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Anche “li pampasciuni” hanno la loro protettrice!

Invito, pertanto, il noto “pampascione” della “grassa risata”, laureato cum summa laude in “Diritto del Pampascione” presso l’Università te li bari ed esercente attività professionale e parapolitica nell’antico villaggio di Culupazzu (le cui origini sono state descritte per primo nel 1896 dall’Arciprete Giuseppe Manta) a recarsi in pellegrinaggio l’8 marzo ad Acaya, frazione di Vernole, per onorare la sua protettrice e godere dei piaceri del noto bulbo salentino, salvo che non lo abbia già fatto nei giorni scorsi recandosi a Galugnano e ad Alezio. La “Madonna te li Pampasciuni” è stata, infatti, già festeggiata il 6 marzo in questi ultimi due centri salentini.

Anche “li pampasciuni” hanno la loro protettrice: l’8 marzo ad Acaya la “Festa della Madonna te li Pampasciuni”Ad Alezio, inoltre, opera sin dal 2011 la “Confraternita del Pampascione Salentino”, che ha lo scopo di preservare il “culto” del bulbo salentino e sarebbe ben lieta, mi auguro, di accogliere ed “acculturare” il nostro “pampascione”, noto per essere, contrariamente al detto latino, “faber sfortunae suae” e di essersi comportato da “baldo” protagonista/antagonista (pardon… da “baldo” e fuggitivo “pampascione”!) in occasione dell’incidente automobilistico da me subito il 27 febbraio (cliccare su articolo).

Al di là dell’ironia, domenica 8 marzo, si festeggia ad Acaya la “Festa della Madonna te li pampasciuni” con un ricco programma culturale e gastronomico, che si svolge in occasione della “Festa della Beata Vergine Maria Addolorata” che si celebra ogni primo venerdì di marzo.

L’appuntamento è presso il Castello di Acaya, alle ore 15.30, con una visita guidata per le strade del paese, la registrazione dei piatti e delle ricette in gara, un incontro tematico dedicato al “Muscari comosum, il re dei bulbi” a cura del botanico prof. Piero Medagli. Segue poi la “Gara gastronomica” aperta ad amatori, scuole, operatori del settore e, in chiusura, lo spettacolo poetico-musicale “Pampasciuni te terra, scole e cchiazza” a cura del cantautore Enzo Marinaci e del linguista e poeta Giovanni Leuzzi e la premiazione dei vincitori della gara gastronomica.

Anche “li pampasciuni” hanno la loro protettrice: l’8 marzo ad Acaya la “Festa della Madonna te li Pampasciuni”Ne approfitto per riportare alcune notizie, assunte da internet in occasione della celebrazione della “Festa te li pampasciuni”, su questo tipico bulbo salentino – esso sì – molto prezioso.

Checché se ne dica sul suo nome e sul valore che può assumere, c’è chi del pampascione preferisce tessere le lodi per le sue sfumature violacee piuttosto che per quelle di significato. Perché, se nel dialetto salentino il termine può indicare in senso dispregiativo un imbecille, un buono a nulla, sulla bontà e la genuinità del pampascione a tavola non ci sono dubbi. Cipolletta dal colore violaceo e dal sapore amarognolo che cresce nel bacino mediterraneo, il pampascione è un prodotto tipico del Sud Italia, dove, assieme ad altre piante spontanee, è uno dei re indiscussi della cucina povera salentina.

Anche “li pampasciuni” hanno la loro protettrice: l’8 marzo ad Acaya la “Festa della Madonna te li Pampasciuni”Nota a Egizi, Greci e Romani, la muscari comosum, detta comunemente pianta di pampascioni (o lampascioni), possiede una moltitudine di proprietà benefiche per la salute. Le sue virtù furono esaltate dal celeberrimo medico greco Galeno, dal poeta latino Marziale e da numerosi altri studiosi dell’antichità, che attribuirono a questa pianta anche proprietà afrodisiache.

Anche “li pampasciuni” hanno la loro protettrice: l’8 marzo ad Acaya la “Festa della Madonna te li Pampasciuni”Il pampascione contiene flavonoidi, potassio, calcio, fosforo, ferro, rame, manganese e magnesio, vitamine, sali minerali e una quantità consistente di acqua e fibre. Amico della “linea” per il suo basso apporto calorico, possiede proprietà diuretiche, lassative, antinfiammatorie, antimicrobiche ed emollienti, contribuisce a diminuire la pressione sanguigna e la percentuale di grassi nel sangue, aumenta l’appetito e stimola la digestione.

… evviva, pertanto, li pampasciuni … quiddhi bboni!

… e auguri anche a tutti li pampasciuni … quiddhi fiacchi!

Pantaleo Gianfreda


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