È morto Aldo D’Antico, appassionato uomo di cultura e amante del Salento

È morto Aldo D’Antico, appassionato uomo di cultura e amante del Salento

1 Febbraio 2024 Off Di Pantaleo Gianfreda
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Aldo D’Antico

Anche Aldo, amico di sempre, è andato via.

Aldo D’Antico, appassionato uomo di cultura e amante del Salento, era un riferimento e una fonte immensa di cultura non solo per la sua Parabita, ma per l’intero Salento, per tutti coloro che amavano la ricerca, le radici, la cultura del nostro Salento e del Meridione.

La sua creatività, la sua vivacità, la sua inquietudine, la sua scrupolosità e operosità culturali, il suo appassionato meridionalismo ne facevano un personaggio unico nel panorama salentino.

L’8 gennaio aveva compiuto 77 anni.

Mancherà moltissimo alla sua Parabita, ma anche alla sua/nostra Collepasso, dove la moglie Franca Capoti aveva insegnato tanto tempo fa nella Scuola Elementare per alcuni anni, a tutto il Salento e ai tantissimi amici che erano legati a questo vivacissimo piccolo (solo per statura fisica) e grande (per statura culturale, umana e morale) uomo da affetto, stima, sete di conoscenza.

La bella foto, che campeggia sul suo profilo facebook e che pubblico nel titolo, come quella pubblicata dal sindaco di Parabita Stefano Prete, ne compendiano “fisiognomicamente” il carattere, l’ardore e l’intensità culturali e pedagogici.

Condivido totalmente quanto ha espresso su facebook il comune amico e sindaco Stefano Prete, che ha scritto:

Parlare di Aldo D’Antico ora fa veramente male. Perché Aldo è stato professore, operatore culturale, politico, giornalista, amico e confidente di tantissime persone.

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Aldo aveva il pregio, anzi proprio il talento, di far sentire importante qualsiasi suo interlocutore: giovanissimo o adulto, realizzato o “in erba”, acculturato o non acculturato.

Era un affabulatore meraviglioso ed era uno scrigno di aneddoti, esperienze, ricordi, sapere.

Ma, soprattutto, era un uomo follemente innamorato di Parabita.

Quando parlava della sua città semplicemente sognava.

Sognava che tutte le sue risorse (umane, culturali, artistiche, paesaggistiche, sociali) venissero conosciute, riconosciute dal grande pubblico e valorizzate al massimo.

Se qualcuno chiede a noi come ci sentiamo in questo momento, non possiamo che dire che ci sentiamo come chi all’improvviso, davanti ad un trauma, ha perso la memoria.

Quella memoria collettiva che lui, per tutta una vita, ha cercato di alimentare e sublimare.

Ma, poi, sappiamo anche che Aldo chiederebbe a tutti noi di recuperare subito quella memoria, di operare tutti, con rinnovato slancio e nel suo ricordo, perché essa possa continuare ad essere coscienza collettiva, dimostrazione di legame forte con la propria terra, alimento per la mente.

Caro Aldo, ci mancherai. Mancherai alle strade di Parabita. Mancherai ai meravigliosi luoghi che tanto amavi.

Mancherai a tutti noi. Noi parabitani che hai sempre spinto – percorrendo la strada maestra del sapere, dell’impegno pubblico e dell’approfondimento – a volersi veramente bene.

Grazie, Aldo. Grazie per tutto quello che hai fatto.

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Che la terra ti sia lieve.

Sentite condoglianze e fraterna vicinanza alla cara moglie Franca, ai figli e a tutti i familiari.

Ciao, caro Aldo!

Pantaleo Gianfreda


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Pantaleo Gianfreda