“Il mercato sta morendo…” mi diceva tempo fa con preoccupazione una famiglia che gestisce un posto al mercato settimanale del lunedì.
Il commercio è nel dna di questa famiglia, che trasmette da tre generazioni l’attività da padre in figlio.
Un tempo questa attività era florida e “rendeva bene” anche a Collepasso. Oggi non è più così. La crisi è diffusa ed ha colpito anche un settore che da tempo arranca. Il mercato settimanale del lunedì sopravvive, ma langue, come languono gran parte delle attività commerciali a Collepasso.
Bei tempi quando il mercato in piazza Dante era un “rito” settimanale irrinunciabile per le nostre mamme, nonne, sorelle. A malapena la spaziosa piazza riusciva a contenere le tante “baracche” regolari e i tanti ambulanti di passaggio, taluni abusivi, che vendevano la merce più svariata. Una volta vi si trovava di tutto e il mercato era anche un luogo di ritrovo e svolgeva un importante ruolo di socializzazione.
La globalizzazione, la grande distribuzione, il web con l’e-commerce e il “mercato virtuale”, oltre ad altri fattori che sarebbe lungo elencare, hanno da tempo mandato in crisi il piccolo commercio. Vi sono commercianti che sopravvivono solo per eroica “resistenza”, tanti altri chiudono, qualcuno “ce la fa” con grandi sacrifici.
Eppure, da un po’ di tempo si avverte nelle nostre comunità una certa “voglia” di “ritorno all’antico”, seppur con lo sguardo rivolto ai tempi moderni. Si parla sempre più spesso di ritornare ai negozi e botteghe “di contiguità”, di mercati settimanali da valorizzare, di mercatini locali da promuovere e sostenere, di giovani da incentivare. Alcune amministrazioni comunali più sensibili ed avvertite si muovono già in questa direzione.
Le Amministrazioni avrebbero il dovere di aprire un dialogo e un confronto con il piccolo commercio, soprattutto quando ne vengono sollecitate, e ascoltare con attenzione rimostranze e proposte.
“Perché, Pantaleo, non scrivi della situazione del mercato?”, mi dice la “capofamiglia”.
Avevo colto un misto di timore e titubanza nell’approccio iniziale e, al contempo, la sensazione che quella famiglia mi aspettasse da tempo e volesse cogliere l’occasione per parlarmi.
Ormai, dato il clima politico esistente nel paese alimentato da chi non gradisce verità scomode e posizioni critiche, è nota la costante campagna avversa che viene fatta dal “Palazzo” a questo blog, minacce, “spionaggi” e “spioni” di piazza, infamie, persino miserabili tentativi di condizionamenti (… “fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa”, scriveva il Sommo Poeta) … e tutto questo condiziona alcuni cittadini che rinunciano per paura a denunciare ed esporre i tanti problemi del paese.
Così, dopo aver preso coraggio, madre e figlio mi raccontano un’altra storia di “ordinaria amministrazione” che riguarda la nostra Amministrazione.

Circa un anno fa, il 24 novembre 2025, una trentina di commercianti sottoscrivono e inviano al sindaco un documento, una specie di “interrogazione-petizione”, che ha come oggetto “Richiesta riorganizzazione mercato settimanale”, che integralmente riporto a fine articolo.
Viene citato un regolamento regionale che prevede che “Il Comune … localizza le aree mercatali e fieristiche in modo da consentire: un facile accesso ai consumatori, sufficienti spazi di parcheggio per i mezzi degli operatori, il minimo disagio della popolazione residente, la salvaguardia dell’attività commerciale in atto compatibilmente con il rispetto della normativa riguardante gli aspetti urbanistici, igienico-sanitari, viabilistici e di pubblica sicurezza”.
Una lunga e documentata premessa per porre all’attenzione dell’Amministrazione i “gravi disagi” che ha comportato e comporta lo spostamento del mercato e le possibili soluzioni per superarli.
Non chiedono “la luna nel pozzo”.
Chiedono solo e semplicemente a Sindaco e Giunta Comunale di “collocare tutti (i pochi rimasti) commercianti sulla Piazza Caduti di Nassirya e rendere possibile l’accesso su via Pietro Nenni con annesso parcheggio sia per l’area mercatale, sia per l’ufficio postale a chiunque voglia accedervi”.
Chiedono, inoltre, che la loro richiesta venga inserita “nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale”.
Naturalmente, il documento non è stato mai portato in consiglio né all’attenzione dei consiglieri.
In compenso, dopo un mese o due, la sindaca convoca i commercianti, ascolta problematiche e proposte, assicura l’impegno e la risposta dell’Amministrazione in tempi brevi e li congeda.
Nei giorni seguenti fa persino un sopralluogo con il vicesindaco nell’area mercatale per predisporre l’eventuale “riorganizzazione”… poi se ne dimentica!
Nel frattempo i “gravi disagi” permangono e i problemi restano irrisolti.
Il mercato settimanale langue sempre di più sino a ridursi solo a quindici “baracche” (in uno degli ultimi lunedì erano sette i commercianti presenti!) mentre le “promesse marinaie” navigano ancora in alto mare.
Probabilmente la Manta pensa che la parola “commercio” non si riferisca ad un’attività lavorativa ma ad altro, impegnata com’è a fare “commercio” di parole, di promesse, di voti, di miracoli, di illusioni, di inaugurazioni-spot con fascia tricolore di nuove attività di cui non si premura poi di verificare la sopravvivenza, immancabili e giornalieri post su facebook per convincerci che a Collepasso, grazie alle sue grazie (…e per nostra disgrazia!), “tutto è bellissimo” e che in questi suoi cinque anni “non è mai mancato il dialogo ed il confronto”.
Come, ad esempio, “il dialogo ed il confronto” con i commercianti del mercato settimanale che ormai da dieci mesi attendono una risposta, che ci auguriamo arrivi prima di Natale o, almeno, prima delle elezioni amministrative!
Pantaleo Gianfreda
Il documento dei commercianti inviato il 24.11.2025 al Sindaco
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