Polemiche per l’incarico di vicesindaco: Pino Perrone faccia un gesto nobile e responsabile

Polemiche per l’incarico di vicesindaco: Pino Perrone faccia un gesto nobile e responsabile

14 Ottobre 2021 2 Di Pantaleo Gianfreda
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Il primo atto della neosindaca Manta, tra l’altro una “gran maleducata” (spiegherò dopo), non è stato dei più azzeccati. Anzi, è stato “infelice”. Dico “infelice” per non usare aggettivi più adeguati. Certamente, una scelta politicamente miope e per niente equilibrata, che rischia di minare sin dal suo nascere la nuova Amministrazione.

Non è stata, infatti, una scelta felice l’aver assegnato la delega di vicesindaco a Pino Perrone, persona rispettabile e seria, che ha, però, uno “stigma” che rende “sospetto” e molto chiacchierato quell’incarico.

Lo “stigma” di essere fratello di uno dei più oscuri, sleali, subdoli e invisi personaggi politici di Collepasso.

Mi riferisco all’ex sindaco Vito Perrone, che si arroga il sinistro compito di “burattinaio” della politica locale, oggi ancor più “ammantata” di arroganza e presunzione, sol perché una “gran botta di culo” (scusate la pittoresca ma molto espressiva e chiara locuzione… tra l’altro ben evidenziata dalla sottostante foto!) ha permesso ad alcuni dei suoi “burattini” di assurgere a ruoli amministrativi impensabili sino a poco tempo fa.

I fratelli Pino, attuale vicesindaco, e Vito Perrone, ex sindaco

Logica, intelligenza e buon senso politici avrebbero voluto, anzi preteso, che quell’incarico fosse naturalmente assegnato all’altro partner ufficiale della coalizione.

Se la nuova maggioranza è espressione di un’alleanza Pd-M5S, come è stato “tambureggiato” in lungo e in largo sulla stampa provinciale… se ne deduce che, se la sindaca è Pd, il ruolo di vicesindaco sarebbe dovuto toccare all’esponente M5S, che, tra l’altro, ha ottenuto un ottimo risultato personale ricevendo ben 273 preferenze, piazzandosi seconda tra gli eletti. A soli 38 voti dalla chiacchierata esponente Pd che è stata maggiormente suffragata, platealmente appoggiata anche da un noto e roboante esponente fascista che si accredita persino il merito di aver fatto vincere il centrosinistra (… e tutti zitti!).

Un motivo in più per assegnare l’incarico di vicesindaco ad Eliana Vantaggiato, l’esponente 5 Stelle ampiamente gratificata e legittimata dall’elettorato senza alcun inquinamento fascista (a proposito… ma le “vestali” feisbucchiane locali dell’antifascismo “militante duro e puro” non hanno niente da ridire su questo fetido connubio “fascio-comunista”?!?).

La sindaca “ammanta” la scelta con giustificazioni piuttosto risibili, accampando una maggiore esperienza e competenza di Pino Perrone, che, oltre ad essere stato amministratore in fantasmagoriche città dell’Iperuranio lauromantiano, si è ritrovato persino, a sua insaputa, da stimato infermiere ad urbanista e ingegnere di grande esperienza, avendo ricevuto anche le deleghe all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici (!!!).

Al di là dell’ironia, quale maggiore esperienza o competenza avrebbe lu Pinu per la carica di vicesindaco?!?

Non ha mai rivestito cariche elettive o incarichi amministrativi in Enti locali. È stato ed è solo un bravo e stimato infermiere distaccato oggi presso la direzione dell’Asl Lecce. Al contrario, Eliana Vantaggiato è stata per alcuni anni alle dipendenze di una provincia emiliana e, pertanto, avrebbe qualche esperienza in tema di Enti locali.

Probabilmente la Manta, in un momento di confuso transfert che freudianamente “ammanta” i veri motivi delle sue infelici scelte rilevandone la dipendenza dal soggetto “ignoto e noto”, ha confuso Pino con Vito, lu manzanu ccu’ lu crande, l’inesperto con l’esperto (in tutto… soprattutto in “trastuleggiamento”).

Cariche e incarichi amministrativi li ha, infatti, rivestiti Vito Perrone, nefasto sindaco nel quinquennio 2006-2011.

Dico “nefasto” a ragion veduta, avendo ben conosciuto il soggetto, di cui sono stato vicesindaco ed assessore.

Le conseguenze di certe sue scellerate scelte ricadono ancora oggi sul Comune e su tutti i cittadini. Potrei citarne tante. Soprassiedo, avendone già scritto, a quella più clamorosa: la mancata realizzazione dell’impianto di energie alternative a biomasse, che avrebbe potuto rappresentare una svolta nella vita economica e sociale di Collepasso.

In quel traumatico e fallimentare epilogo Vito Perrone espresse tutte intere certe sue “virtù” politiche ed amministrative: debolezza e viltà politiche e amministrative, mancanza di dignità, attaccamento “ad ogni costo” alla poltrona, indegnità morale e politica a rivestire la carica di sindaco in un frangente così importante.

“Virtù” che non a caso oggi convergono con quel “Rombo di tuono” che fu uno dei più facinorosi protagonisti della vandéa anti-centrale con l’illegale occupazione di Largo Municipio e si sono saldate in campagna elettorale nel comune sostegno alla “fascio-comunista” Monica Marra, risultata non a caso prima degli eletti, essendo il personaggio in sé piuttosto frou-frou.

Per cui ne cito solo una. Emblematica. Quando il sindaco Vito Perrone decise di assumere l’arch. Fernando Montagna all’Ufficio Tecnico. Gli espressi tutte le mie riserve e la netta contrarietà per motivi che sarebbe lungo elencare, alcuni dei quali sono costretto a tacere per riservatezza. Prospettai a quel nefasto sindaco, che non ha mai (se non rare volte) ascoltato i miei consigli, quello che sarebbe successo in caso di assunzione. Come poi è successo (come gli predissi anche che avremmo perso le elezioni dopo la sua ignobile “resa” sulla centrale). Solo per questo Vito si sarebbe dovuto “autocancellare” per l’eternità dallo scenario politico locale e internazionale.

Per quanto lo conosco, non mi pare che Pino sia cinico, mefistofelico, infido, sleale, insensibile e “disumano” come il fratello. Sono pur sempre fratelli, ma con caratteri un po’ diversi. Le dure esperienze della vita e le sofferenze familiari hanno reso Pino più “umano” e, mi auguro, più sensibile, leale e generoso.

Per cui, Pino faccia un gesto generoso e rinunci alla carica di vicesindaco, che è doveroso assegnare all’esponente M5S, come tanti cittadini chiedono. Ne guadagnerebbe prima di tutto lui in credibilità e, soprattutto, contribuirebbe a “sminare” questo deludente avvio amministrativo da una “bomba ad orologeria” che rischia prima o poi di esplodere. Anche perché l’opinione pubblica è rimasta sconcertata da una scelta così incomprensibile e, al contempo, così comprensibile perché tutti vi hanno visto (a torto o ragione) la “manina” del diabolico Vito e la tutela di interessi e mire personali.

A proposito di sindaca “gran maleducata”…

L’8 ottobre si è svolto, come noto, un incontro culturale, promosso da me e don Antonio Tondi, per la presentazione del bellissimo libro di un caro amico presso il Salone della Parrocchia Cristo Re. Ho sentito il dovere di invitare, prima ufficiosamente tramite whatsapp (come ho fatto con tante altre persone) e poi con invito ufficiale, la neosindaca, alla quale ho chiesto di portare un saluto. La stessa mi confermava la sua presenza con un messaggio whatsapp, cui rispondevo ringraziandola.

La sindaca Manta interviene l’8 ottobre alla presentazione del libro

Ha poi presenziato alla manifestazione ed ha fatto un breve ed apprezzato intervento, dichiarandosi persino felice che l’invito fosse venuto da me. Alla fine dell’incontro, forse estasiata dalla bella riuscita della serata, mi ha chiesto di vederci a breve. Ho dichiarato la mia disponibilità. Non avendo dato seguito al suo impegno ed essendomi giunte voci preoccupate sulla formazione della nuova Giunta, la sera dell’11 ottobre le ho inviato un leale e amichevole messaggio: “Cara Laura… ho il dovere di dirti che la Giunta che sei in procinto di nominare non rappresenta un buon segnale… né amministrativo… né, tantomeno, politico. Tanto per dovere. Ciao e buona serata!”.

Un messaggio amichevole e preoccupato, cui la sindaca, improvvisamente tornata bambina dispettosa e capricciosa dopo la bella serata dell’8 ottobre, non ha avuto la buona educazione di rispondere, nemmeno con un semplice emoij, dimostrandosi, appunto, una… “gran maleducata”.

… è questa la “casa di vetro” che, secondo il suo programma elettorale, il Comune dovrebbe essere, in cui “i cittadini potranno dare il proprio contributo alla vita politico-amministrativa della comunità”?!?

Un paio di mesi fa un amico grillino (o sedicente tale) mi confidava di essere stato “assalito” e fortemente criticato dall’attuale sindaca e dalla sua “malombra” (l’attuale assessora “fascio-comunista”) per aver voluto pubblicare su questo blog un suo breve articolo. Le due esprimevano pesanti considerazioni sul blog e sui miei articoli, “che non andavano letti”, e sulla mia persona! Non era la prima volta che mi giungevano all’orecchio certe vergognose considerazioni. Ho sempre soprasseduto. Potevo abbassarmi al loro livello?!? Altri ed altre amano ed inseguono la politica da “Novella 2000”!

Quello che la capricciosa e dispettosa “bambina-sindaco”, però, non comprende è che questo sito è seguito con sempre maggiore interesse, nonostante le sue “condanne al rogo” da Sacra Inquisizione, perché riesce a cogliere il “sentire comune” di tante persone, che farebbe bene a tenere in debita considerazione, e probabilmente ha contribuito in maniera non secondaria alla sua elezione a sindaco.

Laura Manta

La compatisco perché è ancora nella “fase infantile ed evolutiva” del suo nuovo incarico. Deve, però, “crescere” velocemente se non vuole che la “bolla” elettorale che ha permesso la sua imprevista elezione “evaporizzi” improvvisamente, come sta già in parte succedendo, e si ritrovi dalla “botta di culo”… al “culo per terra”! Deve capire che lei oggi ha la responsabilità primaria di questa comunità, deve essere il sindaco di tutti, superare nei fatti il gretto e fallimentare “menozzismo” e “perronismo”, accettare le critiche e confrontarsi con tutti, anche con i “tafani” di socratica memoria (celebre, nell’“Apologia di Socrate”, l’accostamento che di sé faceva il filosofo con “il tafano che punzecchia la vecchia cavalla”, dove il fastidioso insetto era Socrate e la vecchia cavalla la città di Atene). Lo deve fare liberandosi, soprattutto, dai talebani e dai parabolani (quei “buoni cristiani” che uccisero la grande filosofa alessandrina Ipatia) che l’attorniano, da menzogne e demonizzazioni che hanno sinora accompagnato la sua ascesa politica e che rischiano, prima o poi, di far capire ai cittadini e alle cittadine che “il re è nudo” e che tutto quello che ha promesso è solo un “vestito invisibile”.

Si liberi – lei e i tanti Torquemada e “portatori di interessi propri” che la attorniano – da pregiudizi, imposture, demonizzazioni, complessi… tanti di questi “complessati”, compreso l’oscuro e infido personaggio di via Marconi, affetti da “pantaleite acuta” come i precedenti amministratori, si rifugiano in queste “piccinerie” sol perché non hanno il coraggio del confronto ed amano tramare nell’oscurità… peggio per loro… ma un sindaco non può essere così… altrimenti fa harakiri!

Pantaleo Gianfreda


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