Si terranno domani, martedì 9 settembre, alle ore 17.30, presso la Chiesa Cristo Re, i funerali di Danilo Pellegrino, morto a 52 anni, il 4 settembre, presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Casarano.
Dopo l’odierna autopsia disposta dal Magistrato presso l’Ospedale di Lecce ed affidata al medico legale Roberto Maglie, la salma di Danilo giungerà nella mattinata di domani presso l’abitazione di via P. Giuliani n. 88.
Il 23 settembre 2024, solo un anno fa, un altro mesto funerale partiva da quella casa, quella dell’amatissimo figlio Davide, prematuramente scomparso a soli 28 anni.
La vicenda della morte di Danilo ha assunto vasta risonanza sui media nazionali, essendo stata conseguenza di un evidente caso di “malasanità”.
Tra i tanti articoli pubblicati sul caso, pubblico di seguito uno apparso oggi sul sito alphabetcity.it, scritto da Daniela Devecchi, che riepiloga la vicenda e offre alcune amare considerazioni.
Chi è Danilo Pellegrino morto al pronto soccorso dell’ospedale Ferrari di Casarano dopo l’attesa di un’ora per la visita dal cardiologo?
Una morte che fa rumore
Il 4 settembre 2025 Danilo Pellegrino, camionista di 52 anni di Collepasso, è morto al pronto soccorso dell’ospedale “Ferrari” di Casarano dopo un dolore al petto e un’attesa senza fine. Non era un personaggio noto, non cercava visibilità: era un lavoratore, un padre, un marito. Eppure oggi il suo nome riecheggia ovunque, diventando simbolo di ciò che non dovrebbe mai accadere.
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L’attesa che uccide
Arrivato al pronto soccorso con sintomi chiari di un problema cardiaco, Danilo è stato sottoposto a un elettrocardiogramma. Ma il cardiologo era impegnato in sala operatoria. Così, per quasi due ore, è rimasto seduto su una sedia di plastica, senza monitoraggio, senza assistenza continuativa.
In un messaggio inviato alla figlia poco prima di crollare scriveva: “Mi hanno lasciato su una sedia… non riesco a respirare bene, mi manca l’aria e le forze mi stanno abbandonando”. Un messaggio che oggi appare come una condanna scritta in diretta.
Una ferita che diventa collettiva
La morte di Danilo non è solo una tragedia familiare. È la fotografia di un sistema che non funziona, che lascia soli i pazienti anche quando ogni minuto può fare la differenza. Collepasso, il suo paese, è sotto shock. Solo un anno fa la famiglia aveva già vissuto un lutto devastante: la morte del figlio Davide, appena 28enne. Ora la comunità si stringe attorno alla moglie e alle figlie, tra rabbia, dolore e incredulità.
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Il sindaco Laura Manta ha definito la vicenda “una tragedia che lascia un vuoto enorme”, ricordando come Danilo fosse conosciuto da tutti per la sua mitezza e disponibilità.
La magistratura indaga
La Procura di Lecce ha aperto un fascicolo per responsabilità colposa in ambito sanitario: otto operatori sanitari – medici, infermieri e OSS – sono finiti sotto inchiesta. L’autopsia, affidata al medico legale Roberto Vaglio, dovrà chiarire se una diagnosi e un intervento tempestivi avrebbero potuto salvare la vita dell’uomo. Non si tratta solo di accertare responsabilità individuali, ma di capire quanto sia fragile la rete di sicurezza sanitaria in Puglia.
Oltre Danilo: il problema della sanità in Puglia
La morte di Danilo Pellegrino riporta al centro del dibattito il tema della malasanità. Ospedali sovraccarichi, personale ridotto, tempi d’attesa infiniti. Situazioni che i cittadini conoscono bene e che spesso subiscono in silenzio. Ma quando il silenzio si trasforma in morte, il prezzo diventa insopportabile.
Questa vicenda ci dice che la sanità pugliese, come quella di molte regioni italiane, è ormai al limite del collasso. Non basta la dedizione di tanti medici e infermieri: serve una riforma profonda, servono investimenti, serve una gestione diversa. Altrimenti il rischio è che il pronto soccorso diventi un luogo di attesa e non di cura.
Una storia che diventa monito
Danilo Pellegrino non era un “caso mediatico” prima di morire. Lo è diventato dopo, perché la sua vicenda tocca la paura di tutti: quella di non trovare risposta quando più serve. La sua morte non può rimanere una statistica. È un monito per la politica, per la sanità, per tutti noi cittadini.
Domani, 9 settembre, alle 17.30, la comunità di Collepasso lo saluterà per l’ultima volta nella Chiesa Cristo Re. Ma la domanda resta: quante altre vite dovranno spegnersi su una sedia di plastica prima che qualcosa cambi davvero?
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2 commenti su “Danilo Pellegrino, morto a 52 anni per “malasanità” al Pronto soccorso dell’Ospedale di Casarano dopo l’attesa di un’ora”
Su un caso del genere voglio dare la mia testimonianza circa dieci anch’io mi sono trovato in una brutta situazione erano circa le 4 di notte ed avevo dolori al petto sempre più forti mia moglie non ha pensato due volte e non ha chiamato il 118 ma per essere più veloce mi ha portato subito in ospedale precisamente a Casarano la prima cosa che mi hanno detto stia calmo dammi i tuoi dati, io penso che i documenti li potevano chiedere dopo, ma pensare prima a visitare il caso, ch’è più importante la salute delle persone il resto viene dopo. Vado al punto mi hanno fatto un elettrocardiogramma e per il pronto soccorso non c’era nulla di preoccupante. La mia fortuna devo dire grazie a Dio per caso si trovò a passare di lì una dottoressa cardiologa ed un infermiere la fermata dicendo : potresti dare un’occhiata a questo paziente prima che lo mandiamo a casa? La visita veloce e la risposta della dottoressa è stata questa: fate subito il prelievo e portatelo subito in reparto prima che sia troppo tardi. A volte prendono le cose alla leggera, mi dispiace moltissimo per quello ché successo e sono rimasto molto scosso morire in pronto soccorso………..
A me è capitato di notte, corro dalla guardia medica e mi dà del cortisone x la contrattura del muscolo della spalla sx dicendo di stare tranquillo che a breve avrebbe fatto effetto calmante. L indomani mattina siccome che il dolore non era diminuito mi reco al P.s. di Scorrano dv mi riscontrano l infarto in corso, ho detto tutto!!!!
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