenienti da questa discarica e il quotidiano e continuo afflusso di mezzi pesanti che trasportavano materiale inerte grezzo e prelevavano materiale inerte lavorato da potenti macchine frantumatrici presenti nella discarica. A quanto mi riferiva un cittadino ben informato, il materiale lavorato veniva trasportato e utilizzato per la realizzazione della famosa S.S. 275 per Santa Maria di Leuca, oggetto l’anno scorso di un “Accordo di coesione” che aveva portato al finanziamento di 239 milioni di euro per il completamento dell’importante arteria.

Tra l’andirivieni dei pesanti mezzi di trasporto, imboccavo sulla destra una stradina di campagna e raggiungevo la recinzione esterna/ovest dell’immensa discarica.

Quello che subito mi apparve era la visione di un girone infernale.

L’insopportabile “tempesta” e l’inquinamento di polveri provenienti dalla discarica di deposito e lavorazione di inerti in località “Manimuzzi”L’insopportabile “tempesta” e l’inquinamento di polveri provenienti dalla discarica di deposito e lavorazione di inerti in località “Manimuzzi”Dense polveri si levavano tumultuose dalla discarica, dove alcuni camion scaricavano e alcune macchine frantumavano il materiale inerte, formando un incredibile strato di nuvole che avvolgevano la mia auto e si levavano basse verso l’orizzonte formando una lunga scia verso i “Canali”, lambendo la strada e la collina

Cercando con difficoltà di resistere a quella polvere intensa che avvolgeva e penetrava nell’auto, mi fermavo, a poche decine di metri dalla discarica, all’ingresso di una casa rurale, un tempo abitata, completamente avvolta nelle polveri, abbondantemente depositate anche sui circostanti e residui alberi.

L’insopportabile “tempesta” e l’inquinamento di polveri provenienti dalla discarica di deposito e lavorazione di inerti in località “Manimuzzi”L’insopportabile “tempesta” e l’inquinamento di polveri provenienti dalla discarica di deposito e lavorazione di inerti in località “Manimuzzi”Il tempo di fare alcune foto e me ne scappavo subito da quella bolgia infernale, azionando il tergicristalli per liberare la mia auto dalle abbondanti polveri che si erano depositate in pochi minuti.

Una “bolgia infernale” e un evidente e pesante inquinamento da polveri – affatto sottili, ma pesanti e visibili – che si creano soprattutto con i venti di tramontana (verso la campagna) e di scirocco (verso il centro abitato).

L’insopportabile “tempesta” e l’inquinamento di polveri provenienti dalla discarica di deposito e lavorazione di inerti in località “Manimuzzi”

Alcune domande sono d’obbligo.

L’Amministrazione e gli Uffici comunali sono a conoscenza della presenza invasiva di questa discarica di deposito e lavorazione di rifiuti inerti in località “Manimuzzi”?!?

Sanno che nell’area, sia in quella rurale che periurbana, vi sono abitazioni private e che l’incontrollata attività della discarica rende insopportabile la vita quotidiana delle famiglie che vi abitano e degli agricoltori che vi lavorano (nell’area vi è anche un ricovero di greggi)?!?

Sanno che i venti impetuosi che spesso si scatenano da nord (tramontana) a sud (scirocco), creando intense nuvole di polvere verso le aree rurali e verso le aree residenziali, rendono impossibile la vita delle persone che vi abitano, ma anche la sopravvivenza di piante arboree e la possibilità di normali attività agricole?!?

L’insopportabile “tempesta” e l’inquinamento di polveri provenienti dalla discarica di deposito e lavorazione di inerti in località “Manimuzzi”Gli uffici comunali e gli altri enti extracomunali preposti hanno mai effettuato qualche controllo sulla discarica per verificare il rispetto delle norme concessorie che, quasi certamente, dovrebbero prevedere il divieto di inquinamento di polveri e accorgimenti tecnici che rendano impossibile l’espandersi delle polveri nell’area, così come previsto dalle norme ambientali vigenti?!?

Sono stati mai presi provvedimenti per tutelare la salute dei cittadini che in quell’area hanno le loro abitazioni e degli agricoltori che, sempre più rari, si dedicano alla cura dei loro terreni?

Vorremmo risposte a queste domande, considerato, a quanto mi viene riferito, che l’Amministrazione comunale, benché notiziata da tempo della grave situazione ambientale e di inquinamento dell’area, sinora non è mai intervenuta né preso alcun serio provvedimento né segnalato ad altri enti interessati la grave situazione.

Pantaleo Gianfreda


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