I tre candidati-avvocati delle “cause perse”: “advocati peccatorum” o “advocati peccatores”?!?

I tre candidati-avvocati delle “cause perse”: “advocati peccatorum” o “advocati peccatores”?!?

17 Settembre 2021 Off Di Pantaleo Gianfreda
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Si sono già conquistato il titolo di “candidati-avvocati delle cause perse”… ma il titolo, benché meritato e “conquistato sul campo”, non li “tange”… sarà perché sono avvocati (Fabrizio Mangia e Laura Manta) o “targhettatisi” tali (Marta Rossetti) e abituati, perciò, anche a perdere le cause!

Fatto sta che questi tre illustri professionisti collepassesi, “fiondatisi” alla ribalta della politica come il “nuovo che avanza” (…verso il precipizio), sono riusciti ad inanellare nel giro di poco tempo tali e tante gaffes nella loro “corsa e rincorsa” (e anche ricorsi) elettorali da lasciare sbalorditi ed interdetti anche i più “scafati” protagonisti delle vicende elettorali di questi ultimi decenni.

Fabrizio Mangia

La “Palma d’oro” delle “cause perse” spetta certamente all’avv. Fabrizio Mangia, già candidato sindaco della Lista “Per Te”. Nel giro di pochi giorni e agli esordi della sua (ormai ex) carriera politica, ha collezionato tali e tanti “infortuni” da meritarsi una pensione (a vita) per “invalidità e inabilità”… alla politica!

Sono a tutti note le vicende che hanno portato all’esclusione da parte della Sottocommissione elettorale di Galatina – di cui, per colmo d’ironia, l’avv. Mangia risulta persino essere consulente! – e i successivi ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, ambedue respinti. È noto anche che l’avvocato aveva presentato una denuncia penale nei confronti di tre impiegati comunali, addebitando loro la responsabilità dell’esclusione. Una denuncia che, come avevo scritto, sembrava infondata e avrebbe potuto presentare persino elementi di “temerarietà”, con rischio, pertanto, di controquerela da parte dei denunciati.

Ebbene, all’esito della sentenza del Consiglio di Stato, il “temerario” ex candidato sindaco, al fine di evitare una meritata controquerela, si è precipitato a ritirare la denuncia contro i dipendenti comunali Anna Traldi, Giovanni Rollo (che, sebbene pensionato, presta gratuitamente il suo servizio) e Luca Specchiarello.

Come mai, prima, tanta impetuosa “furia francese” e poi una così disastrosa “ritirata spagnola”?!?

Chi voglia, legga la decisione del Consiglio di Stato (cliccare su Sentenza Consiglio Stato 13.9.21).

Non solo il massimo Organo Amministrativo sconfessa su tutti i fronti l’avv. Mangia, ma esime da ogni responsabilità i dipendenti comunali, dei quali riconosce la legittimità dei comportamenti, e, “cauda in venenum” (“il veleno è sulla/in coda”), condanna l’appellante anche alle spese di giudizio (€ 3.000, “oltre accessori di legge”), come si legge nel dispositivo:

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Avete ora capito perché il povero Mangia si è “fiondato” in Caserma o in Procura per ritirare l’avventata e capziosa denuncia contro i dipendenti comunali, che, da “gran signori”, hanno accettato la remissione, mentre avrebbero potuto legittimamente rifiutarsi, querelare l’ex candidato sindaco e, forti della sentenza del Consiglio di Stato, ottenere sostanziosi risarcimenti per il danno d’immagine (e non solo)?!?

Con questi presupposti e queste clamorose e inconcepibili (per un avvocato) figuracce, dobbiamo ringraziare il Consiglio di Stato di aver evitato che Fabrizio Mangia diventasse sindaco o consigliere di opposizione e ne abbia disposto, di fatto, l’immediato – e auspicabilmente definitivo – pensionamento dalla politica.

Laura Manta

Non andrà, invece, in pensione l’avv. Laura Manta, candidata sindaca per la lista “Collepasso impegno comune”. Male che vada, siederà, finalmente appagata e soddisfatta, su un seggio di consigliera di opposizione, così bramato e perseguito ad ogni costo da dieci anni (nel 2011 si candidò senza essere eletta).

È nota la clamorosa figuraccia fatta con la candidatura di Ivan Mazzotta. Meno nota, seppur assai appariscente, un’altra.

Come può una candidata sindaca sedicente “di sinistra” – tra l’altro, avvocato -, che ha posto il valore della legalità “alla base delle diverse proposte programmatiche”, candidare nella sua lista un soggetto condannato per gravi fatti giudiziari connessi a fenomeni e personaggi di mafia?!? Un fatto clamoroso – noto a tutti ma, a quanto pare, non all’avv. Laura Manta -, che aveva portato all’arresto del soggetto per corruzione e devastato l’immagine di un’intera comunità a seguito delle notizie e foto segnaletiche apparse ripetutamente sui giornali?!?

Poi, una volta presentata la lista, scoppiate le polemiche e convinto il soggetto a recedere dalla candidatura, l’ineffabile Manta, invece di chiedere scusa per il grave “infortunio”, diffonde un goffo ed imbarazzato comunicato, in cui scrive tra l’altro:

Una “pezza peggio del buco”, che “si arrampica sulle ragnatele” di un piatto e discutibile formalismo giuridico e non ha, invece, il coraggio di riconoscere un clamoroso errore politico e personale.

Da quando in qua il Pd, “figlio” (un po’ degenere) del partito che fu di Pio La Torre e di tanti altri coraggiosi ed eroici compagni uccisi dalla mafia, osa candidare e persino giustifica e difende (… “vittima di attacchi per biechi motivi politici…”!!!) personaggi arrestati e condannati per essere stati al servizio di mafiosi e da questi corrotti?!?

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Certo, pietas e caritas impongono il perdono, se il soggetto dimostra pentimento… ma è pentito veramente chi è stato protagonista in un passato non lontano anche di altre oscure vicende, sulle quali né lui né altri hanno voluto mai far luce (e sulle quali tornerò a breve)?!?

C’è poi un “fatterello”, sfuggito ai più, che connota anche la confusione, le ambizioni, i dissidi e le lagnanze presenti nella lista, che la Manta cerca disperatamente di coprire con la sua… “manta”.

Questa è la lista depositata ufficialmente presso gli uffici elettorali del Comune, che sarà riproposta pari pari (compresa la candidatura di Mazzotta) nei manifesti stampati dal Comune.

Questa è, invece, la lista affissa sui muri del paese.

Tra la prima e la seconda non notate alcuna differenza?!?

A parte il nome “depennato” di Mazzotta, come mai Monica Marra, presentata come capolista negli atti ufficiali depositati al Comune, è stata poi “degradata” nelle liste affisse sui muri o distribuite nelle case?!?

Sarà stato pudore, errore, imposizione, ribellione, vergogna o un’altra delle gaffes della candidata sindaca Manta, che ha notoriamente un debole per la sua stretta collaboratrice (…e si vedono – e come – i risultati!), suo braccio destro – e, soprattutto, sinistro -, ambedue dilette “delfine” del personaggio che “tira le fila” dalla sontuosa scrivania in ciliegio del suo studio.

Il solo pensiero di Monica Marra come capolista, logoro personaggio di schiatta e formazione “ca(e)rina”, vacua consigliera uscente quasi incapace di “profferir parola” in Consiglio, “zero in politica e dieci in intrigo”, è non solo un’offesa alla storia della sinistra collepassese, ma un segnale devastante per la politica (mi verrebbe da dire – sia detto senza offesa! – … “come quando Caligola fece senatore il suo cavallo”!).

Solo immaginare un “autorevole” esponente del “vuoto politico” come capolista dimostra il degrado della politica e, soprattutto, presagisce l’infausto epilogo del “vuoto” in cui sta precipitando la sinistra a Collepasso.

Per fortuna qualcuno ha avuto il buon senso ed il pudore di “detronizzare”, almeno sui manifesti pubblici, la “monica te Culupazzu” dal suo immeritato “trono” di “re travicello”.

Di fronte a queste gaffes – gravissima e imperdonabile la prima, ridicola la seconda -, quale credibilità può avere la Manta come possibile e, al momento, anche impossibile (salvo miracoli!) sindaca?!?

Marta Rossetti

Infine, Marta Rossetti, “avvocato” (dice lei), che si fregia del titolo sulla targhetta del suo “studio” in via Vitt. Emanuele III, ma che, a scorrere l’Albo degli Avvocati della provincia di Lecce, non risulta iscritta ad alcun Albo. Un’impostora?!? Certamente lo è politicamente dopo le incredibili avventure che l’hanno portata da sicura e strombazzata candidata sindaca al precipizio finale dell’esclusione totale da ogni lista.

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Epilogo perfetto e prevedibile per una nota “capretta zzompante”, che all’ultimo momento, da eterna e devota “pellegrina”, prima “questua” inutilmente due candidati per presentare la sua lista… poi, “offre” la sua candidatura alla lista “vecchia” che si presume vincente, ma viene rifiutata… poi “zzompa” a “mangiare” nell’altra lista, dove viene accolta in the last minute… poi “si pente” e, dopo sospetti stimoli esterni “laringo-faringei”, “vomita” quel che ha già “mangiato” e ritira la candidatura, provocando sul Palazzo comunale una caciara indescrivibile e farsesca che rimarrà memorabile… infine, “pentitasi del pentimento”, ritorna nella “mangiatoia” che l’aveva accolta… non prevedendo, poi (come nessuno prevedeva), i successivi “colpi di scena” che hanno messo “ko” lei e tutta la sfortunata lista che l’aveva disgraziatamente accolta!

Nel “Tota Pulcra” cantato in onore di Maria (“Tota pulcra es, Maria…”… “Tutta bella sei, Maria…”), la Madonna viene invocata anche come “Advocata peccatorum” (“Avvocata dei peccatori”)!

Una definizione che, pur impropriamente e solo nominalmente, si adatta ai nostri tre baldi giovanotti, “vocati” da avvocati a difendere chi ha fatto “peccati”.

Nelle vicende esposte, viene però il dubbio che i tre, più che “advocati peccatorum”, siano essi stessi solo “advocati peccatores” (“avvocatori peccatori”), bisognevoli, pertanto, di un lungo periodo di penitenza!

Due stanno già scontando la dura penitenza dell’“esilio” dalla politica. La terza, invece, farà penitenza (ed “esercizi spirituali”) dall’opposizione, dove, finalmente acquietata per il traguardo personale raggiunto, potrà cominciare a cimentarsi con i problemi reali e forse anche con la politica… e lì, finalmente, “vedrassi sua nobilitate”!

Pantaleo Gianfreda


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