Dylan “era un cane dolcissimo e buono. Aveva due occhi azzurri come il mare. Era amico di tutti, si fidava dell’uomo, era tranquillo e vicino casa sua si sentiva al sicuro…”, dice Laura.
Il buon Dylan non aveva messo in conto, però, la crudeltà di qualche “essere umano”, se tale si può definire chi compie atti di abominevole crudeltà nei confronti di animali indifesi e tranquilli.
A quanto emerge anche da precedenti denunce sui social, c’è, infatti, qualche maniaco criminale – un “mostro”, lo definisce Laura – che da un po’ si aggira su via C. Pesce e dintorni e “si diverte” a sparare ed ammazzare cani e gatti. Il povero Dylan è stato una sua vittima.
Una settimana fa qualcuno gli ha sparato, come risulta chiaramente dalle foto e dallo stesso certificato del medico veterinario, procurando indicibili sofferenze al povero Dylan.

Al termine di una “settimana orribile”, di una vera “via crucis” per tutti, in cui Laura e il marito Maurizio hanno sottoposto a cure ed interventi veterinari il cane gravemente ferito, sopportato spese non indifferenti e fatto di tutto per salvarlo, Dylan non ce l’fa fatta. Il veterinario è stato costretto a procedere a “eutanasia umanitaria del paziente… considerata la condizione neurologica peggiorata e la prognosi gravemente infausta”.
La crudele vicenda, che ha dell’incredibile per la ferocità e l’atrocità messe in atto da un “essere umano” (!!!), non è, a quanto pare, isolata.
Nella zona, come da documentazione inviatami, anche altri cani e diversi gatti sono stati impallinati e soppressi dal “mostro”.
“La morte di Dylan e degli altri cuccioli non deve essere vana né rimanere impunita. Abbiamo ancora due gatte e non vogliamo piangere anche loro. Questa storia deve finire”, dicono Laura e Maurizio, che oggi hanno presentato circostanziata denuncia sulla vicenda presso i Carabinieri della Stazione di Collepasso.
Tutti ci auguriamo e sollecitiamo le Forze dell’Ordine ad intraprendere circostanziate indagini per risalire al responsabile o ai responsabili.
Precedenti denunce, a quanto pare, sono state presentate da altri cittadini per la soppressione violenta dei loro gatti.
Questi episodi criminali suscitano sdegno, vanno seriamente indagati e severamente condannati e puniti, come prevede la legge.
Ricordo, infatti, al/ai reponsabile/i di tali atti barbari che la legge punisce severamente questi crimini nei confronti degli animali.
L’art. 544 bis, “Uccisione di animali”, del Codice Penale prevede, infatti, che “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni”.
Tale pena è stata ulteriormente aggravata con la nuova Legge 6 giugno 2025, n. 82, che entrerà in vigore il 1° luglio 2025, che prevede “la reclusione da sei mesi a tre anni”, l’aggiunta di una multa da 5.000 a 30.000 euro e l’introduzione di un’aggravante con pene più severe (1-4 anni e multa da 10.000 a 60.000 euro) in caso di sevizie o sofferenze prolungate.
Mi auguro che i cittadini continuino a denunciare fatti così gravi e aiutino le Forze dell’Ordine nelle loro indagini nel caso siano a conoscenza di circostanze e indizi significativi, al fine di individuare e punire questi barbari criminali che si annidano nella nostra comunità.
Un doveroso saluto al buon Dylan e a tutti gli animali vittime di crudeltà… solidarietà alle famiglie colpite!
Pantaleo Gianfreda
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5 commenti su “Dylan, “un cane dolcissimo e buono”, non ce l’ha fatta… qualche maniaco criminale “si diverte” a sparare a cani e gatti”
nessuno si deve offendere ma a collepasso da una certa ora non ci sono più vigili e carabinieri. Puoi uscire di casa a sparare colpi di mitra in aria come a Kabul, che nessuno ti può fare niente. Sparare ad un povero cane è il minimo che può succedere, quando sei nella terra di nessuno. E non me la prendo con le forze dellordine che danno il massimo. ma con chi ha abbandonato collepasso come la peggiore periferia.
Non sono solita scrivere pensieri o commenti ma questa volta credo che ognuno di noi, ogni cittadino con un briciolo di sensibilità, debba gridare tutto il proprio disappunto, la rabbia e il disgusto per quanto successo. Leggendo l’articolo quello che balza subito agli occhi è lo sguardo dolce e amorevole di Dylan. Dolcezza e bontà che non appartiene certo a chi ha compiuto un gesto così vile nei confronti di un innocente. Si perché tu Dylan eri un innocente, un’anima pura e come spesso, troppo spesso accade al giorno d’oggi gli innocenti pagano il prezzo più alto e spesso con la vita. Che brutte persone esistono in questa società, che mondo orribile stiamo consegnando nelle mani dei nostri figli, fatto di violenza, cattiveria e egoismo. Mi auguro che chiunque abbia avuto il coraggio di compiere una cattiveria simile paghi….
Dylan un abbraccio al cielo e perdona questi uomini che di umano non hanno più nulla purtroppo…un sentito abbraccio anche a chi ti ha voluto bene e ha saputo donarti quello che veramente meritavi: amore e rispetto.
ALLORA, CREDO CHE ON PAESE SI CONOSCANO TUTTI E PERCIÒ L UNICA COSA DA FARE È DINUNCIARE.
CHE LE FORZE DELL’ORDINE FACCIANO IL SUO DOVERE….. QUALCUNO DEL QUARTIERE DEVE SAPERE CHI È QUESTA PERSONA.
Approfitto di questa triste storia per segnalare che a pochi metri dal centro abitato, da via kennedy salendo verso via Piscopo, nelle campagne ci sono “cacciatori” che sparano impunemente tra le persone, che si vedono piovere in testa pallini da caccia. Se provi a lamentarti, ti ridono in faccia e ti invitano a stare a casa. Questi pistoleri di paese andrebbero attenzionati dalle forze dell’ordine!!!! Basta!!!
Non sono esseri umani questi, sono bestie del male! Ma la vita trova il modo di restituire tutto a tutti. Dylan era dolcissimo, non meritava questo!
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