“Mi occupo del mio paese”: 30 percettori di RdC utilizzati dal Comune in lavori di utilità collettiva

“Mi occupo del mio paese”: 30 percettori di RdC utilizzati dal Comune in lavori di utilità collettiva

14 Novembre 2021 3 Di Pantaleo Gianfreda
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Amelia Vantaggiato, assessora comunale alle Politiche sociali e Welfare

Una doverosa premessa: o destra o sinistra, a quanto pare la musica non cambia nel rapporto con InfoCollepasso.

Il blog, notoriamente inviso alla precedente Amministrazione, continua ad essere discriminato anche dall’attuale Amministrazione “democratica” nelle comunicazioni inviate alla stampa.

Google Alert mi segnala quattro articoli pubblicati da blog locali (leccenews24.it, corrieresalentino.it, leccesette.it, piazzasalento.it), tutti quasi identici (essendo chiaramente frutto di un comunicato stampa), circa un’ottima iniziativa assunta dalla nuova Amministrazione, riguardante l’utilizzo di percettori di reddito di cittadinanza per progetti e lavori di utilità collettiva, recentemente approvati dalla Giunta comunale.

Eppure InfoCollepasso è l’unico sito internet di informazione locale del nostro paese, per cui il primo cui mandare comunicati stampa (li manda persino il Comune di Gallipoli ed altri enti!), notoriamente molto seguito e con “picchi” di visualizzazioni spesso molto superiori rispetto ai pur seguiti ed apprezzati suindicati blog, almeno quando si tratta di notizie riguardanti Collepasso.

Attendiamo con fiducia un “cambio di rotta”, nell’interesse dei lettori e della stessa Amministrazione.

La sindaca L. Manta

Fatta questa doverosa premessa, non posso che apprezzare la decisione della Giunta comunale della sindaca Laura Manta di utilizzare 30 percettori di “Reddito di cittadinanza” residenti a Collepasso in un nuovo “Progetto utile alla collettività” (Puc), denominato “Mi occupo del mio paese”, che riguarda interventi nell’ambito “Tutela dei beni comuni”, che prevede cura del verde pubblico, manutenzione e pulizia degli edifici comunali, ecc. (gli altri ambiti di intervento dei Puc sono: culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo).

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I 30 si aggiungono ai 15 già in servizio per decisione della precedente Amministrazione.

È, inoltre, intenzione della nuova Amministrazione utilizzare a breve altri 60 percettori di Reddito di cittadinanza in nuovi progetti di utilità collettiva.

I “Progetti utili alla collettività” (Puc) riguardano i beneficiari del reddito di cittadinanza, che sono tenuti a svolgere, su iniziativa delle Amministrazioni comunali, lavori socialmente utili nel Comune di residenza per almeno 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16.

I Puc rappresentano un’occasione di inclusione e crescita per i beneficiari e per la collettività.

La decisione dell’Amministrazione di Collepasso (e di tanti altri Comuni) è doppiamente apprezzabile.

In primo luogo, perché sfata la “leggenda” che il Reddito di cittadinanza sia una misura puramente assistenziale e che i percettori di reddito siano dei “lavativi”. Se oggi, ad esempio, il Cimitero comunale e il Parco Bosco (almeno sino a quando, giorni fa, è stato improvvisamente ed inspiegabilmente chiuso) sono tenuti “lindi e puliti” è grazie al lavoro e all’impegno di chi prende il RdC. Al contempo, rappresenta una risposta ai tanti demagoghi “da 15mila euro al mese” (come i Salvini, le Meloni e i Renzi e tanti altri “ronzini”) che chiedono l’abrogazione del reddito di cittadinanza per cinico calcolo elettorale. Non è un caso che a proporre e portare avanti con tenacia a Collepasso l’approvazione dell’attuale e dei prossimi Puc (Progetti utili alla collettività) sia l’ottima assessora alle Politiche sociali e al Welfare, Amelia Vantaggiato, che rappresenta nella Giunta il M5S, grazie al quale è stato istituito in Italia il Reddito di cittadinanza. Spetta alle Amministrazioni comunali il dovere di utilizzare al meglio e al massimo i percettori di questo reddito per lavori che possano essere utili all’intera collettività.

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In secondo luogo, perché un’Amministrazione attenta e sensibile, come si sta dimostrando l’attuale (almeno in questo settore), ha la possibilità e gli strumenti, di fronte all’annosa carenza di personale e alle tante problematiche sociali e strutturali del nostro paese, di utilizzare queste persone sia perché si sentano e si rendano utili alla collettività (e a sé stesse) sia per risolvere tante problematiche contingenti e rendere il paese più pulito, gradevole, efficiente, vivibile e solidale.

Un’ultima considerazione riguardante recenti indagini e clamorosi fatti di cronaca che hanno fatto scoprire truffe sul reddito di cittadinanza, cui sono seguite e permangono tante ciniche polemiche da parte di politicanti “da 15mila euro al mese”, che ne chiedono l’abrogazione (seguendo la logica di costoro, bisognerebbe abrogare, ad esempio, anche l’Arma dei Carabinieri e il Parlamento quando si scoprono anche qui, come riporta spesso la cronaca, tante “mele marce”?!?)

L’Inps ha recentemente reso noto alcuni dati circa i controlli e la verifica dei requisiti per il Reddito di Cittadinanza: in tre anni, oltre il 40% delle domande è stato respinto, sospeso o revocato.

Grazie ai controlli effettuati in fase di istruttoria, su 4.359.359 richieste di Reddito di cittadinanza pervenute all’Inps da aprile 2019 a settembre 2021:

  • 1.215.251 domande (il 27,87% del totale) sono state respinte;
  • 605.277 domande (il 13,88% del totale) sono state poste in decadenza per il venir meno dei requisiti;
  • 123.816 domande (il 2,84% del totale) sono state revocate dopo controlli interni o segnalazione dalle Forze dell’Ordine.
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Come si vede, i controlli vengono effettuati rigorosamente ed è giusto che i furbi e i disonesti vengano puniti, ma questo non significa abrogare una misura, come il Reddito di cittadinanza, che rappresenta una risposta seria e reale alle tante situazioni di povertà ed emarginazione esistenti nel nostro Paese e in tutti i Paesi europei, dove un analogo sistema di sostegno al reddito personale e familiare esiste già da decenni.

Pantaleo Gianfreda


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