… e siamo a quattro (e altri verranno): Laura Manta candidata sindaca per la coalizione Pd-M5S

… e siamo a quattro (e altri verranno): Laura Manta candidata sindaca per la coalizione Pd-M5S

30 Agosto 2021 1 Di Pantaleo Gianfreda
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Laura Manta

… e siamo a quattro… ed altri verranno!

Laura Manta, avvocatessa, segretaria del circolo Pd di Collepasso, ha ufficializzato, presentandosi con una foto accattivante e suadente, la sua candidatura a sindaca a capo di una “coalizione Pd e M5S” con la lista “Collepasso impegno comune”.

Quattro le liste e i candidati sindaci già ufficializzati e forse altri due in arrivo.

Un po’ troppe per un piccolo Comune come Collepasso, che oggi supera di poco i 5.700 abitanti e vota con il sistema elettorale maggioritario, che assegna quasi l’intera “posta” (sindaco e 8 consiglieri su 12) alla lista vincente (anche per un solo voto), lasciando alle altre solo un “magro premio di consolazione” (quattro consiglieri da suddividere tra tutte le liste perdenti che raggiungano il quorum).

… “e bonanotte alli sonaturi” e, soprattutto, “alli sunati”!

Una frammentazione degli schieramenti che “fotografa” la triste realtà di forze politiche o pseudo tali incapaci di dialogare, trovare convergenze, offrire alternative chiare agli elettori e, al contempo, “malate” più che mai di eccessivo protagonismo e di smodate ambizioni personali, tutti “l’un contro l’altro armati”… centrodestra contro centrodestra, centrosinistra contro centrosinistra, centrosinistra contro centrodestra (e viceversa).

Dopo Mario Vecchio, Fabrizio Mangia, Lucio Russo arriva, pertanto, la candidatura di Laura Manta, come ha scritto ieri il giornale on line leccesette.it (cliccare e leggere articolo), che riporta anche una dichiarazione della neocandidata.

“Obiettivo comune – afferma Manta – è il buon governo della città e il rilancio di Collepasso, elementi del tutto assenti negli ultimi dieci lunghi anni di malgoverno dell’amministrazione uscente, litigiosa e divisa finanche nella competizione elettorale. Sviluppo economico, ambiente, turismo, politiche giovanili e sociali, decoro urbano, cultura e trasparenza amministrativa, sono i punti cardine del programma. Un programma ambizioso e partecipato, alla cui stesura hanno contribuito i cittadini collepassesi con idee e proposte”.

La Manta, segretaria e candidata Pd, si prende oggi una clamorosa rivincita proprio sul suo stesso partito, che cinque anni fa aveva opposto uno sdegnato e netto rifiuto (in primis, da parte degli odierni sponsor Vito Perrone e Monica Marra, suo attuale “braccio destro” e, soprattutto, “sinistro”) alla sua candidatura unitaria a sindaco per ricomporre l’allora rovinosa frattura del centrosinistra.

La lista di ispirazione Pd con “appendice” M5S parte, salvo sorprese, nettamente sfavorita. Almeno stando ai risultati elettorali degli ultimi tre anni dei due partiti alleati, che hanno “inanellato” una serie di sconfitte e scarso consenso.

Nelle recenti elezioni regionali del settembre 2020 i due partiti hanno sommato insieme 527 voti (360 Pd, 167 M5S), 861 nelle Europee 2019 (460 Pd, 401 M5S) e 1.077 nelle Politiche 2018 (443 Pd, 634 M5S). Nell’arco di tre anni lo schieramento Pd-M5S ha dimezzato nettamente a Collepasso i suoi consensi.

Questi dati, obiettivi ed incontestabili, avrebbero dovuto indurre gli esponenti locali dei due partiti, che rimangono anche a livello nazionale perno di un’alleanza progressista, a valutare bene la loro azione politica e le loro scelte, cercando di ricomporre prima di tutto il frastagliato mondo del centrosinistra e poi allargare l’alleanza al variegato mondo delle associazioni, della cittadinanza attiva e critica, dei tanti moderati illuminati stanchi di dieci anni di “menozzismo” (sinonimo di immobilismo e affarismo) su una piattaforma programmatica di chiara alternativa e su un candidato civico autorevole e al di fuori dei partiti.

Nonostante le sollecitazioni a “fare un passo indietro”, provenienti da vari settori politici locali (anche della destra antimenozziana) e persino da alcuni autorevoli esponenti provinciali del suo partito e dal M5S, l’ambiziosa e miope (politicamente) avvocatessa ha opposto un “muro” invalicabile e ha proseguito come un “mulo” per la sua strada rivendicando con forza il suo diritto (!!!) ad essere la candidata sindaco, che, a quanto riferiscono alcune fonti interne, non è passata nemmeno al vaglio formale di un’assemblea o del Direttivo di un partito da tempo allo sbando, anemico e sempre più “mingherlino”, chiuso e “talebano”.

Un’occasione perduta che rischia di riportare nel Palazzo le vecchie cariatidi del centrodestra, che intelligentemente (e furbescamente) hanno preferito fare un “passo indietro”, “mimetizzarsi” e “tirare le fila” dietro facce nuove della politica collepassese, persone indubbiamente rispettabili (come lo è la Manta)… senza dimenticare, però, che il termine “persona” deriva dall’etrusco “phersu”, che definiva nel teatro l’“attore in maschera”… una definizione emblematica dei candidati sindaci dell’attuale quadro locale.

La stessa Manta è “persona” sostenuta dalle vecchie e devastanti cariatidi del centrosinistra locale e da un consigliere regionale Pd, Donato Metallo, che si è dimostrato succube della “narrazione” mantiana e inadatto a “leggere” la particolare realtà e la specificità della comunità collepassese.

Stendo un “velo pietoso” sul ruolo e sulla funzione del M5S (versione “non si sa”).

Per dovere e correttezza di cronaca, va aggiunto, infatti, che il partito oggi guidato da Giuseppe Conte è stato sempre assente, mai coinvolto nelle scelte della candidatura della Manta e della lista, spettatore passivo e, talora, persino “sbeffeggiato” dalle bizze e dalle imposizioni del duo Manta-Marra, che di fatto ha gestito questa fase preelettorale. Le pur flebili “lamentazioni” dei 5 Stelle, sul punto di rompere con il Pd, sono immediatamente rientrate di fronte a certi inammissibili diktat e velati “ricatti”.

Anche la lista della Manta si propone, come le precedenti, adesioni e presenze da parte “della società civile collepassese”. Un’espressione ormai abusata, che potrebbe ritorcersi contro chi la usa sempre con tanta leggerezza. Anche perché sarebbe come confessare che gli esponenti dei partiti politici che si candidano a sindaco, come la segretaria Pd, o a consigliere, come i tanti che lo stanno facendo in ogni lista, facciano, invece, parte della “società incivile” e siano “incivili”!

Sono noti i travagli che hanno accompagnato la formazione della lista della neocandidata sindaca.

L’originaria e intrinseca debolezza della lista, le clamorose defezioni “in corso d’opera”, l’inesperienza e le note “doti” caratteriali del personaggio, molto ambiziosa e “narcisista” (come dice sconfortata una sua candidata), la scarsa empatia e quel certo esibito “distacco” dai cittadini hanno, infine, costretto in questi giorni i “mammasantissima” del Pd locale (e provinciale, piuttosto “freddo” e pessimista sulla candidatura) a cercare di imprimere maggiore “sostanza” alla lista.

Non a caso tra i nuovi candidati si fa il nome di Pino Perrone, fratello dell’ex sindaco, che ricopre un prestigioso incarico presso l’Asl di Lecce, e di altri due-tre nomi che non riporto. Altri nomi riguardano la riproposizione della vacua e intrigante consigliera uscente Monica Marra, la “staffetta di famiglia” tra il consigliere Tonino Gianfreda e il figlio Angelo (come dire… “dalla padella alla brace”, dal “sicario” al “mandante/infante” della sconfitta del centrosinistra nelle elezioni del 2011, che diede vita al decennio menozziano), il “castellano”/segretario della débâcle elettorale di cinque anni fa e anche le candidature di alcuni bravi ragazzi/e funzionali a “riempire” una lista e a supportare una candidata che, partita con il piede sbagliato, si trova a dover recuperare uno svantaggio politico oggettivo e forse irrecuperabile.

Non si avvertono, poi, in un’alleanza sbandierata “ai quattro venti” dal marzo scorso, presenze forti e significative del M5S, i cui esponenti (o sedicenti tali) collepassesi sono “l’un contro l’altro armati” e sparsi anche in altre coalizioni. È notorio, ad esempio, che il “grillino” Nicola Di Gioia sostenga la candidatura a sindaco di Fabrizio Mangia, mentre nella lista di Laura Manta dovrebbe esserci la sola (forse) Eliana Vantaggiato, biologa presso l’Oncologico di Lecce. Una presenza qualificata, ma marginale, ininfluente e persino “isolata” rispetto alle altre candidature, tutte espresse su indicazione del Pd (comprese quelle della c.d. “società civile” e di giovani come Chiara Calò, Mariarosaria Malorgio, Beatrice Piccinno, Diego Baglivo).

Proprio sulle divisioni altrui, soprattutto del centrodestra, e sulla “novità”, comunque positiva, di una candidatura femminile, fanno leva le speranze della Manta di potersi “fregiare” della fascia tricolore.

Per verità, anche il centrosinistra si presenta diviso, “bacato” al suo interno, come lo schieramento avverso, da ambizioni, attese e interessi personali, invidie, forzature egemoniche, gelosie, sopravvalutazione di sé (“filautìa”), che non tengono in alcun conto il bene comune, ma solo i destini personali di “personaggi in cerca di autore”  e di spocchiosi “apprendisti stregoni” e/o “cariatidi” della politica.

Salvatore Perrone

È sicura, ormai, la presentazione della candidatura a sindaco e della lista di Salvatore Perrone (questo riferisce un suo “intimo”), che, come noto, fa parte da tempo dello schieramento di centrosinistra.

Il soggetto, già sindaco e consigliere provinciale di centrodestra ed oggi consigliere provinciale del centrosinistra, ha aderito due anni fa ad un movimento che ha sostenuto Michele Emiliano nelle elezioni regionali e Stefano Minerva nell’elezione a presidente della Provincia, della cui maggioranza è parte integrante ed organica. È noto anche che l’ex sindaco abbia nella Regione un referente solido ed autorevole, quale il giovane e potente assessore Alessandro Delli Noci, molto vicino e stimato dal presidente Emiliano.

Saggia, invece, la decisione di Giovanni Filieri di non candidarsi. Questo non gli impedirà, però, di “remare contro” l’uscente sindaco e (rinnegato) cognato, con il quale è in aperta e clamorosa “rotta di collisione”.

Marta Rossetti

Infine, il “Movimento Giovanile Collepasso” pare anch’esso deciso a presentare una sua candidatura a sindaco (Marta Rossetti) e una sua lista, salvo che non prevalga, come pure sembra possibile, un certo realismo che porti il Movimento a candidare alcuni esponenti in una lista più forte, probabilmente in quella di Fabrizio Mangia, essendo nettamente esclusa (a quanto riferisce un combattivo associato) ogni adesione alla lista di Menozzi. Come anche sembra esclusa la possibile adesione alla lista della Manta, di cui, a detta dello stesso associato, non sono stati apprezzati atteggiamenti arroganti e impositivi, avendo la segretaria Pd escluso a priori ogni discussione o “messa in discussione” della sua candidatura a sindaco.

Come si evince dall’esposizione dei fatti, “al momento” (“domani è un altro giorno… e si vedrà”!) un vero e proprio “rimescolamento delle carte” e di posizioni, la cui incidenza non è ancora dato di valutare sullo svolgimento e i risultati delle elezioni amministrative del 3-4 ottobre.

Nel frattempo, un doveroso “in bocca al lupo” alla nuova candidata… nell’attesa di avere un “quadro definitivo” delle liste e dei candidati… rimangono solo cinque giorni (“di fuoco”) alla scadenza!

Pantaleo Gianfreda

Post scriptum

Mi permetto di sottoporre alla riflessione dei candidati e di tutti i cittadini due significative “paginette” di un bel libro di Ivano Dionigi “Segui il tuo demone”, di cui consiglio la lettura.

 


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