Se la consigliera Eliana Vantaggiato non avesse pubblicato pochi giorni fa un post sul suo profilo facebook, probabilmente nessuno, forse nemmeno gli addetti ai lavori e i genitori, avrebbe saputo che la gestione della mensa scolastica è “passata di mano” già da due mesi.
Dal 16 gennaio, infatti, alla “Vivenda s.p.a.” di Roma è subentrata la ditta “Impegno Solidale s.r.l.” di Ugento.
L’affidamento, effettuato tramite “trattativa diretta” e approvato il 9 gennaio 2026 dall’Unione dei Comuni delle Serre Salentine (per conto dei Comuni di Aradeo, Collepasso, Seclì e Tuglie), è stato recepito dal Comune di Collepasso con atto del 30 gennaio 2026 ed ha validità sino al 30 giugno (cliccare su D.D. 57_30.1.26).
L’Amministrazione non ha mai reso noto con avvisi pubblici, come nel precedente affidamento alla Vivenda, il cambio di gestione. Ancor più strano che non ne abbia informato il Consiglio comunale nel corso della recente seduta del 25 febbraio, nonostante si sia parlato di mensa scolastica.

Scrive, infatti, la cons. Vantaggiato: “Nel consiglio comunale del 25 febbraio scorso è stato approvato il prelevamento dal fondo di riserva di bilancio della cifra di 8.500 euro da destinare alla mensa scolastica. Quando ho chiesto all’assessore al bilancio Castellana a quale delle due precedenti aziende – Fenice Srl da Galatone o Vivenda Spa da Roma – fossero destinati quei soldi, l’assessore Castellana ha risposto che erano destinati alla Vivenda. Quello che però non è stato detto è che Vivenda non gestisce più il servizio dal 16 gennaio scorso, perché dal 16 gennaio 2026 fino al 15 giugno 2026 il servizio di refezione scolastica è stato affidato alla società IMPEGNO SOLIDALE S.R.L.”.
Il “velo del silenzio” è stato poi “squarciato” anche dai genitori che, oltre a vivere da mesi nell’incertezza costante di un servizio (in un anno sono tre le ditte che si sono succedute e l’ultima ha l’incarico sino al 30 giugno), lamenterebbero il peggioramento del nuovo servizio di refezione scolastica, su cui sarebbe doveroso l’intervento del Comune per verificarne la fondatezza.
Le note vicende giudiziarie che hanno coinvolto una delle precedenti ditte (La Fenice di Galatone), a seguito di indagini della Guardia di Finanza e della Magistratura, hanno giustamente amplificato attenzione, sensibilità e preoccupazioni soprattutto da parte dei genitori e, al contempo, hanno fatto risaltare la delicatezza di un servizio che richiederebbe una seria regolamentazione e una vera trasparenza amministrative.
Collepasso, infatti, è uno dei pochi Comuni a non essere ancora dotato di un apposito regolamento, come, ad esempio, il “Regolamento per la costituzione e il funzionamento del Comitato mensa scolastica” del confinante Comune di Cutrofiano, che potrebbe costituire la base di un preventivo confronto per l’approvazione di analogo regolamento per il nostro Comune (cliccare su Regolamento mensa Cutrofiano).

Dopo le note polemiche seguite nei mesi scorsi sui ritardi nell’avvio della mensa scolastica, la sindaca Laura Manta, che è anche “assessore” alla Pubblica Istruzione (avendo trattenuto per sé tutte le deleghe dell’ex assessore Eliana Vantaggiato), ha provveduto, invece, con proprio decreto n. 11 del 16.12.2025 ad emanare atto di “Costituzione Commissione Servizio Mensa A.S. 2025/2026”, rifacendosi ad una vecchia delibera di Giunta della precedente Amministrazione, la n.171 del 5.12.2016 (cliccare su decreto).
Una procedura poco trasparente che potrebbe essere viziata da illegittimità perché l’atto non rientra nei poteri del sindaco, cui la legge affida solo le “funzioni di indirizzo politico-amministrativo”, mentre le “funzioni di gestione” sono di esclusiva competenza degli uffici e dei servizi comunali.
Trattandosi di un servizio gestito dal Comune (la legge demanda ai Comuni tutte le competenze riguardanti le Scuole di 1° grado e alla Provincia quelle per le Scuole di 2° grado), anche il funzionamento della mensa scolastica dovrebbe essere disciplinato, come avviene per altri servizi, da un apposito regolamento approvato dal Consiglio comunale. Sembrerebbe un problema di “lana caprina”, ma si tratta, invece, di una normale procedura che rientra nel dovere di un Comune di rispettare i principi fondamentali della Pubblica Amministrazione, in particolare quelli di legalità, imparzialità, buon andamento, trasparenza, pubblicità, collaborazione, buona fede, responsabilità.
Auspichiamo, pertanto, serietà e trasparenza sull’annoso problema della mensa scolastica con la speranza che anche un tema così delicato non sia occasione di esercitare ulteriori e subdoli metodi elettoralistici e clientelari.
Pantaleo Gianfreda
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