Probabilmente dovrà ringraziare Sant’Antonio e, soprattutto, l’obbligo del casco se oggi è ancora vivo l’uomo, un 46enne di Collepasso, che oggi si è “sfracellato” con la moto contro un palo della Pubblica Illuminazione.
La dinamica del pauroso e grave incidente accaduto a metà mattinata, verso le 10.30, sembrerebbe, infatti, non lasciare adito a dubbi circa la velocità sostenuta con cui il centauro percorreva la salita di via Roma verso Parabita.
A quanto pare, mentre cercava di sorpassare un’auto a velocità sostenuta e forse anche a causa delle precarie condizioni del manto stradale, l’uomo perdeva il controllo del mezzo che “si fiondava” velocemente contro un palo della luce e lo piegava, mentre lui veniva sbalzato ad oltre dieci metri di distanza, esangue sull’asfalto.
Sul luogo intervenivano immediatamente la Comandate e un’Agente della Polizia Locale, successivamente raggiunte dal Comandante e Vicecomandante della Stazione dei Carabinieri, oltre un’autoambulanza del 118 che provvedeva a trasportare subito l’uomo presso l’Ospedale di Casarano.

Nonostante la gravità dell’incidente, i traumi e le fratture riportate agli arti superiori e inferiori, l’uomo sembra essere fuori pericolo, salvato proprio grazie al casco.

Pantaleo Gianfreda
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2 commenti su “Pauroso (e solitario) incidente di un centauro 46enne sulla salita di via Roma: sbatte con la moto contro un palo e lo abbatte”
Non ci sono soldi per i semafori, per telecamere, per autovelox, per dossi, … pe nenzi. Ma lampu per le serate jazz, pe lu teatru e pe li sciocareddrhi se trovane sempre. Sindaca, facimu na cosa: li mintimu nui, facimu la colletta basta ca la spicciamu
a sentir parlare la nostra amministrazione, la frequenza degli incidenti che si verificano a collepasso, è normale. Anzi parrebbe quasi che ci sia una “esagerazione”, causata di chi, sui social network o sui mezzi di informazione, ne parla, crea clamore, e quindi enfatizza gli incidenti, per motivi politici. Anche chi della politica se ne frega, basta che si lamenti di qualcosa e diventa suo nemico politico. Poveri noi. Poveri i nostri figli, in che paese li stiamo facendo crescere.
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