La conquista
dell’autonomia
Un secolo di lotta contro Cutrofiano: dalle prime richieste di separazione al decreto reale del 1911 che riconobbe il Comune autonomo di Collepasso
Politica e amministrazione
Per quasi un secolo, Collepasso fu una frazione di Cutrofiano. Non per sua scelta: a partire dal 1809, e in maniera definitiva con la rettifica del catasto del 1817, il territorio era stato accorpato al comune vicino. Nonostante la distanza di oltre sette chilometri — percorsa su strade fangose fino al 1880 — Cutrofiano esercitava la giurisdizione amministrativa e giudiziaria sul nascente villaggio.
Dal 1870 al 31 gennaio 1888, il Comune di Cutrofiano fu guidato da Carlo Moro di Collepasso. In diciotto anni di sindacato provvide a tutto: poveri, ammalati, medici, istruzione, illuminazione, strade, cimiteri, orologi pubblici. Quando propose di costruire due nuove chiese, una a Cutrofiano e una a Collepasso, i partiti avversi si coalizzarono contro di lui e, secondo il canonico Manta, gli accelerarono la morte.
I primi passi verso l’autonomia
Il 30 agosto 1871 i Collepassesi ottennero che i consiglieri comunali fossero ripartiti proporzionalmente tra la frazione e il capoluogo — primo passo concreto verso l’autogoverno. Nel 1903 un altro Collepassese, Luigi Costa, divenne sindaco di Cutrofiano. Fu proprio durante il suo mandato, nel 1906, che il Consiglio approvò il distacco di Collepasso in una storica seduta definita “indimenticabile per la cronologia locale”.
La legge del 1907 e il decreto del 1911
Il problema era tecnico: la legge richiedeva un minimo di quattromila abitanti per costituire un comune autonomo, e Collepasso ne aveva circa 2.600. Serviva un intervento legislativo. Se ne fece interprete il deputato galatinese Antonio Vallone, che presentò un’apposita proposta di legge: approvata dalla Camera il 22 febbraio 1907 e dal Senato il 6 giugno 1907.
Seguirono anni di trattative complesse sulla divisione del territorio tra i due comuni, con polemiche pubbliche e contrapposizioni dure. Il 10 dicembre 1911 il Re Vittorio Emanuele III firmò il decreto che riconosceva l’autonomia del Comune di Collepasso e ne delimitava il territorio. Le controversie sui confini, però, continuarono fino alla metà degli anni Trenta.
Per gestire la trattativa con Cutrofiano, il 4 agosto 1907 fu eletto un organismo di tre cittadini: il sacerdote don Angelo Marra come presidente, e i signori Cosimo Malorgio e Cosimo Marzano. Su di loro ricadde il compito delicato di negoziare la spartizione del territorio e del patrimonio tra i due comuni.
Le prime elezioni: 18 febbraio 1912
Il 18 febbraio 1912 si svolsero le prime elezioni amministrative del Comune autonomo di Collepasso. Furono eletti quindici consiglieri e come primo Sindaco fu scelto Carlo Viva. Ma la pace durò poco: il nuovo comune si ritrovò subito spaccato in due fazioni — quella di Viva e quella di Luigi Costa — che per un quindicennio si contesero la guida del paese con un’animosità che non giovò all’immagine di Collepasso.
«Sin quando si trattò di opporsi a Cutrofiano vi furono unità d’intenti e compattezza. Ma, una volta raggiunto l’obiettivo, le posizioni si differenziarono, sfociando in un’aspra contesa per la leadership.»
Antonaci e Marra, Storia di Collepasso dalle origini all’autonomia (1999)
Il 13 ottobre 1914, dopo le elezioni vinte da Luigi Costa, i sostenitori di Carlo Viva rifiutarono di lasciare gli uffici comunali. Il governo inviò cinquanta soldati per garantire l’insediamento del nuovo sindaco. Ne scaturì uno scontro con la folla, cinque arresti e il rinvio a giudizio di ventisette persone, tra cui l’ex sindaco Viva. Il 15 ottobre una manifestazione di duemila persone sostenne il sindaco Costa.
Fonti principali: don Giuseppe Manta, Cenni storici-etnografici intorno al villaggio di Collepasso (Galatina, 1896), capitolo XI; Orazio Antonaci e Salvatore Marra, Storia di Collepasso dalle origini all’autonomia (1999). Edizione digitale curata da Marco Gianfreda.



