“Dov’era l’ombra, or sé la quercia spande morta, né più coi turbini tenzona” … mi sono venuti in mente questi bei versi de “La quercia caduta” di Giovanni Pascoli, quando ieri mi sono imbattuto nel Parco Bosco sulla “quercia caduta” che tuttora “or sé spande morta” su un viale.
“Nella mattinata di ieri un fragoroso schianto proveniente dall’interno del Parco Bosco ha allarmato e preoccupato i residenti della zona”, scrivevo giorni fa. Dall’esterno avevo individuato il possibile punto di caduta. Ho avuto conferma, ma anche qualche sorpresa. (cliccare su articolo).
Vedendo aperto il Parco (lo è stato anche nei giorni precedenti), ieri mi sono fermato per fare compagnia al bosco sofferente. Chissà, ho pensato, se è rimasto qualche residuo di tronco o ramo che mi permetta di confermare quanto avevo scritto circa il luogo del “fragoroso schianto”.
… altro che residui!

Con mia somma sorpresa, era rimasto tutto come quel 9 ottobre. Un robusto tronco, ormai “tronco” della sua ampia chioma, pareva sorvegliare e “piangere” dall’alto quelli che erano i suoi “figli”, robusti tronchi “sfracellatisi” e riversi immobili e moribondi su un viale ai suoi piedi.
Essendo stato riaperto, ero convinto che l’Amministrazione avesse provveduto nei giorni successivi al “fragoroso schianto” del 9 ottobre a rimuovere e ripulire l’area del viale ostruito del Parco Bosco. Niente è stato fatto. Si farà?!?

Di questo passo e con questa Amministrazione, il Parco Bosco rischia un continuo stillicidio di alberi e tronchi che collassano quotidianamente, forse con meno fragore della grande “quercia caduta” dodici giorni fa, ma in modo continuo e permanente. Basta vedere rami e tronchi per terra lungo il percorso dei viali… e chissà cosa succede all’interno!
Ne ho avuto ulteriore conferma quando cercando ciuffi di bellissimi gelsomini sparsi nel sottobosco, mi sono imbattuto in un’altra quercia, seppur di minore dimensione, caduta in questi giorni proprio nell’area della “discarica abusiva” con residui di striscioni e cartelloni che facevano “da contorno” al progetto “Sport e Salute”.
Capisco la sindaca impegnata ogni momento della giornata a “postare” e “smerciare” su facebook la quotidiana razione di “droga” informativa per “rimbambire” i suoi aficionados… ma qualche amministratore o funzionario comunale, che non “posta” e forse non si “sposta” verso il bosco a verificarne lo stato, non può incaricare qualcuno a rimuovere quell’ammasso di tronchi e rami che ostruiscono un viale?!?
Non mi riferisco, naturalmente, all’assessora dis-ambientata che si guadagna “con pudore” il suo mensile “reddito di amministranza”, che forse per la vergogna non si fa più vedere nei paraggi del Parco Bosco ed è quotidianamente impegnata, tra un finto impegno e un pettegolezzo vero, a spargere fiele su qualche avversario “incubato” nei suoi incubi (…ne ho saputa un’altra in questi giorni… ne sto facendo una raccolta “a futura memoria”…). C’è persino qualche buontempone che riesce a prendersi gioco degli amministratori e della loro latitanza “ammassando” all’ingresso del Parco un piccolo “monumento” alla loro ignavia!
Consoliamoci, intanto, ammirando e gustando la bellezza dei ciclamini che colorano in questi giorni il sottobosco del nostro sfortunato, sofferente e violentato “gioiello”, che sembrano dirci che, nonostante tutto, c’è ancora vita, bellezza e speranza per il futuro del Parco Bosco e di Collepasso!
… ha da passa’ ‘a nuttata, direbbe Eduardo De Filippo!
Pantaleo Gianfreda
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