“Siamo veramente disperati ed economicamente a pezzi. Abbiamo dovuto sospendere il mutuo già un anno fa e ora rischiamo di perdere l’appartamento. Abbiamo due figli minori e chiediamo soltanto che chi ha il potere di poterci aiutare trovi una soluzione immediata”.
A parlare ed invocare aiuto è Caterina, proprietaria con il marito Gabriele di un appartamento a Collepasso nello stabile ex Edil Puscio di via Veronesi/via Volta, in cui da quasi quattro anni abitano senza alcun titolo due conviventi, M.G.G., 38 anni, e M.G.C., 20 anni.

Nonostante ripetuti solleciti, i due non intendono lasciare l’appartamento ai legittimi proprietari, costretti ad affittare un appartamento in un Comune vicino.
La vicenda è abbastanza nota. È stata persino portata alla ribalta nazionale il 2 e 9 aprile u.s. da Rete 4 in due servizi che hanno “sbattuto” la nostra comunità in prima pagina con immagini “da Bronx” e atteggiamenti molto discutibili, se non addirittura rivoltanti e arroganti, degli inquilini abusivi.
Per rivedere i due servizi, cliccare su Fuori dal coro 2 aprile e Fuori dal coro 9 aprile.
I servizi televisivi ci hanno fatto vergognare di essere collepassesi e dato della nostra comunità un’immagine devastante. Eppure nessuno ha alzato un dito per prendere le distanze dalle squallide “esibizioni” televisive degli abusivi e difendere la dignità e il buon nome di Collepasso. Nessuno, compresa la “sindaca”, così presente e debordante su facebook, ma stranamente latitante su questa clamorosa e imbarazzante vicenda.
Vi confesso quanto mi abbia impressionato ascoltare in Tv le stupide e squallide dichiarazioni dell’inquilino abusivo e vedere poi il ghigno compiaciuto del giornalista Mario Giordano, notoriamente “amico” dei meridionali!

Perché la Manta non ha dimostrato alcuna reazione?!? Avrà forse la “coda di paglia”?!?
Oltre una quindicina di giorni fa mi telefona un caro ed autorevole amico al quale Caterina si era rivolta per essere aiutata, vista la latitanza della sindaca che, pur avendo responsabilità nella vicenda, si nega alle continue telefonate della donna. Si sente anche lui impotente, nonostante la sua autorevolezza, e mi chiede se sia possibile avere un incontro con Caterina per scrivere della vicenda. Non mi sottraggo, sebbene ci tenga a chiarire che non è mia intenzione rinfocolare una “guerra tra/contro poveri”, considerato il contesto di degrado sociale e familiare in cui si inserisce questa incredibile vicenda. Appaiono, però, evidenti, al di là di aspetti legali che competono ad altri, le ragioni morali e umane di chi ha subito un grave torto.
Caterina è una giovane donna di buon portamento e modi cortesi, ma è disperata ed esasperata da questa annosa e irrisolta vicenda. Nonostante tutto, è combattiva e non si rassegna. Chiede solo giustizia e la restituzione dell’appartamento nel quale da anni vivono abusivamente due inquilini.
Quando, quattro anni fa, Caterina e Gabriele promisero l’appartamento a M.G.G., che all’epoca viveva con due figli minori e conviveva con un soggetto poco raccomandabile (poi arrestato), commisero ingenuamente l’imprudenza di consegnarle le chiavi. M.G.G. e l’allora compagno volevano, così dissero, procedere alla tinteggiatura delle pareti prima di stipulare il contratto e prendere possesso dell’abitazione. Da allora, però, ci sono rimasti stabilmente, non se ne escono più né pagano l’affitto. Tanto che, risultati inutili diversi solleciti telefonici, si rivolgono ad un legale che invia ai due abusivi una raccomandata, mai ritirata dai destinatari.

Nel frattempo i Servizi sociali, che da tempo attenzionano la famiglia, decidono l’allontanamento dal nucleo familiare dei due figli minori di M.G.G. e la loro collocazione in una Casa famiglia, dove attualmente si trova ancora il figlio minore, mentre la primogenita viene congedata al raggiungimento della maggiore età.
La vicenda assume poi risvolti grotteschi, che sarebbe lungo elencare. Ne cito solo due.
Comportandosi come fossero proprietari di “roba altrui”, i due inquilini svuotano l’appartamento e mettono in vendita i mobili. Venuti a conoscenza, Caterina e Gabriele presentano nel novembre scorso denuncia per appropriazione indebita ai Carabinieri. Riescono a recuperare una parte minima dei loro mobili grazie all’intervento della Comandante P.L. Maria Grazia Esposito e alla disponibilità della madre di M.G.G. presso la cui abitazione era stata portata parte dei mobili. Anche il Comandante e il Vicecomandante della Stazione dei Carabinieri, Tricarico e Marciante – dice Caterina – sono stati sempre disponibili e attenti a seguire il caso, avendo, però, le “mani legate” da vigenti norme di legge.
L’assurdo, poi, è che dal giugno di quest’anno è in atto un pignoramento presso terzi per le spese condominiali e di ristrutturazione che “avremmo regolarmente pagato”, dice Caterina, “se non avessimo dovuto utilizzare tutti i nostri risparmi per pagare tre anni di mutuo e spese legali”.

La cosa strana dell’intera vicenda è che il Comune di Collepasso ha concesso agli abusivi la residenza in quell’appartamento già da alcuni anni. Una decisione illegittima e contro legge poiché il Comune non poteva procedere alla concessione della residenza in mancanza del contratto di affitto o analogo atto possessorio.
Chi e perché ha compiuto, ispirato o sollecitato quest’atto illegittimo?!?
Un “giallo” sinora irrisolto e sulle cui responsabilità non è stata ancora fatta luce.
E qui entra in ballo la figura e le responsabilità del sindaco, al quale la legge attribuisce le funzioni di ufficiale di Stato civile e Anagrafe, per cui responsabile dei servizi o dei disservizi resi.
Oltre ad essere sindaco e avvocato, la Manta è anche delegata a Welfare e Servizi sociali, avendo mantenuto per sé tutte le deleghe dell’ex assessore Eliana Vantaggiato, nonché titolare della delega al Contenzioso.
Per memoria ricordo che proprio la differente concezione della gestione dei Servizi sociali tra sindaca e assessore e i diversi scontri che ne seguirono furono tra le cause principali nel gennaio 2023 delle dimissioni della Vantaggiato.
La Manta, pertanto, ha un ruolo determinante e quasi esclusivo nella soluzione della querelle sia per essere sindaco sia, soprattutto, per le deleghe di cui è titolare (Servizi sociali e Contenzioso).
I due inquilini, nonché le loro famiglie originarie, sono seguiti da anni dai Servizi sociali e sono stati al centro di eclatanti fatti di cronaca, l’ultimo appena un anno fa, il 7 ottobre 2024, di cui parlò l’intera stampa della provincia (cliccare su articolo).

Chi meglio di lei, pertanto, avrebbe potuto e potrebbe dare una soluzione equa all’annosa e intricata vicenda?
È per questo che Caterina e Gabriele contattano la sindaca ed espongono la problematica.
“Per alcuni mesi”, dice Caterina, “la sindaca assieme ai servizi sociali ci riferivano che cercavano di convocare M.G.G. per trovare una soluzione. Da parte sua, però, non è giunto mai alcun riscontro. Poi non ha più risposto alle nostre chiamate né ai messaggi quando le abbiamo chiesto gentilmente e ripetutamente un incontro”.

Nel nostro incontro Caterina mi mostra gli ultimi due messaggi whatsapp inviati solo pochi giorni prima. La Manta risponde al primo dichiarandosi nell’immediato indisponibile poiché “convalescente” ed esprimendo la sua disponibilità non appena si fosse ripresa. Passano pochi giorni e Caterina le reinvia un nuovo messaggio, ma la sindaca, già tornata alle sue funzioni, non si degna nemmeno di rispondere.
Perché la Manta è latitante, non risponde e non si è mai seriamente attivata per la soluzione di un’annosa e assurda situazione che non può essere certo derubricata solo a “lite tra privati”, coinvolgendo la sua funzione di sindaco, di responsabile di Servizi sociali e Contenzioso e persino la sua figura di avvocato?!?
Da una parte c’è una coppia con figli minori in gravi difficoltà economiche a seguito dell’“esproprio” del loro appartamento da parte di due abusivi seguiti dai Servizi sociali; dall’altra c’è un Comune responsabile di un atto illegittimo quale la concessione della residenza a due abusivi; dall’altra ancora un sindaco che nella sua funzione è responsabile dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini e, pertanto, considerati i precedenti ed il contesto sociale, di possibili e imprevedibili “atti inconsulti” dei soggetti interessati e persino dell’incolumità dell’affittuaria abusiva, che ha subito continue violenze da parte del giovane convivente.
Perché allora non esercita sino in fondo e con decisione il ruolo e le funzioni cui è chiamata e per cui è profumatamente pagata da tutti noi cittadini?!? Che ci sia qualche risvolto sinora sconosciuto e/o qualche perverso intreccio di interessi?!?
Sembrerebbe proprio di sì.
Sono venuto casualmente a conoscenza di un procedimento penale nei confronti di tre donne per una grave aggressione avvenuta il 5 dicembre 2023 presso gli appartamenti di via Volta/via Veronesi. Nell’occasione, secondo quanto riporta l’atto di citazione a giudizio, la madre dell’inquilino abusivo, che abita nell’appartamento sottostante, si rese responsabile, in concorso con altre due, di percosse, lesioni personali e minacce gravi nei confronti della madre dell’inquilina abusiva e della stessa inquilina.
Tutte e cinque le donne, aggredite e aggreditrici, sono “attenzionate” dai Servizi sociali e ricevono a vario titolo assistenza dal Comune. La madre dell’inquilino abusivo, poi, riceve ripetuti contributi assistenziali.
In questa palese “guerra tra poveri”, che fa la Manta?
… assume come avvocato la difesa di una delle aggreditrici, la madre dell’inquilino abusivo, alla quale vengono contestati dal giudice i reati più pesanti di percosse, lesioni personali e minacce gravi.
Invece di essere super partes, come la obbliga la funzione di sindaco e di assessore al ramo, sceglie, come suo solito e senza porsi problemi di opportunità, di essere “di parte”, avvitandosi in un perverso intreccio tra interessi pubblici e interessi privati e traendone un’evidente “utilità” personale e professionale.
Un “intreccio perverso” che pone seri interrogativi su un possibile conflitto di interessi o su probabili violazioni di norme sulla trasparenza amministrativa e/o su possibili incompatibilità e persino su possibili interessi privati in atti d’ufficio. Naturalmente spetta ad altri rispondere, chiarire o sciogliere questi interrogativi.
Ora io non so se la decisione dell’avv. Manta di assumere la difesa di una persona che usufruisce dell’assistenza e dei contributi dei Servizi sociali, di cui è titolare e responsabile politico-amministrativa, sia legittima o violi le norme del Codice deontologico dell’Ordine degli Avvocati o altre norme di legge.
Aggiungo, per dovere di cronaca, che le due aggredite hanno poi rimesso la querela e il procedimento penale si è chiuso. Rimane, però, agli atti la difesa incautamente assunta dall’avv. Manta e, al di là di eventuali violazioni di norme deontologiche e/o penali, appare evidente ed eticamente esecrabile la commistione tra interessi pubblici e privati.
Può il Capo di un’Amministrazione che ha erogato e continua ad erogare servizi e contributi assistenziali ad una persona che si rende responsabile di gravi reati assumere la sua difesa in qualità di avvocato contro un’altra persona anche lei seguita dai Servizi sociali, ma che da tempo viene, guarda caso!, discriminata, nonostante il suo palese stato di necessità?!?
Ho la netta impressione che dietro la gestione dei Servizi sociali (e non solo), soprattutto nell’erogazione dei contributi assistenziali, si nasconda un vero e proprio “verminaio” che i consiglieri di opposizione farebbero bene a scoperchiare e la Manta a chiarire… d’altronde, “Follow to money… ” … “Segui i soldi…”, diceva Giovanni Falcone, inaugurando un efficiente metodo di lotta alle mafie.
“Follow to money… ” anche nel nostro piccolo se si vogliono capire e scoprire certi malsani metodi di gestione del denaro pubblico e anche di certo “spontaneo” (!!!) consenso politico-amministrativo che si manifesta, talora spudoratamente, persino sui social.

In conclusione, alla luce delle vicende descritte e degli interrogativi posti, pare di capire perché la sindaca Manta, nonché “advocata peccatorum” e delegata ai Servizi Sociali e al Contenzioso, “scappa” e non risponde ai due poveri proprietari Caterina e Gabriele “espropriati” da quattro anni del loro appartamento da due abusivi… forse per la vergogna… forse per tutelare e coprire qualche suo cliente… forse per altro?!?
La Manta, nella sua qualità di sindaco, ha il dovere di riacquistare la doverosa imparzialità e la dignità della sua funzione, di avviare iniziative responsabili e dare risposte immediate, serie e concrete a Caterina e Gabriele prima che tutta la vicenda “tracimi” e prenda “altre strade”.
Pantaleo Gianfreda
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4 commenti su “La disperazione di Caterina “espropriata” da quattro anni del suo appartamento da due abusivi. I silenzi, le ambiguità, i conflitti d’interesse e le responsabilità della Manta”
Mi chiedo, tuttavia, come mai questi proprietari anziché andare in Tribunale per fare valere le proprie ragioni, come è la prassi, si rivolgono ai giornalisti, la televisione. I diritti si fanno valere davanti al Giudice e non dai giornalisti.
Forse lei non vive in Italia, perché qui la realtà è ben diversa. Viviamo in un paese incivile dove far valere le proprie ragioni in tribunale costa tempo e tanto denaro. E questa vicenda, in un paese davvero civile, non sarebbe mai arrivata a questo punto: se fossimo cittadini civili, rispettosi delle regole, non servirebbe né il giudice né il giornalista.
Come? La sindaco dice di aiutare i veri proprietari dell’immobile e poi facendo l’avvocato e pensando ad avere un cliente nel svolgere la sua professione va a difendere chi ha occupato la casa abusiva? Noooo, non ci posso credere. Un po’ di umanità sindaco! Ma conosci questa parola? Fermati sindaco dimettiti non fare altro danno. Bloccatela !!!!!
Dio mio! Ma che sta combinando la sindaco Laura Manta? Suggerirei di andare a fondo al caso. Qua c’è qualcosa di veramente sporco altro che Sannicola. Spero che l’opposizione e magari inviterei la consigliera Eliana Vantaggiato a capire l’imbroglio che sta nuovamente avvenendo nel nostro piccolo paese.
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