Ritorno doverosamente sulla vicenda della chiusura per cinque mesi dell’Ufficio Postale di Collepasso in considerazione del vasto clamore che ha suscitato tra i cittadini la notizia pubblicata ieri da questo blog.
Vi ritorno anche perché molte cose non “quadrano”.
La sindaca Manta ha informato solo due giorni fa della chiusura dell’Ufficio “dal 29 aprile all’11 settembre”, utilizzando, tra l’altro, come strumento informativo, non i canali ufficiali istituzionali (sito internet e pagina facebook del Comune), ma il proprio profilo facebook personale, come se le informazioni di carattere istituzionale fossero “cose private”.
Purtroppo, però, tanti cittadini, recatisi ieri, lunedì 28 aprile, alla Posta hanno trovato gli uffici chiusi “in anticipo” e un avviso, appena visibile, di “chiusura temporanea per organizzazione interna”.
Una vera e propria presa in giro a danno di tanti cittadini che notoriamente, essendo il lunedì giorno di mercato proprio nel piazzale delle Poste, recandosi al mercato ne approfittano anche per recarsi alla Posta.
Una prima domanda: il sindaco era a conoscenza della chiusura di lunedì 28 aprile e il direttore del locale Ufficio Postale aveva concordato con il sindaco la chiusura temporanea dell’Ufficio, considerato che ai sensi dell’art. 54, c. 6 del Testo Unico degli Enti locali (D.lgs. 267/2000), “… quando a causa di circostanze straordinarie si verifichino particolari necessità dell’utenza o per motivi di sicurezza urbana, il sindaco può modificare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, d’intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio”?!?
Nonostante la nota anarchia che connota la vita cittadina, in cui spesso ognuno fa quello che gli pare e piace (cominciando dalla stessa sindaca) senza alcun rispetto per basilari regole e norme della vita civile e sociale, non posso pensare che il direttore delle Poste non abbia avvertito il dovere di informare preventivamente il sindaco della decisione di “anticipare” al 28 aprile la chiusura dell’Ufficio Postale.
Se così fosse due sono le ipotesi: o il responsabile di un servizio pubblico, qual è il servizio postale, ha dimostrato di non avere alcun rispetto e considerazione per la massima autorità locale oppure la massima autorità locale ha taciuto la circostanza ai cittadini.
Inoltre, il sindaco era già a conoscenza sin dal 15 aprile (forse anche prima) della volontà della società di chiudere l’Ufficio Postale e lo stesso Direttore aveva fatto affiggere il 17 aprile all’ingresso delle Poste un avviso, sempre appena visibile, in cui avvertiva della “chiusura temporanea” per cinque mesi.

Dal 15 aprile quali azioni serie, concrete e incisive ha svolto la Manta per dissuadere Poste Italiane dal chiudere l’Ufficio Postale senza aver prima individuato insieme valide soluzioni alternative in loco capaci di evitare inevitabili, lunghi e costosi disagi ai cittadini, soprattutto a quelli più anziani?
Scrive la Manta di aver proposto a Poste Italiane di “installare un container in sostituzione della postazione fissa o in alternativa di individuare un immobile in cui trasferire momentaneamente gli uffici postali” … proposta logica ed encomiabile… ma – e qui “casca l’asina” – di fronte al diniego di Poste Italiane ne accetta per buone e senza colpo ferire le motivazioni verbali.
Scrive, infatti: “Poste Italiane mi ha riferito di non poter accogliere tali mie istanze poiché sia i container che qualsiasi altro immobile da prendere in locazione, sarebbero dovuti essere adeguati con vetri antisfondamento, griglie e con ogni altro sistema di sicurezza di difficile attuazione soprattutto nell’ immediato”.
Non sia mai che questa sindaca, sempre prona ai potenti e pronta a prendere per oro colato tutto quello che le propinano, osi obiettare a Poste Italiane che se l’installazione di un container è “di difficile attuazione soprattutto nell’immediato” per le motivazioni addotte, altrettanto “di difficile attuazione soprattutto nell’immediato” sarebbe stata la chiusura dal 29 aprile dell’Ufficio Postale di Collepasso senza una valida alternativa capace di evitare disagi ai cittadini. Un sindaco aveva ed ha il potere e “buone carte in mano” per convincere “con le buone o con le cattive” Poste Italiane a soprassedere momentaneamente alle sue decisioni sino a quando non si fosse trovata una soluzione equa e giusta per i cittadini.
Invece di importunare e infastidire cittadini con rozze telefonate o “avvertimenti” verbali similmafiosi, come cowboy con perenne “pistola fumante” in mano, per “convincerli” a togliere innocui “mi piace” su post facebook a lei poco graditi o “sgridarli” quando li vede in compagnia di propri avversari oppure a stare “fissa come una stoccafissa” a giocherellare con facebook per declamare favole e spargere menzogne… arte in cui eccelle… avrebbe fatto meglio a dimostrare uguale “grinta” e “cattiveria” nei confronti della potente Poste Italiane … ma si sa, la Manta “ruggisce” con i deboli e “pigola” con i potenti!
Avrebbe, ad esempio, avuto modo di contestare a Poste Italiane che, appena un anno fa, in analoga situazione decise di collocare a Tricase un container, grazie anche all’intervento di quel sindaco (cliccare su articolo).
Oppure, invece di “cazzeggiare” sempre su facebook trascurando di dedicarsi seriamente alla sua funzione di sindaco, avrebbe potuto fare personalmente o dagli uffici una veloce ricerca su google per scoprire che in casi analoghi Poste Italiane fornisce di norma in tutta Italia soluzioni alternative in loco, come container o simili.
Ad esempio, tra i tanti, nel Comune di San Gavino Monreale, provincia del Sud Sardegna, come annunciava il 10 marzo scorso un post sulla pagina facebook istituzionale di quel Comune (v. sotto) oppure nella frazione di Fornaci di Barga, in provincia di Lucca, il 5 marzo scorso (cliccare su articolo).
Sono solo alcuni esempi. Della vicina Ruffano ho già scritto ieri.
Allora, delle due l’una: o questa sindaca è solo una ciarlatana inconcludente incapace di difendere seriamente i suoi cittadini o Poste Italiane si fa beffe di una sindaca che ha capito essere solo ciarlatana e inconcludente.
Infine, chi garantisce che i lavori termineranno in cinque mesi e l’Ufficio Postale sarà riconsegnato entro l’11 settembre? Analoghe situazioni danno adito a dubbi e incertezze.
Senza andare troppo lontano, basta leggere quanto accaduto solo due mesi fa nel Comune salentino di Corsano, in cui Poste Italiane si era rifiutata, a differenza di quanto fatto in altri Comuni, di collocare un container (cliccare su articolo).
La “curiosità” di quest’ultima situazione sapete qual è? Che proprio il Pd, il partito della Manta, aveva annunciato raccolta di firme e manifestazioni di protesta contro i ritardi dei lavori dell’Ufficio Postale.
“Siamo preoccupati – dicevano i tesserati Pd nel preannunciare la manifestazione – delle tensioni sociali che si stanno manifestando, in relazione alla chiusura dello sportello di Corsano. Poste italiane non ha ritenuto necessario adottare misure alternative, come la collocazione di un container o di un camper. Non risulta fruibile nemmeno lo sportello Postamat. I cittadini sono esasperati, offesi, umiliati e trascurati. Chiediamo al Prefetto, alla Procura e alle altre autorità, di vigilare affinché l’interruzione di pubblico servizio venga rimossa immediatamente”.
“I cittadini sono esasperati, offesi, umiliati e trascurati” non solo a Corsano, ma anche a Collepasso.
Per cui, Laura Manta, “datti una mossa” e guadagnati “con il sudore della fronte” i 4mila ed oltre euro che costi mensilmente alle casse comunali, cioè a tutti i cittadini collepassesi!
Pantaleo Gianfreda
Leggi anche
Maxi sequestro di botti illegali da parte della Polizia di Stato in diversi Comuni del Salento, tra cui Collepasso. Cinque le persone denunciate
“Francesco e il Sultano. Il Mediterraneo, la fraternità, la pace”: sabato 7 novembre il 2° incontro di approfondimento culturale di Akàdemos con l’arcivescovo P. Francesco Neri
“Quotidiano”: “Derubato dei risparmi. Alì sui social: «Aiutateci comprando la piadina». Il 36enne pakistano e la moglie gestiscono un food truck. Dopo il furto in casa l’appello e sabato un concerto solidale”





7 commenti su “Chiusura Ufficio Postale per cinque mesi: è la Manta a prendere in giro i cittadini… Poste Italiane… o entrambi?!?”
Tonyrocco lei faccia quello che le dicono se ha bisogno dei suoi soldi si mette in auto e va a Parabita la Posta a Collepasso non serve è un di più e girano voci che forse non l’apriranno più si stanno attivando nuovi servizi dove si delega un consulente per andare a prelevare i proprio soldi e probabilmente se li spende pure
Egregio sunday mayor, se vuolete regalare i vostri soldi usando carte credito,siete libero di farlo senza dire al prossimo cosa devono fare, io i miei soldi me li voglio maneggiare a mio piacimento perché è l’unica moneta LEGALE.
E cosa ne facciamo dei pensionati? Li aiutiamo a utilizzare nuovi servizi, o li isoliamo e li abbandoniamo a loro stessl tanto non ci servono più. Tanto noi abbiamo la carta visa, chi non ce l’ha? Chi se ne frega!
Gli uffici postali sono un presidio sociale da preservare. PI sta attuando una strategia all’insegna del profitto, non è più un servizio e le persone sono spinte sempre di più a non fare comunità e “arraggiarsi” sempre più individualmente.
Rosalba
La Posta serve solo ai pensionati per andare a prendersi la pensione ogni primo del mese, ma la lasciassero e non rompessero i c****ni non entro in Posta da almeno 10 anni, imparate a farne a meno, a usare il Bancomat per i pagamenti e non far circolare soldi in nero.
Non avevo letto questo articolo ma ho avuto le stesse perplessità. Nulla di nuovo come risultato: appena si esce fuori dalla confort zone dell’apparire e dei suggeritori esterni, troviamo la fallimentare gestione della cosa pubblica di gente politicamente incapace!
Non bisogna andare troppo lontano per vedere quali uffici postali hanno soddisfatto i propri clienti e non sostituendo l’ufficio con dei container a MATINO
Una sindaca delle nullità…..
I commenti sono chiusi.