Flop di un’iniziativa politica, manipolazioni, mistificazioni, “manganellate”, ma… “la sventurata rispose”

Flop di un’iniziativa politica, manipolazioni, mistificazioni, “manganellate”, ma… “la sventurata rispose”

26 Febbraio 2024 Off Di Pantaleo Gianfreda
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Il caso non meriterebbe alcuna considerazione né perdita di tempo se non fosse per l’incorreggibile e persistente “vizietto” della “solita nota” nell’esagerare con ripetute e surreali esternazioni, con continue manipolazioni e mistificazioni.

Il “fatterello”, all’apparenza insulso, è, però, emblematico delle più complessive e generali azioni del soggetto.

Talora la nostra “Innominata”, versione female del più celebre “Innominato”, mi ricorda anche la figura di Gertrude, la “monaca di Monza” de “I Promessi sposi”. In particolare in quel significativo passaggio, così egregiamente descritto dal Manzoni, in cui la monaca diede avvio alla relazione con Egidio: “Costui… un giorno osò rivolgerle il discorso. La sventurata rispose”. Una risposta che fu causa di nefaste conseguenze.

Per la cronaca, Manzoni, nel presentare l’Innominato, così lo descrive: “… esser arbitro, padrone negli affari altrui, senz’altro interesse che il gusto di comandare; esser temuto da tutti… ne ridusse molti a ritirarsi da ogni rivalità, molti ne conciò male, molti n’ebbe amici; non già amici del pari, ma, come soltanto potevan piacere a lui, amici subordinati, che si riconoscessero suoi inferiori…”.

Guarda le coincidenze… par di riconoscere in questa descrizione la nostra “Innominato-female”!

… e veniamo al solito “vizietto” da cui scaturiscono le presenti considerazioni.

Non mi appassiona certo il “pollaio-facebook” di quella che ad alcuni/e appare essere una “gallina dalle uova d’oro” e che continua ad attrarre (sempre di meno) coloro che, per opportunismo (tanti) o sincera devozione (pochi), non hanno ancora inteso che le “uova” di quella “gallina”, nonostante la presenza di qualche “capone”, non sono per niente “d’oro”, ma solo dipinte d’oro. Cioè, false e  contraffatte dall’immaginifica e mistificatoria narrazione dell’abile illusionista e dalle surreali e fantasmagoriche idiozie che ci racconta quotidianamente, su cui ci sarebbe da scrivere ogni giorno se non ci avessimo ormai “fatto il callo” da tempo.

Succede stavolta che la “sventurata” organizzi, il 22 febbraio, con notevole “grancassa” e inviti “urbi et orbi” un incontro politico pubblico del suo Pd alla presenza di un “gran capone”, chiamando a raccolta persino dirigenti e popolo di paesi vicini. Succede, poi, che il “popolo” diserti il gran “raduno antipontida”.

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Insomma, un flop. Può succedere.

L’“Innominato-female”, però, abituata a raccontare favole e frottole ad “uso e consumo” degli “allocchi”, scrive i soliti slogan e chiacchiere social sull’incontro e pubblica persino una foto che farebbe immaginare una massiccia presenza di “teste di popolo” all’incontro e così lo “pennella”:

Non è la prima volta né forse sarà l’ultima che la “sventurata” usa un metodo comunicativo manipolatorio, mistificatorio, autoesaltante e, all’apparenza, persino seducente.

Sull’anomala gestione della comunicazione e della propria immagine da parte del soggetto, sarebbe interessante acquisire qualche studio o ricerca di esperti in comunicazione, sociologi, psicologi e persino clinici, che ci spiegassero, ad esempio, il fenomeno della “simulazione della realtà e del consenso attraverso i social” da parte di certi politicanti.

Nel caso specifico, la foto cerca di nascondere la realtà di una sala quasi totalmente vuota.Eran trenta (non trecento)… eran giovani e forti…”… ma solo iddhri erane!

Nonostante ciò, imperturbata scrive: “La politica che incontra si confronta e crea dialogo”… con chi?!?

Forse, come in tante altre circostanze, la faccenda si sarebbe “chiusa lì”… mica si può andare dietro tutte le stupidaggini che il soggetto scrive ad ogni ora del giorno sui social.

Il guaio è, invece, che poi, come la monaca di Monza, la “sventurata rispose…”.

Succede, infatti, che dopo le feroci manganellate di Pisa e Firenze contro gli studenti, il soggetto pubblichi, come tanti hanno fatto, le dichiarazioni del Presidente Mattarella, aggiungendovi una chiosa di suo pugno: “… con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento”.

Dichiarazioni indubbiamente condivisibili, ma che, sortite dalla sua penna, sono apparse strumentali, incoerenti, false.

Tant’è che un cittadino di buona memoria mi ha inviato lo screenshot del post accompagnato da un secco e ironico commento: “Invece a te, togliere il microfono era educativo😅”.

Eh, sì, amico mio… ma, come ben sai, non c’è ombra di coerenza nelle parole e nelle azioni del soggetto, che spinse in quel 26 luglio dello scorso anno un povero Carabiniere a togliermi il microfono mentre intervenivo in una pubblica assemblea “in casa”, criticando duramente e legittimamente il “fallimento” della sua sciagurata azione politica, mentre ora fa la “democratica” per fatti successi “fuori casa”, rilevando il “fallimento” dei “manganelli” altrui e non dei propri meschini e miseri “manganelli”!

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La “sventurata”, però – che, a quanto pare, non fa altro tutto il giorno se non “cazzeggiare” su facebook grazie ai 4mila e 5 centesimi mensili che ci costa (e, a questo punto, che ci “ruba”), invece di lavorare nell’interesse di tutti i cittadini -, “rispose...”… e risponde ad una “aficionada”, indignata per le “manganellate”, in questo modo:

A parte l’ossimoro di una “manganellatrice” seriale (nei comizi, nei Consigli e sui social) che si indigna per le altrui “manganellate”, che c’entra “lu culu ccu’ le quattru tempora”?!?

Come si fa, infatti, a confondere ed equiparare fatti così diversi, uno di drammatica evidenza e rilevanza, l’altro irrilevante e frutto di personali illazioni e meschinerie… come si fa ad esprimere “orrore” per i gravi fatti di Pisa e, al contempo, con ignobile equiparazione, “orrore” per “quanto accade a livello locale dove si preoccupano di venire di nascosto ai nostri eventi per fare la conta delle persone presenti”?!?

ma quista sta bona te capu?!?

Non sente, piuttosto, “orrore” per se stessa, per le idiozie e meschinità che scrive?!?

Tant’è che scatena alcune giuste reazioni.

Un cittadino posta sul suo profilo questa immagine in risposta:

Una consigliera di opposizione scrive questo post:

Nel dettaglio, poi, ci sarebbe da obiettare… ma quando scrive “Stiamo assistendo a scene terribili… la situazione è ormai davvero grave… Questa deriva non è più tollerabile in uno Stato democratico” si riferisce alle “manganellate” di Pisa e Firenze o alle sue “manganellate” (nei comizi, nei Consigli e sui social) e alla grave e intollerabile situazione in cui sta portando Collepasso con i suoi metodi antidemocratici e autoritari?

Di grazia, quale differenze sostanziali ci sono tra i metodi di una Meloni, come la Giorgia nazionale, e di una “meloncina”, come la Manta locale?!?

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… e quando scrive “io inorridisco dinanzi a questo scenario nazionale e dinanzi a quanto accade a livello locale … ecc. ecc. ”, inorridisce, da patologica narcisista che proietta sugli altri le proprie “vergogne”, guardando allo specchio se stessa o perché qualcuno ha reso note le immagini desolanti di una sala semivuota allo scopo di ripristinare la verità e rilevare come sia menzognera la presunta e inesistente politica “che incontra si confronta crea dialogo”?!? … ma con chi… con se stessa di fronte allo specchio, da eterna e inguaribile “Grimilde”?!?

… “mentre noi creiamo momenti di confronto” (quali e con chi?!?), scrive, “c’è qualcuno che strizza l’occhio alla peggior destra di sempre”… quale, quella rappresentata proprio da un suo acceso sostenitore, che si vanta di aver contribuito alla sua vittoria elettorale e di essere in grado di farla cadere a suo piacimento?!?

La nostra Innominato-female dice, contraddice, dice tutto e il contrario di tutto, gioca, si rotola e persino s’impiglia nelle sue stesse parole, come ‘nu muschiddhu incappato nella rete di un ragno.

Non posso che condividere la sua riflessione finale… ha proprio ragione: “Che vergogna e che miseria!”!

Che vergogna e che miseria quest’Innominato-female, alla quale auguriamo che, come l’Innominato-male, “si converta” prima che questa comunità vada completamente alla deriva!

La smetta “la sventurata” di rispondere, manipolare, mistificare, mentire, distorcere e piegare ogni vicenda seria e meno seria al suo smisurato Ego, ritenersi al centro del mondo, misurare gli altri in rapporto alla sua così bassa statura, raccontare favole e balle solo ad uso e consumo di cortigiani e cortigiane e, in verità, per il “sollazzo” di tanti, me compreso.

Cerchi, almeno, di esercitare “con onore e dignità“, come prevede la Costituzione, il suo ruolo e la sua funzione e ritorni alla realtà con umiltà e verità prima che sia troppo tardi!

Pantaleo Gianfreda


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Pantaleo Gianfreda