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Il NO ha vinto nettamente il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo con quasi il 54% dei voti espressi dal 58,93% dei votanti.

Una partecipazione imprevista che ha raggiunto picchi molto alti in Emilia Romagna e Toscana, rispettivamente con il 66,67% e il 66,27%, le due storiche “Regioni rosse” che hanno trascinato la vittoria del No insieme a tutte le grandi città d’Italia da Nord a Sud (Bari, Bologna, Milano, Napoli, Roma, ecc.).

La vittoria del NO ha interessato tutte le Regioni, con le sole eccezioni di Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

In Puglia ha votato il 52,03% degli elettori, che hanno dato il 57,14% al No e il 42,86% al Sì.

In provincia di Lecce si sono recati al voto il 53,78% dei cittadini che hanno dato la maggioranza al No con il 53,95% (46,05% al Sì).

Collepasso è stato uno dei pochi Comuni in cui ha prevalso il Sì. Buona anche nel nostro Comune la partecipazione al voto con la metà e poco più di elettori che si sono recati ai seggi: 2.391 su 4.724, pari al 50,61%, che hanno dato 1.330 voti al Sì (56,26%) e 1.034 al No (43,74%).

Referendum del 22-23 marzo: vota il 58,93% degli italiani e vince il NO con il 54%. A Collepasso prevale il Sì con il 56,26%
Votanti e risultati di Collepasso

Referendum del 22-23 marzo: vota il 58,93% degli italiani e vince il NO con il 54%. A Collepasso prevale il Sì con il 56,26%

Da Nord al Sud appare, comunque, chiara e netta la risposta dei cittadini italiani in difesa della Costituzione e della Legalità, considerato che il vero obiettivo, non tanto nascosto, della riforma costituzionale voluta dal governo Meloni-Nordio era quella di condizionare la Magistratura e preservare i politici da indagini giudiziarie e condanne nel caso di reati.

Contro ogni previsione e nonostante l’iniziale prevalenza del Sì nei sondaggi, i cittadini hanno capito, soprattutto nel corso delle due ultime settimane di campagna elettorale, la vera “posta in palio” del referendum, grazie anche alle assurde affermazioni di tanti esponenti della maggioranza. Hanno voluto dare una risposta di dignità e verità alla debordante arroganza di un governo e di una premier che hanno condotto una campagna elettorale devastante e, fidando nella buona fede e nella credulità di tanti cittadini, tentato di far passare un messaggio falso e mistificatorio (“… con la vittoria del No ci saranno immigrati illegali, stupratori, pedofili, spacciatori rimessi in libertà, figli che vengono strappati alle madri …”, aveva detto la Meloni) e persino sovversivo (“Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione”, aveva gridato la Bartolozzi, Capo Gabinetto di Nordio).

Referendum del 22-23 marzo: vota il 58,93% degli italiani e vince il NO con il 54%. A Collepasso prevale il Sì con il 56,26%
Riepilogo dati elettorali del Comune di Collepasso

Il voto dei cittadini è stato anche un “voto politico” nei confronti di Meloni, che probabilmente pensava già di avere l’Italia in pugno e di poter fare e disfare a suo piacimento limitando i diritti democratici e costituzionali dell’Italia postfascista. Un voto di condanna per il suo governo, per l’economia che arranca, per le promesse non mantenute, per l’asservimento nei confronti dell’America e per le guerre in atto nello scacchiere internazionale di cui l’Italia è spettatore passivo o subalterno al folle Trump.

Non sappiamo quali saranno nell’immediato gli effetti di questo voto. Certo è che esso inciderà profondamente e speriamo positivamente, anche in vista delle elezioni politiche del 2027, sull’assetto politico e istituzionale del nostro Paese e nessuno può illudersi che nulla sia successo.

Pantaleo Gianfreda


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