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Non può cadere nel dimenticatoio né passare inosservata una deprimente e sgradevole vicenda istituzionale accaduta a Collepasso proprio la mattina dei funerali di Papa Francesco.

Una vicenda non solo deprimente e sgradevole, ma anche incomprensibile ed assurda, vergognosa per le istituzioni locali, umiliante per l’intera comunità e, al contempo, emblematica del bassissimo livello di civiltà e rispetto che connota i massimi vertici istituzionali locali.

Sabato 26 aprile, alle ore 10.00, mentre in piazza San Pietro si celebravano i solenni funerali dell’amato e compianto Papa in diretta televisiva e alla presenza di centinaia di migliaia di persone e di tantissimi leaders mondiali, a Collepasso, nello stesso giorno e nella stessa ora, si svolgeva il Consiglio comunale. Un Consiglio tenuto in vigenza del lutto nazionale proclamato per cinque giorni (22-26 aprile) dal Consiglio dei Ministri in segno di rispetto per il Pontefice scomparso.

I funerali di Francesco, l’emozione del mondo, il lutto nazionale e lo sgradevole Consiglio svoltosi in contemporanea a CollepassoI funerali di Francesco, l’emozione del mondo, il lutto nazionale e lo sgradevole Consiglio svoltosi in contemporanea a CollepassoDei circa 8mila Comuni italiani, quello di Collepasso era certamente l’unico Comune in tutta Italia a svolgere un Consiglio comunale in contemporanea con le esequie papali e il lutto nazionale.

Un’assoluta mancanza di rispetto per il Papa… e che Papa!

I funerali di Francesco, l’emozione del mondo, il lutto nazionale e lo sgradevole Consiglio svoltosi in contemporanea a CollepassoUna doverosa premessa. Il Consiglio comunale era stato convocato in prima convocazione per giovedì 24 aprile, alle ore 16.30 e in seconda convocazione per sabato 26 aprile alle ore 10.00. Nella seduta del 24 aprile sindaco e maggioranza, però, non si erano presentati in Consiglio, avendo deciso di recarsi a Racale per partecipare ai funerali del consigliere regionale Donato Metallo, deceduto due giorni prima per grave malattia. Una decisione personale legittima, ma politicamente gestita “da cani” da sindaco e presidente del consiglio. La prematura scomparsa di Metallo a soli 44 anni aveva colpito l’intera comunità salentina e regionale e noti rapporti legavano il consigliere regionale all’attuale amministrazione. Bastava che la presidente del consiglio convocasse lo stesso 22 aprile o il giorno seguente la conferenza dei capigruppo per decidere insieme una nuova data del Consiglio o, motu proprio, data la straordinarietà degli eventi, revocasse quella convocazione e fissasse una nuova data, alla luce sia dei funerali di Metallo nel pomeriggio del 24 aprile sia di quelli di Papa Francesco per la mattina del 26 aprile.

L’evidente “difficoltà ad avere rapporti sereni, educati, pacifici e soprattutto competenti”, come dirà poi freudianamente la Manta parlando certamente di se stessa, impediva, però, che prevalesse il buon senso e la correttezza istituzionale.

Nel pomeriggio del 24 aprile sindaco, presidente del consiglio e maggioranza non si presentavano in Consiglio né giustificavano la loro assenza con comunicazione ufficiale al segretario comunale, alle Forze dell’Ordine, ai consiglieri. La stessa sera, vista la latitanza formalmente ingiustificata della maggioranza, i consiglieri di minoranza chiedevano il rinvio della seduta del 26 aprile, giorno dei funerali di Papa Francesco, e la fissazione a breve di una nuova data. Nonostante le giuste richieste dei consiglieri, né la presidente del consiglio Maria – senza alcuna – Grazia Malorgio né la sindaca Laura – fuori da ogni grazia – Manta avvertivano, però, la sensibilità e il dovere di accogliere la richiesta e si presentavano alla seduta mattutina del 26 aprile, dove la minoranza reiterava la richiesta di rinvio per rispetto verso i contestuali funerali di Papa Francesco, salvo poi abbandonare doverosamente l’aula per rispetto verso il Papa e protesta verso la maggioranza.

I funerali di Francesco, l’emozione del mondo, il lutto nazionale e lo sgradevole Consiglio svoltosi in contemporanea a Collepasso
Panoramica dall’alto dei funerali di Papa Francesco

La “marionetta” che formalmente presiede il Consiglio (bastava vedere, anche in questa occasione, chi indebitamente occupava la “postazione” centrale che dovrebbe toccare al presidente del consiglio…) motivava il mancato accoglimento del rinvio con sfacciata ipocrisia, tecnicismi e leguleismi, leggendo un “foglietto” (“farina del sacco” di chi?!?).

I funerali di Francesco, l’emozione del mondo, il lutto nazionale e lo sgradevole Consiglio svoltosi in contemporanea a Collepasso
Consiglio comunale del 26 maggio con i banchi deserti delle opposizioni

Tralascio le penose e blasfeme “lacrime da coccodrillo” versate da questa “Maria senza Grazia”, che goffamente invocava persino luminose parole di Francesco per giustificare l’offesa contro… Francesco! Adduceva poi motivazioni tecniche secondo cui il Rendiconto della gestione per l’esercizio 2024, che era al terzo punto all’ordine del giorno, andava approvato inderogabilmente entro il 30 aprile, come prevede la legge. E chi e cosa impedivano di spostare il Consiglio al 30 aprile?!?

Sarebbe un po’ lungo (e difficile per i non addetti ai lavori e, soprattutto, per i “cortigiani/e” della cricca dominante) argomentare l’infondatezza delle motivazioni addotte. Rinvio, pertanto, per chi ha voglia, alla lettura degli artt. 227 c. 2 bis e 141 c. 2 del Dlgs. 267/2000 (Testo Unico Enti Locali).

A parte che sarebbe bastata anche la semplice notifica ai consiglieri entro il 30 aprile della convocazione di un nuovo Consiglio (da tenere anche nei primi giorni di maggio) per dimostrare al Prefetto la volontà di approvare il Rendiconto 2024; nel caso peggiore il Prefetto avrebbe, comunque, assegnato ai consiglieri comunali “un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione”, come prevede l’art. 141 Tuel!

Ignoranti o in malafede questi amministratori che si ergono persino a “maestri… di ignoranza”?!? Ambedue.

Ad alcuni, però, forse sarà sfuggita la vera motivazione, tra le tante fasulle e senza senso, che ha spinto la maggioranza a svolgere il Consiglio proprio nei momenti del funerale di Papa Francesco, verso il quale hanno dimostrato di non avere alcun rispetto e considerazione (… d’altronde, appare chiaro che una “guerrafondaia” come Laura Manta non apprezzasse molto le prese di posizione in favore della pace di Francesco)… rispetto e considerazione che invece hanno voluto dimostrare verso altri personaggi minori e persino irrilevanti.

Ad esempio, verso il consigliere Giovanni De Luca, apparentemente “uomo forte” della maggioranza essendo contemporaneamente capogruppo di maggioranza e segretario del circolo Pd.

Non è stato possibile il rinvio, ha detto la Maria senza Grazia nel suo intervento, “per rispetto anche dei consiglieri che si spostavano giovedì da fuori per venire in Consiglio…”.

… e chi erano tutti questi consiglieri? Uno solo, Giovanni De Luca.

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La maggioranza nel Consiglio del 26 maggio: in primo piano il cons. De Luca

Il buon Giovanni in realtà ‘nnu muscia e ‘nnu ruscia, come dicevano i vecchi, cioè “non esiste” politicamente né amministrativamente (attendiamo ancora dopo quasi quattro anni di sentire la sua voce). È solo una povera “pedina” nelle mani della Manta. Tra l’altro è da mesi lontano da Collepasso e risiede per lavoro nel Nord Italia, pur continuando a rivestire il doppio ruolo di capogruppo e segretario Pd di Collepasso…. che aspetta a dimettersi, almeno per dignità personale?!?

Il consigliere ormai si trovava a Collepasso e doveva giustificare trasferta e relativo rimborso.

Veramente da vergognarsi… nessun “rispetto” per un Uomo di grande rilevanza mondiale come Papa Francesco, per il suo immenso esempio e la sua grande testimonianza cristiana e umana… “rispetto”, invece, per un uomo politicamente “piccolo piccolo” e per meschine esigenze della maggioranza.

Che vergogna… una vergogna che soprattutto la Manta cerca di coprire con “alte grida”, offese e attacchi gratuiti alle minoranze, soprattutto all’odiata consigliera Vantaggiato, falsità, elucubrazioni, arroganza.

… e a proposito di vergogna… le fallimentari manifestazioni a Collepasso del 25 aprile, Giornata della Liberazione nazionale dal nazifascismo, organizzate dalla Manta e le sue assurde e vergognose dichiarazioni nello stesso Consiglio del 26 aprile devono far riflettere… ma questo sarà argomento di un altro articolo.

Intanto, se avete voglia e tempo, ascoltate la diretta della prima mezz’ora circa del Consiglio comunale del 26 aprile… se avete un minimo di cultura o anche solo di sensibilità democratica e istituzionale rimarrete sconcertati dalle enormi “trumpate” di Laura Manta che ha sprofondato e sta sprofondando sempre più le istituzioni locali ad un “livello bassissimo”… mai così basso, a mia memoria, negli ultimi cinquanta anni di vita politica e amministrativa.

Pantaleo Gianfreda


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