I “social(ismi)” delle minoranze consiliari: “poca attenzione” verso “il rispetto delle buone prassi politiche”

I “social(ismi)” delle minoranze consiliari: “poca attenzione” verso “il rispetto delle buone prassi politiche”

24 Novembre 2021 1 Di Pantaleo Gianfreda
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Dalla lontana – geograficamente, ma così vicina “social(mente)” – America, Francesco Ria, indimenticato e bravo giovane assessore di una ormai lontana “stagione politica” e da anni “fisico medico” in quella grande nazione, ha “postato” sul gruppo facebook “InfoCollepasso” alcune considerazioni su recenti iniziative – più social che sociali – dei due gruppi di opposizione del Consiglio comunale.

Condivido totalmente le riflessioni di Francesco, sempre attento, pur da lontano, alle vicende del suo “paesello”, tant’è che, sollecitato anche da qualche lettore, mi ripromettevo di pubblicare alcune mie considerazioni su certo poco credibile “social(ismo)” – inteso, naturalmente, non come adesione ad un ideale politico, ma come uso “ismico” (cioè eccessivo, strumentale e puramente propagandistico) dei social – da parte dei due gruppi di opposizione, di cui naturalmente rispetto, pur non condividendo, “uso e abuso”.

L’abuso dell’uso (scusate il bisticcio di parole!) dei social, diffusissimo anche tra tantissimi “leoni da tastiera”, può talora rivelarsi, però, controproducente e provocare effetti contrari agli obiettivi (sinceri o strumentali) che si intendono raggiungere.

Esattamente quello che mi pare stiano provocando certe apparentemente “abbaglianti” iniziative e proposte, ossessivamente “bbandisciate” su facebook, dei due gruppi consiliari, soprattutto quelle “a mitraglia” di Viva Collepasso Popolare, sintesi locale di due “gruppuscoli” politici – uno regionale e l’altro nazionale – che notoriamente sono “socialmente” arrembanti (in particolare quelle di “Italia già viva” dello smodato saltimbanco Renzi) per cercare di avere una visibilità piuttosto “al lumicino” nelle urne.

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Ringrazio Francesco per le sue riflessioni e anche per avermi fatto risparmiare del tempo a scrivere le mie.

Condivido totalmente le sue e le pubblico anche perché ho l’impressione che riflettano un diffuso “sentire” nell’opinione pubblica. (p. gianfreda)

Caro Direttore Pantaleo,

Spero tutto proceda bene a Collepasso.

Mi permetto di offrire una mia riflessione su questo spazio cedendo alla tentazione, più per curiosità che per reale convinzione, di avere una discussione tramite social media.

Cerco di seguire, per quanto possibile, la vita politica e sociale collepassese. Mi sembra molto interessante il rinnovamento generazionale, avvenuto più per caso che per effettiva programmazione delle forze politiche (un bene, secondo me), che ha portato ad avere un Consiglio Comunale composto in larga maggioranza da cittadini che per la prima volta ricoprono cariche istituzionali.

Come è stato fatto notare da te, però, mi sembra che ci sia poca attenzione a quello che è il rispetto delle buone prassi politiche. Ciò è in linea con una società che ha perso molti riferimenti culturali e di buona educazione, ovvio, ma parlarne, forse, può fare bene alla comunità.

È stato scritto, ad esempio, di come la fretta nell’annunciare la composizione della nuova Giunta sui social abbia creato un incidente comunicativo poco piacevole. A questo si stanno aggiungendo alcuni atti ufficiali della minoranza consiliare che sembrano più dettati dall’esasperata ricerca di avere un qualcosa da pubblicare su facebook per accalappiare qualche “like” piuttosto che da reali esigenze.

Le richieste di conferimento della cittadinanza onoraria alla sfortunata Alma e di intitolare alcune vie cittadine a collepassesi scomparsi, ad esempio, sembrano costruite esclusivamente in questa ottica di presenzialismo social. Pur meritevoli di discussione nel merito, questi atti non sono stati preceduti da alcun percorso di comunità. E, cosa ancora più grave, spesso non hanno coinvolto nemmeno i familiari dei personaggi in questione. Ricordo come il conferimento delle cittadinanze onorarie a Edoardo Winspeare, al prof. Antonio Fino, alla dottoressa Paola Mauro, furono precedute da colloqui con gli interessati, con i cittadini e con le forze politiche. La cittadinanza onoraria è la più alta onorificenza cittadina e va gestita con cautela, rispetto e, soprattutto, partecipazione.

Nello stesso solco, poi, si può interpretare la richiesta, abbastanza inusuale, di istallare una statua nel cimitero comunale. Anche qui senza discussione, senza condivisione, senza progetti preliminari, senza analisi di costi-benefici. Se l’intenzione è quella di far riflettere sulla tragedia della pandemia, magari un concorso di idee, un coinvolgimento delle scuole, degli artisti locali, sicuramente porterebbe anche qui ad una maggiore partecipazione della cittadinanza. Un’opera, anche se di valore, non può essere imposta in un luogo pubblico senza adeguata condivisione: solo nelle monarchie assolute e nei regimi dittatoriali accade ciò.

Sono io ad appartenere ad un secolo che non è il nostro oppure qualche altro cittadino percepisce l’esigenza di avere un approccio più rispettoso delle buone prassi politiche?

Grazie per lo spazio e un saluto a tutti i collepassesi vicini e lontani.

Francesco Ria


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