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La Cassazione ritiene inammissibile il ricorso di Enzo Del Prete, accusato e condannato a Napoli per un furto commesso da altri

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Il caso

Enzo Del Prete, già residente a Collepasso, è stato condannato in primo e secondo grado a quattro anni di carcere per un furto avvenuto in un appartamento di Napoli — un reato che, sulla base di tutte le circostanze note, non avrebbe commesso. La Corte di Cassazione ha ora respinto il ricorso per inammissibilità.

Apprendo con rammarico e profonda delusione che nei giorni scorsi la Corte di Cassazione ha respinto per inammissibilità il ricorso di Enzo Del Prete, condannato ingiustamente — come tutte le circostanze fanno pensare — a quattro anni di carcere per un furto avvenuto in un appartamento di Napoli, mentre lui risiedeva a Collepasso.

Come noto, della vicenda si sono occupati ampiamente questo blog e alcune emittenti televisive salentine. Lo scorso 25 marzo il caso è stato portato alla ribalta nazionale su Italia 1 da un servizio de Le Iene (leggi l’articolo).

La nota trasmissione televisiva, che nell’ultima puntata ha dato la notizia della decisione della Cassazione, aveva condotto nel marzo un’accurata e documentata indagine da cui risaltava con evidenza l’estraneità di Enzo al furto. Oltretutto, appariva certa, dalla videocamera installata nell’appartamento derubato, l’assoluta non somiglianza di Enzo con il reale autore del furto, confermata da una perizia antropometrica che probabilmente i giudici non hanno voluto o potuto prendere in considerazione.

Enzo Del Prete — il caso giudiziario seguito da InfoCollepasso.it e Le Iene

La sentenza va rispettata, ma resta incomprensibile

Naturalmente ogni sentenza va rispettata, anche se non si condivide e appare profondamente ingiusta. Rimane però incomprensibile, agli occhi dei comuni cittadini, l’applicazione formale di codici e norme che rischiano di rovinare — come spesso è successo — persone innocenti.

Gli avvocati valutano la richiesta di revisione del processo

Gli avvocati difensori sono in attesa di conoscere il dispositivo dell’Ordinanza della Cassazione e non escludono di avanzare richiesta di revisione del processo, alla luce delle palesi prove dell’innocenza di Enzo e della perizia antropometrica redatta da un consulente solo pochi mesi fa.

Mi auguro che i legali trovino, se possibile, qualche formula giuridica adeguata a evitare l’ingiusta prigione per Enzo, che da sei anni si era ampiamente riscattato da un passato turbolento per amore della figlia Giulia.

L’appello

Come extrema ratio — date le circostanze che escluderebbero le responsabilità di Enzo — mi auguro che il Presidente della Repubblica intervenga per concedere la grazia a Enzo, che tra l’altro deve provvedere al sostentamento e all’educazione della giovane figlia.

Il legame con Collepasso

Oggi Enzo risiede a Napoli insieme alla figlia, ma la sua vicenda interessa e ha colpito anche la comunità di Collepasso, dove ha vissuto per quasi cinque anni in modo onesto e benvoluto da tutti quelli che lo hanno conosciuto.

Non possiamo che esprimere vicinanza e solidarietà ad Enzo.

Pantaleo Gianfreda
Fondatore e Direttore — InfoCollepasso.it


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