Gli “storytelling”… ovvero “cinca la cunta meiju”… di questa iniziale campagna elettorale

Gli “storytelling”… ovvero “cinca la cunta meiju”… di questa iniziale campagna elettorale

13 Settembre 2021 0 Di Pantaleo Gianfreda
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Nel moderno e “pantanglofono” (“panta”, parola greca che significa “tutto” o “tutte le cose”) linguaggio comunicativo lo chiamano storytelling… “raccontare una storia” o, meglio, “raccontare storie”.

Termini inglesi o traduzioni italiane non rendono, però, l’efficacia del nostro disincantato ed efficace dialetto, fusione di lingue e civiltà millenarie che hanno attraversato il Salento… lo storytelling non è altro che – come direbbero i nostri contadini – … “cinca la cunta meiju”!

Lo storytelling è oggetto di studi e consulenti specializzati insegnano – soprattutto a politici, candidati e persone di spettacolo – il modo migliore per “raccontare una storia” (la propria) o “raccontare storie”.

Come si sa, il “racconto” contiene sempre per sua natura qualcosa di fiabesco, sino a trasformarsi, talora, in “favola”, come gli storytelling di tante star famose, miliardari, membri dell’high society e, spesso, anche di politici. Anzi, quanto più lo storytelling contiene qualcosa di fiabesco, tanto più spettatori e lettori “aprene la ucca”, estasiati e imbambolati.

È l’impressione che ho avuto ieri sera nell’ascoltare i quattro comizi di apertura della campagna elettorale, in cui ognuno ha cercato “ccu la cunta meiju“! Ci sono riusciti i tre candidati maggiori ad “impressionare” con la loro e le loro “storie” i numerosi cittadini presenti?!? Agli elettori l’“ardua sentenza”!

Lucio Russo

Un dato di cronaca occorre, però, rilevare: i comizi più seguiti sono stati indubbiamente quelli di Mario Vecchio e Laura Manta. Lucio Russo, che rappresenta “una storia a sé”, e i suoi ospiti hanno cercato di “infiammare la piazza” con la loro “Fiamma tricolore”, ma si è visto che Adriana Poli Bortone, sempre grande e suadente oratrice e imperterrita combattente, non “incendia” più le piazze (e i cuori) come una volta. Mentre Salvatore Perrone, dismessi gli abiti tradizionali e assunti quelli inusuali di “mallevadore” e presentatore, è sembrato più che altro un usurato e “fuori luogo” attore da avanspettacolo nel tentativo di dare di sé una nuova e diversa immagine. Non più il prepotente e assordante (e anche devastante) “gallo cedrone” di una volta, ma una (in verità, un po’ affettata) “chioccia” per i “pulcini” che lo attorniavano… tutti, inesorabilmente, destinati al “girarrosto”, come tutti (o quasi) i giovani “esibiti” nelle altre liste.

Mario Vecchio

Il “telling” di Mario Vecchio è stato un po’ sottotono, defilato, talora pedagogico ed “ecumenico”, con tanti appelli e richiami al buon senso e al confronto. Un intervento chiaramente “sulla difensiva”. Ha raccontato “storie” sul futuro, sui giovani, sulla trasparenza, ecc. ecc., ha detto che “serve gente pulita”, dimenticando, però, di avere accanto a sé personaggi di “storie” recenti che hanno amministrato per un decennio facendo “strame” di valori e programmi. Non ha osato parlare di quest’ultimo quinquennio… né per osannare né per criticare o chiedere scuse. Ha capito che nel suo storytelling non poteva esserci posto per Menozzi. Per tante considerazioni che sarebbe lungo elencare, la più importante delle quali è che non vorrebbe apparire il suo “pupo”. In una situazione normale, il sindaco uscente avrebbe avuto un doveroso rilievo con l’ideale “passaggio di testimone” al neocandidato sindaco. Niente di tutto ciò. È diffuso tra la cittadinanza un percepibile malumore verso Menozzi e il suo decennio “al cloroformio”, che rischia di danneggiare la candidatura di Mario Vecchio, “uomo nuovo” della politica, sebbene abbastanza “impagliato” e “impigliato” in Paolo Pagliaro, presente al suo debutto, consigliere regionale e proprietario di TeleRama, dove Mario ha una rubrica sportiva.

Un “malumore” verso il decennio menozziano di cui non hanno saputo approfittare i suoi avversari e le liste a lui alternative, oggi sostanzialmente ridotte a due, data l’irrilevanza della lista di Lucio Russo, che comunque pare destinatario di molti voti di protesta, e la definitiva esclusione della lista “Per Te”.

Le due liste residue candidano a sindaco – guarda caso! – due esponenti di centrosinistra: la segretaria Pd Laura Manta e il consigliere provinciale (e comunale uscente) Salvatore Perrone, ex sindaco ed ex “chioccia” anche di Paolo Menozzi, suo ex vicesindaco ed ambedue “aschia te lu stessu taccaru”, che, dopo la sua ultraventennale esperienza politica nel centrodestra, appoggia il centrosinistra alla Provincia e in Regione.

Lo “storytelling” della Manta è sembrato più coinvolgente di quello del Perrone, pur in certa confusione dovuta forse all’emozione e ai suoi tanti “voli pindarici”. Certo, né l’una né l’altro “ce l’hanno raccontata giusta”, preferendo la prima “tellingare” storie quasi fiabesche di apparenti “perle” scovate in ordinarie e piccole “cozze” scambiate per ostriche; il secondo mascherare furbescamente sé e il suo passato burrascoso dietro “volti nuovi” e gli interventi di due giovani. Uno del buon Matteo Sindaco, “figlio d’arte”, l’altro della brillante Alexia Baglivo, che ha il “sacro fuoco” della politica nel sangue e può aspirare a diventare una vera “puledra di razza” della politica. Alexia, però, ha un grande limite, dovuto all’età e agli errori dell’età: segue le persone sbagliate, come l’inviso e supponente Matteo Renzi, di cui ha assimilato postura e modo di parlare, e Salvatore Perrone, il più devastante sindaco della storia politico-amministrativa del nostro Comune. Mi si è “gelato il sangue” quando l’ho sentita “beatificare” quest’ultimo, magnificandone “doti” amministrative e politiche. “Sa amministrare”, ha persino detto… lei che non era ancora nata quando il soggetto ha fatto il sindaco!!!!!

Ho capito allora che questi giovani candidati non conoscono nulla della storia politica ed amministrativa di questi ultimi 20-30 anni, non leggono, non hanno curiosità verso la storia della politica locale, parlano al più di “grandi sistemi”, ma non conoscono né sanno scernere “il grano dal loglio” né hanno (ancora) “visione” delle reali problematiche di Collepasso. Errori di gioventù, da cui avranno modo di imparare e ravvedersi… speriamo! Soprattutto quando, a chiusura delle urne, tutti questi giovani, la cui scelta di candidarsi è comunque giusta e dimostra volontà di partecipare alla vita politica locale, capiranno di essere stati usati dai loro candidati sindaci come “carne da macello”. O qualcuno pensa veramente che Salvatore Perrone abbia reali chances di vittoria?!? Nemmeno lui stesso penso che ci creda. Chi sarà, allora, salvo improbabili “rivolgimenti” nelle urne, l’altro possibile consigliere (di opposizione) che sarà eletto con lui?!? Lascio indovinare a voi… non certo, però, uno dei giovani o nuovi candidati!

La stessa cosa va detta per la Lista della Manta, che ha buone chances, dopo l’esclusione della lista del collega Mangia e la buona performance di ieri sera, di concorrere per il secondo posto (se lo giocherà con Perrone) e di ottenere due consiglieri (e di questo sia Manta che Perrone devono ringraziare il Tar e il Consiglio di Stato)… e chi sarà, oltre la Manta, che da dieci anni smania per fare la consigliera, l’altro/a consigliere?!? Lascio indovinare a voi!

Purtroppo, la lista della Manta, nonostante le mirabolanti promesse ed attese, è molto debole elettoralmente, pur presentando tanti bravi ragazzi/e, e non bastano a conquistare voti le recriminazioni nei confronti degli avversari circa i loro “pacchetti elettorali”. Se questi (ed altri) ragazzi e ragazze fossero “scesi in campo” due-tre anni fa per farsi conoscere ed apprezzare, lasciando a loro spazio e iniziative, oggi avrebbero un “pacchetto elettorale”, cioè una possibilità di consenso, un po’ più sostanzioso. Invece, la Manta, che, come lei stessa dice, ambisce da cinque anni a candidarsi sindaco, ha voluto sempre solo concentrare su di sé i riflettori, facendo “scappare” dal suo partito persino giovani e brillanti promesse, come Alexia Baglivo (già Pd), e persino provocando una “diaspora” di iscritti ed elettori Pd in altre liste. Bramando, infine, di raccogliere lei, presentatasi come unica e somma “Unta dal Signore”, i frutti dell’albero che altri hanno ripetutamente scosso in questi cinque anni, sebbene le manchino gli “operai” giusti!

Laura Manta

Per tornare ai due candidati sindaci di area di centrosinistra e al fatto che nessuno dei due “ce l’ha contata giusta”, una domandina semplice semplice rivolgo loro (e ai riflessivi elettori): perché non avete fatto un’unica lista, facendo entrambi un “passo indietro” ed individuando un buon candidato sindaco gradito ad entrambi, con i necessari rinnovamenti e una saggia miscela di “notum” (persone già note) e “novum” (persone nuove), accontentandovi al momento di qualche altro possibile e diverso incarico amministrativo, nel caso di quasi certa vittoria?!? Perché?!?

Perché non avete messo da parte ambizioni e capricci personali per cogliere l’opportunità, forse irripetibile e “a portata di mano”, di chiudere definitivamente il sonnolento e dannoso decennio di Menozzi, l’“immobile” sindaco con tanti immobili?!?

Salvatore Perrone

E qui emergono altre “storie” che non vi racconteranno mai, perché potrebbero disturbare lo storytelling, il racconto un po’ fiabesco e lontano dalla realtà che cercano di costruire attorno a sé… ma su questo ritorneremo.

Intanto Menozzi, pur ai minimi storici di popolarità, “se la gode” di fronte a così macroscopica dissennatezza, a tanta miopia politica ed egoismo personale dei suoi presunti avversari, diventati oggi i suoi veri alleati e i veri artefici di una vittoria che allo stato, salvo improbabili miracoli, appare in discesa…

… e grazie a Salvatore Perrone e Laura Manta e alla loro accentuata “filautìa” (egoismo perverso e grande considerazione di sé), rischiamo, purtroppo, di doverci godere ancora per anni Menozzi, i vari Felline & C., il noto “Fantozzi”, candidato sindaco-“travicello” per soli tre giorni, ricandidatosi come consigliere senza un briciolo di dignità… e siamo costretti a riporre alcune flebili speranze di cambiamento nella possibile “novità” (e futura e auspicabile autonomia) di un sindaco Vecchio dietro cui c’è (speriamo per non molto) un vecchio e chiacchierato sindaco!

Pantaleo Gianfreda


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