Un amico mi manda stamattina copia di un articolo pubblicato sull’odierno “Quotidiano di Lecce”.
Titolo: “Ufficio postale chiuso per le ristrutturazioni. Ci sarà la sede mobile, nessuna interruzione” a Surbo.

Poco dopo un cittadino scrive un breve commento su questo blog (“Giusto per la cronaca Pantaleo…senza parole…”) con allegato il link ad un articolo di ieri del corrieresalentino.it (cliccare su articolo).
Titolo:
Se avete letto l’articolo, avrete appreso che la comunicazione di Poste Italiane al Comune di Surbo di chiusura di quell’Ufficio Postale risale a marzo, quasi “in contemporanea” con quella al Comune di Collepasso.
Solo che il sindaco di Surbo “si è dato da fare”, come avevamo proposto in tanti al sindaco di Collepasso, e oggi può dichiarare soddisfatto: “Abbiamo ritenuto doveroso farci portavoce delle esigenze della cittadinanza e ringraziamo Poste Italiane per aver compreso la necessità di trovare una soluzione organizzativa che evitasse disagi ai cittadini e mantenesse i servizi essenziali nella nostra comunità. Un risultato concreto che testimonia come, attraverso il dialogo istituzionale e la collaborazione, si possano trovare soluzioni efficienti anche nei momenti di transizione”.
Cosa diranno ora, dopo questo e precedenti e analoghi risultati in altri Comuni, gli strenui e ciechi (e, per la verità, sempre di meno) “difensori d’ufficio” della sig.ra Manta?!?
Il diverso risultato per i due Comuni è sotto gli occhi di tutti e sarebbe inutile fare altre considerazioni e spendere ulteriori parole, data la testardaggine della “ciuchina” e dei ciechi “ciuchini” che le “ragliano” dietro…
…. “quandu lu ciucciu nu’ bbole cu bbie, magari ca fischi”, recita un antico e saggio detto salentino!
Vorrei, invece, spendere un po’ di parole per alcuni facebookers che hanno scritto commenti inverosimili e spropositati ad un’innocua e ironica vignetta riferita alla chiusura dell’Ufficio Postale di Collepasso con conseguente “trasferimento” del servizio a Parabita, che ho postato il 30 aprile su facebook dopo i miei articoli che rilevavano l’evidente passività e arrendevolezza della Manta nei confronti di Poste Italiane e i gravi disagi provocati ai cittadini collepassesi.

In un “paese normale” tutti avrebbero sorriso per questa simpatica e innocua vignetta, come sicuramente avranno sorriso la stragrande maggioranza degli oltre sei mila followers che hanno visualizzato il post.
C’è anche, però, chi non è riuscito né ha voluto sorridere (… forse perché non sa sorridere o per partito preso o per paura del riso o per imperscrutabili ragioni psico-fisiche…) e di fronte a certe vignette ironiche si lancia in “intemerate” fuori luogo, spropositate, senza senso e logica. Non è da escludere che qualcuno lo abbia fatto su “direttive superiori” per tentare di arginare il riso cui inducono certe vignette quando sono indirizzate soprattutto verso “personaggi in vista” (anche se i veri “personaggi” hanno notoriamente anche la capacità di sorridere e ridere di se stessi).
Da sempre il potere, soprattutto quello autoritario, ha paura del riso. Spesso l’ironia “stronca” più di mille parole e il riso risulta talora strumento letale per il potere.
Ricordate il monaco cieco Jorge da Burgos nel film “Il nome della rosa” tratto dal romanzo del grande Umberto Eco?
A proposito, Eco diceva che “I social danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel” … amara verità!
Il monaco Guglielmo da Baskerville, interpretato nel film da Sean Connery, scopre che l’assassino è proprio Jorge da Burgos, che aveva ucciso gli altri monaci con il veleno che aveva messo sul “libro proibito” di Aristotele (il secondo della Poetica) dedicato al riso e alla comicità proprio per impedire che venisse letto, convinto com’era che il riso e la comicità fossero pericolose, in grado di sovvertire l’ordine e il controllo delle autorità. Jorge odia il riso e la derisione perché li teme e perché il riso cancella la paura e questo è per lui inammissibile. Per un conservatore e reazionario come il monaco Jorge da Burgos, un clima di paura serve perché deve conservare inalterato lo stato delle cose.

Fanno riflettere, pertanto, i nostrani Jorge da Burgos che in buona o cattiva fede (e al netto dei pochi e incorreggibili “buzzurri” che “le sparano” per “imbecillità congenita”) hanno scritto commenti piuttosto estemporanei e fuori luogo sotto una vignetta ironica, innocua e certamente non offensiva. Anche loro hanno paura del riso e dei suoi effetti?!?
Io stesso, che pur ho “fatto il callo” alle tante idiozie che circolano e si scrivono su facebook, sono rimasto sorpreso da reazioni così spropositate e sproporzionate che mi hanno indotto a fare alcune amare riflessioni.
C’è da tempo un brutto clima a Collepasso. Un clima di paura e condizionamenti, di intimidazioni e minacce, di “sei con me o contro di me” alimentato da primari personaggi della politica. Non è un “bel sentire” amministratori che arrivano a intimorire i cittadini con telefonate aggressive, intimazioni di “stare alla larga” da persone a loro non gradite, “ordinanze” di cancellazione di innocui “mi piace” sui profili di avversari o di commenti critici persino su qualche gruppo social “di regime”, ecc. ecc.
A differenza dei sedicenti “paladini” della democrazia, personalmente non mi sono mai permesso di riprendere nessuno per commenti talora persino astiosi nei miei confronti e qualcuno, a quanto pare, ne approfitta per aizzare i “poveri di spirito” a scrivere “spiritosaggini” senza capo né coda… ma tant’è!
Riporto di seguito gli screenshot di questi commenti a quell’innocua vignetta del 30 aprile perché, a distanza di tempo, gli autori rileggano se stessi con più distacco e minore acredine e si rendano conto delle reazioni e delle stupidaggini che spesso si scrivono “d’impeto” sui social per pregiudizi e asti personali o per piaggeria e cortigianeria verso il potere o… per pura stupidità. Che senso hanno commenti così astiosi e non sense con quell’innocua vignetta?!?
… è proprio vero… “… pensavo che l’intelligenza potesse prevalere…”, ma “siamo ormai alla frutta…”, caro Carlo!
Pantaleo Gianfreda
Post scriptum
Ho preferito, sebbene non obbligato, oscurare i nomi di questi “baldi” commentatori e “leoni da tastiera”… mi auguro che riflettano!
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