I funerali di Maurizio

14 Agosto 2008 Off Di Pantaleo Gianfreda

mini_funeralimaurizioIn un’assolata mattinata del 14 agosto, un lunghissimo corteo ha accompagnato Maurizio dalla sua casa alla Chiesa Madre, dove il parroco della “Cristo Re” don Oronzo Orlando, assistito dall'arciprete don Celestino Tedesco, ha celebrato le esequie. L’infinita disperazione della madre. Tanto dolore. Tanta compostezza. Tanta solidarietà. Particolarmente emozionante l’intervento del sindaco Vito Perrone.

Tantissima gente, tantissimi giovani hanno accompagnato Maurizio, in un’assolata mattinata di vigilia ferragostana, verso la sua ultima dimora… 

Giorni di ferragosto, di feste, di sagre e di pizziche… Dovevano essere giorni di svago, di mare, di luce, di gioia… Sono stati giorni di tenebre, di dolore, di abissi… Soprattutto per i genitori, il fratello e la sorella, i nonni, i parenti e gli amici tutti.

Tot spes, tot gaudia dies unus delevit” (“Un solo giorno distrusse tante speranze, tante gioie”), scriveva Plinio Il Giovane nel suo “Dolore per la morte di un giovane amico”. Scusate il mio latino. Per chi, da fanciullo, si è “impregnato” di studi classici in ambienti ecclesiastici, certe dolorose circostanze fanno riemergere naturalmente sensazioni e sentimenti metabolizzati in anni giovanili di studio e preghiere. “Increspature” delle eterne ed oceaniche tragedie individuali e collettive di cui sono intessute la storia e la cultura dell’antico uomo classico e del moderno uomo cristiano. Crudeli. Imperscrutabili. Di fronte al “fato” o alla “volontà divina”.

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E la perdita di un giovane figlio o del figlio più giovane è, forse, la tragedia più grande e più crudele. Soprattutto per una madre.

Quella madre inconsolabile… Cosima. Ha chiamato e dialogato ininterrottamente con Maurizio in interminabili, e forse per lei infiniti, abissi di dolore. Ha continuato a dialogare sotto il sole cocente. Lungo una strada che non riporterà più il figlio alla madre. Nell’ultimo viaggio di Maurizio. Ricorda un’altra Madre, ai piedi del suo giovane Figlio. “Stabat mater dolorosa…”. Eppure, quel Giovane era il figlio di Dio… Ricorda le madri dei nostri giovani collepassesi. Di tanti altri giovani, morti in tragici eventi. La madre di Katiuscia, di Federico, di Flavia, di altri… Madri da tragedia greca. Da Passione cristiana. Di quotidiane sofferenze umane. Sofferenze indescrivibili. Dolori profondi ed infiniti, di cui “altri” riescono a percepirne appena fitte dolorose. Calvari di cui non si scorge l’occidente.

Cosima invocava il figlio. Attorniata dai tanti amici di Maurizio in camicia bianca, che avrebbero accompagnato sulle loro giovani spalle il loro giovane amico, vagheggiava giorni passati. E giorni che non arriveranno più. Come il matrimonio di quel figlio.  Avrebbe voluto vedere Maurizio scendere quelle scale inghirlandato nel suo vestito di vita. Come pochi anni prima aveva visto la figlia Piera. Non costretto in un abito di morte. Gridava la sua solitudine. Senza più quell’ultimo figlio accanto. Antonio e Piera costretti da tempo ad abbandonare la sua casa ed il loro paese. Per quel maledetto lavoro che ancora la nostra splendida e crudele terra non garantisce a tutti i giovani. “Tornerò io con te”, le sussurrava amorevolmente Antonio per consolarla.

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Il padre, Luigi, silenzioso. Come tutti i padri. Ermetico nella sua maschera di dolore. In quel suo particolare somatismo. Nel suo silenzio, pareva esprimere tragedie umane immani ed ineluttabili. Un viso cotto dal sole e dall’onesto lavoro. Racchiuso in una lunga barba bianca. Personaggio biblico. Profeta impotente. Abramo costretto a sacrificare il figlio per volere di Dio. Senza che Nessuno, stavolta, intervenisse, al momento giusto, per deviare o ritardare quel "coltello". L’arrivo di quell’auto o di quella moto. Nuovi coltelli “biblici” dell’età moderna. Che tanti figli e tante giovani vite strappano agli affetti quotidiani. Condannati sull’altare di moderni e pagani dei. Quelle veloci “ferraglie” motorizzate, che distruggono in un attimo “tante speranze, tante gioie”.

Nella Chiesa affollata, don Oronzo ha letto e spiegato il Vangelo dell’”Estote parati…” (“Siate pronti…”). Il sindaco Vito Perrone, a chiusura della celebrazione eucaristica, in un intervento particolarmente toccante e con la voce rotta dall’emozione, ha voluto esprimere il cordoglio di tutta la comunità per quel tragico evento. Ha ricordato la bella figura di Maurizio, quell’infinito e indimenticabile sorriso, che Collepasso non scorderà mai…


I funerali di Maurizio

13 Agosto 2008 0 Di Pantaleo Gianfreda

Giovedì 14 agosto, ore 10.00, Chiesa Madre. Mercoledì 13, ore 22.00, una fiaccolata per Maurizio

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