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29 consiglieri al centrosinistra più il neo Presidente della Regione Decaro e 20 consiglieri al centrodestra più il candidato presidente Lobuono: sarà questa la composizione del nuovo Consiglio regionale eletto nella consultazione del 23-24 novembre.

Nonostante il 64% di Decaro e il 35,1% di Lobuono, la strana legge elettorale della Regione Puglia assegna appena il 60% dei consiglieri alla maggioranza e oltre il 40% all’opposizione.

Secondo un calcolo puramente proporzionale (e senza il presunto “premio di maggioranza”), alla maggioranza sarebbero toccati 32 consiglieri (più il Presidente) e 18 alla minoranza (compreso il candidato presidente). Con l’attuale legge elettorale regionale, che per qualcuno assegna un “premio di minoranza” più che “di maggioranza”, la ripartizione dei seggi è, invece, 29+1 per la maggioranza e 20+1 per la minoranza.

Non è, per la verità, la sola anomalia di questa strana legge elettorale regionale che, al fine di garantire la rappresentanza di tutte le province, penalizza di fatto quelle più numerose e favorisce quelle meno numerose. Clamoroso è il caso della provincia di Lecce, in particolare per quanto riguarda la lista Pd, nella quale, nonostante il buon risultato del partito in provincia (24,50%) e la forte affermazione dei suoi candidati, vengono eletti solo due consiglieri (Minerva e Capone) lasciando fuori ancora una volta il supervotato Blasi, mentre nella provincia della Bat (Barletta-Andria-Trani) vengono eletti ben tre consiglieri Pd (per la verità, anche la provincia di Bari viene penalizzata).

Altra anomalia: al Pd, che dovrebbe usufruire del presunto “premio di maggioranza”, vanno 14 consiglieri con il 25,9% dei voti presi a livello regionale, mentre a Fratelli d’Italia, partito di minoranza, ne vanno ben 11 con il 18,7% dei voti.

Sempre per strani meccanismi di calcolo previsti dalla legge regionale, rimangono fuori dal Consiglio regionale i rappresentanti di AVS (Alleanza Verdi e Sinistra) e la lista Avanti Popolari con Decaro, pur avendo superato il quorum del 4% previsto dalla legge (ambedue le liste hanno ottenuto il 4,1% dei voti).

Moltissimi i volti nuovi del Consiglio (oltre il 50% degli eletti) e 12 le donne elette (erano 10 nel precedente Consiglio).

Le sei liste che hanno superato il quorum, eleggono i seguenti consiglieri regionali (14 Pd, 7 Decaro Presidente, 4 Per la Puglia e 4 M5S per la maggioranza; 11 FdI, 5 FI e 4 Lega per la minoranza):

Dieci i consiglieri regionali della provincia di Lecce: record di preferenze per Stefano Minerva (31.917) e Paolo Pagliaro (30.339); ottimo risultato per Cristian Casili con 7.798 preferenzeDieci i consiglieri regionali della provincia di Lecce: record di preferenze per Stefano Minerva (31.917) e Paolo Pagliaro (30.339); ottimo risultato per Cristian Casili con 7.798 preferenze

In provincia di Lecce recordman di preferenze sono stati due consiglieri di opposti schieramenti: Stefano Minerva (Pd), il più votato tra i candidati di Lecce con 31.917 preferenze, e Paolo Pagliaro (FdI) con 30.339.

Per la maggioranza, oltre Stefano Minerva, per il Pd è stata eletta Loredana Capone con 15.238 preferenze.

Per la lista Decaro Presidente, è stata eletta l’ex assessora di Lecce Silvia Miglietta (5.940 preferenze) e Sebastiano Leo (11.871) per la lista Per la Puglia.

Ottimo risultato anche per Cristian Casili, che con 7.798 preferenze è stato il più votato dei quattro consiglieri eletti con il M5S (per la cronaca, a Tuglie, suo Comune di residenza, il M5S ha avuto il 34% dei voti e Casili ha ottenuto 652 preferenze personali; ottimo anche il risultato di Tania D’Acquarica ad Aradeo con il M5S primo partito con il 30,7% e oltre 900 preferenze personali).

Per la minoranza, per Fratelli d’Italia, oltre Paolo Pagliaro (30.339 preferenze), è stato eletto Dino Basile (17.748).

Forza Italia è rappresentata dall’uscente Paride Mazzotta, che ha avuto 10.593 preferenze,

Gianni De Blasi è stato il più suffragato della Lega con 11.853 preferenze.

A tutti i neoeletti consiglieri regionali gli auguri di buon lavoro!

Pantaleo Gianfreda


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