“Con orgoglio e con fiducia vi annuncio che nella prossima settimana il Parco Bosco sarà restituito alla cittadinanza”, aveva detto nel video del 21 giugno la sindaca Manta sullo sfondo suggestivo e suggestionante di immagini e rami verdi.
“Cosa avranno combinato ancora?!?”, mi ero chiesto allora percependo un certo imbarazzo, forzature e qualcosa di artificioso nelle parole della sindaca, ben evidenziati dalla postura, che mi avevano dato la netta sensazione che volesse, come suo solito, “menare il can per l’aia”, condizionare i cittadini, manipolare la realtà e costruire sue personali e oniriche rappresentazioni.
D’altronde, la “video-annunciatrice” è nota a tutti per le sue manipolazioni da “Maga maghella”, le inverosimili storytelling, menzogne e stravolgimenti della realtà e persino certi inimmaginabili vaneggiamenti che suggestionano e a cui credono solo pochi ormai, come qualche “pellegrino” un po’ boccalone disperso in lontani eremi rupestri tra i “Sassi” lucani.
“Vuoi vedere – mi sono detto – che i disastri all’interno del Bosco sono maggiori di quello che avevo già rilevato dall’esterno e su cui avevo pubblicato un articolo? (cliccare su “Lo scempio del Bosco…”).
Non ho avuto coraggio ad entrare nel bosco il primo giorno di riapertura, paventando il peggio.
Quando mi sono finalmente deciso, ho dovuto amaramente verificare che la realtà superava ogni immaginazione: le “opere incompiute”, i disastri, gli atti di vandalismo, lo scempio provocati in due mesi di “lavori” effettuati dal Comune erano “oltre” ogni previsione.


Erano atti di vero e proprio vandalismo ambientale e agronomico.
Man mano che mi addentravo nei viali, “folate” di angoscia mi avvolgevano, come se gli “spiriti” del bosco volessero trasmettermi la loro sofferenza e il loro dolore e farmene parte.
Mi riecheggiava nella mente e sulle labbra il versetto biblico del “Libro delle Lamentazioni” del profeta Geremia: “O vos omnes qui transitis per viam, attendite et videte si est dolor sicut dolor meus” (Cap. 1,12).
“O voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio” … lamentavano sofferenti gli “spiriti” del Bosco che mi accoglievano in quel dolore.
“Abbiamo dovuto tenere chiuso il bosco per la salvaguardia dell’incolumità pubblica”, aveva detto la sindaca nel precedente video dell’11 febbraio per giustificare la chiusura un anno fa.
Dopo i “lavori”, il Bosco oggi è ancora meno sicuro … e pensare che è stato persino autorizzato e si sta svolgendo da giorni un campus per bambini e bambine!
Nessuna seria ed efficace “Rimonda del secco con taglio dei rami non vegeti ed eventuali rami deperienti”, come previsto nel progetto di 50mila euro, è stata realizzata, se non in modo parziale. Come tutti i lavori sono stati parziali e “incompiuti” rispetto al progetto.
In un anno il seccume degli alberi è avanzato paurosamente.


Immagini impietose… persino sui viali penzolano tronchi e rami secchi che possono collassare da un momento all’altro e rappresentare un pericolo per la sicurezza.


L’“Abbattimento di alberi adulti a chioma espansa”, previsto dal progetto per “216” alberi infetti, è rimasto sulla carta.
Sono solo pochi gli alberi malati che, benché segnati da una crocetta rossa, sono stati realmente abbattuti.

Alcuni trasformati in legna da vendere.
Altri giacciono nel sottobosco con i loro lunghi tronchi e rami secchi, soffocandolo e rappresentando un veicolo di ulteriore diffusione del batterio.

Altri, sfrondati delle loro chiome, ridotti a tronconi mutilati e trasformati in lugubri fantasmi.



Altri ancora hanno travolto o danneggiato giochi, panchine e cartelloni (alcuni spariti).



Inguardabile l’area dove un tempo erano allocati il campetto da bocce e altra strumentazione per sport e tempo libero. Un’area letteralmente vandalizzata e distrutta dai “lavori”.

Sparsi nel sottobosco sono stati lasciati tavoli rotti e suppellettili varie.


Hanno persino “murato” il locale del chiosco!
“Con orgoglio e con fiducia restituisco ai cittadini il bosco” aveva detto… certo, con l’“orgoglio” tipico di barbari vandali e distruttori e la “fiducia” di continuare a prendere impunemente in giro i cittadini, trattati da idioti che si bevono ogni “rappresentazione” mendace di una sindaca ciarlatana e impostora.
Gravi e irreparabili sono gli “atti di vandalismo” compiuti dai “lavori” del Comune. Una vergogna. Chi pagherà?!?
Con l’aura da falsa e ipocrita la sindaca aveva detto nel video: “… non si è persa l’abitudine per alcuni ragazzi di entrare nel bosco ed effettuare atti di vandalismo. Addirittura sono stati divelti alcuni cordoli dei viali o panchine o i cestini”.
Qualcuno pensa veramente che i danni ai cordoli dei viali possano essere addebitati agli “atti di vandalismo” di “alcuni ragazzi” o non piuttosto a quelli dei “lavori” del Comune che ha permesso l’introduzione nel delicato equilibrio del Parco Bosco di mezzi pesanti che hanno agito come “elefanti in cristalleria”?




Un paio di giorni fa un giovane attivo e sensibile ha pubblicato e messo a confronto sul suo profilo facebook due immagini satellitari del nostro bosco, una del 2014 e l’altra del 2026, e un post con un significativo titolo: “Le immagini parlano da sole”. L’intenso verde del 2014 oggi è sostituto dall’altra sconcertante immagine satellitare di uno spazio sempre meno verde che muore.
Ancor più sconcertanti sono alcune immagini, tra le tante, del bosco visto da vicino, che pubblico in questo articolo, della cui drammatica realtà ogni cittadino può rendersi conto perché, al di là di chiacchiere e menzogne, “Le immagini parlano da sole”, come scrive quel giovane e valente amico.
Mi fermo qui, invitando i cittadini a ribellarsi a questi “atti di vandalismo” di cui dovrebbero avere la dignità di chiedere scusa e assumersi la responsabilità, almeno politica, sindaca e assessori all’Ambiente e ai Lavori Pubblici.
Altro che l’ipocrita “appello a tutta la cittadinanza affinché consideri il Parco come un proprio bene da accudire e tutelare”, come dice la sindaca nel video-farsa!
“Un bene da tutelare e accudire” … forse come hanno fatto la sindaca Manta, l’assessora Marra e l’assessore Perrone permettendo “lavori” che si sono trasformati in “atti di vandalismo”?!?
Abbiate almeno la dignità di dimettervi dopo questo nuovo ed incredibile scempio del Bosco e per tutti i lavori previsti e non realizzati!
Il CEAS “Terre di Sant’Eleuterio” dovrebbe velocemente organizzare per costoro un “Centro di educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile” capace di ospitarli e rieducarli!
E un pressante appello rivolgo personalmente “a chi deve e può”…
“Arrestate” la sindaca Manta, fermatela, impeditele di combinare ancora guai!
Pantaleo Gianfreda
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5 commenti su “Il Parco Bosco devastato dagli atti di vandalismo, chiamati “lavori”, del Comune: “Le immagini parlano da sole” e i cittadini sono stanchi di menzogne e manipolazioni”
Ma dai, meno male che ci pensa il Comune! 😄
Immagini come queste sono un regalo pedagogico, altro che vandalismo. Ogni bambino di Collepasso deve imparare presto una cosa fondamentale: dove vive.
Perché se crescesse pensando che un parco possa restare verde, curato, ordinato… poi arriva a 18 anni e si aspetta pure che le cose funzionino. E lì son guai.
Pensate se fosse tutto in ordine: viali puliti, alberi vivi, panchine intere. Mica siamo in Svizzera. E i nostri figli devono imparare a odiare l’ordine e gli svizzeri, sennò poi si affezionano all’idea sbagliata che le tasse producano servizi.
È tutto calcolato, sia chiaro: sono politiche nazionali di lungo corso, non un caso isolato di un’amministrazione. Il degrado come materia scolastica, i tronconi-fantasma come arredo urbano d’autore. 🌳🪓
Complimenti vivissimi a chi ha reso possibile questa lezione di vita a cielo aperto. I bambini ringraziano (quando smetteranno di tossire la polvere dei “lavori”).
E già povero bosco una volta anche ballava con noi
Se si accerta quello che scrivi e conoscendoti penso che già lo hai fatto, mi riferisco al danno del pavimento, cartelloni e cordoli provocato dai mezzi pesanti nel bosco é davvero gravissimo e quindi da denunciare sia l amministrazione e sia la ditta che ha fatto i lavori. Quanti danni altri bisogna aspettare? Fermate questa sindaco incapace in primis, l assessore all ambiente e il vicesindaco con delega ai lavori pubblici. Povero bosco. Nascondersi dietro al finto vandalismo. Cose dell altro mondo. Vergognatevi amministratori e pedine della Manta
ci sono andata stamattina, il batterio è la cosa meno grave da risolvere, il vero disastro è l’abbandono di anni di cattiva amministrazione. Ora ci vogliono milioni di euro per riportarlo ad uno stato pre-manta. Ripeto, il batterio può far seccare gli alberi, la manta ha fatto il resto. Andate a vedere e ribellatevi voi che vivete qui tutto l’anno
sono un elettore di questa amministrazione. L’ho sostenuta sempre. Poi mi sono accorto che si tratta di gente attenta all’apparenza e non alla sostanza. Il bosco non è che un esempio, e neanche il peggiore. Che delusione. Rimpiango Menozzi …
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