Quel “fattaccio” del 26 luglio: “Quante squallide figure che attraversano il paese… com’è misera la vita negli abusi di potere” (Battiato)

Quel “fattaccio” del 26 luglio: “Quante squallide figure che attraversano il paese… com’è misera la vita negli abusi di potere” (Battiato)

14 Settembre 2023 0 Di Pantaleo Gianfreda
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Immagine (insieme alle sottostanti) tratta da un video girato nella serata del 26 luglio

Ritorno dopo quasi due mesi sul “fattaccio” avvenuto la sera del 26 luglio in piazza Dante, quando mi fu “strappato” il microfono dal Comandante della locale Stazione dei Carabinieri mentre intervenivo nel corso di una pubblica assemblea.

Confesso che ancora oggi, nel ripensare a quell’episodio, seppur gravissimo e ingiustificabile, non riesco a trattenermi dal ridere (e dal compatire) nel chiedermi… ma eravamo su “Scherzi a parte”?!?

Sull’autore dell’incredibile “fattaccio” stendo un “velo pietoso” in considerazione del suo imminente pensionamento. Anticipo, al più, l’“epitaffio” che avevo preparato per quella data: “Fu così tanto desiato il suo arrivo a Collepasso… ma ancor più desiata la sua partenza… Riposi in Pensione!”.

Gli auguro di godersi in pace e con serenità la sua pensione e di riflettere, a chiusura della sua carriera, su questa sua breve e non positiva permanenza a Collepasso.

Stendo un “velo pietoso” anche perché la vera “mandante”, almeno morale, del “fattaccio” è la sindaca Laura Manta e la sua Amministrazione a causa dell’assurdo e ingiustificabile clima di irrazionale demonizzazione, che arriva ormai ad essere per lei una vera e propria “ossessione”, che la sindaca ha artatamente creato e continua ad alimentare insensatamente contro la mia persona (e altre).  Quell’episodio, infatti, è solo la “punta d’iceberg” di una situazione di degrado etico, sociale e politico generale verso cui, consapevole o meno, l’attuale maggioranza ha trascinato e continua imperterrita a trascinare il nostro piccolo paese.

Ringrazio i tanti cittadini, amici ed esponenti politici, quasi di ogni schieramento, che mi hanno espresso in vari modi solidarietà e condanna per un atto di inaudita gravità, che non ha precedenti nella storia sociale e politica della nostra comunità.

Mi hanno fatto molto riflettere, invece, i “silenzi” di sedicenti “antifascisti militanti”, di chi si fregia di iscrizioni ad “associazioni partigiane” ed esibisce fazzoletti rossi, falci e martelli, bandiere partigiane, manifestazioni e “militanze” in difesa della democrazia, della libertà, del diritto all’informazione e alla libera espressione del proprio pensiero…

O tempora o mores”… segno del degrado etico e politico in cui è da tempo avviata la sinistra in Italia, in particolare a Collepasso (…ma c’è oggi una sinistra a Collepasso?!?).

Ai tanti che hanno chiesto come mai non abbia scritto nulla nell’imminenza del fatto, ho risposto che ho preferito il silenzio (essendo, oltretutto, direttamente interessato alla vicenda). Mi son ben guardato dal fare comunicati e/o informare la stampa, nella quale ho pur tanti amici ed estimatori, per non contribuire anch’io a gettare discredito nello specifico sull’Arma e, in generale, sulla nostra comunità, già “percossa e inaridita”, dopo due anni di Amministrazione Manta, da gravi e clamorosi episodi che hanno “spaccato” il paese e portato il nostro Comune persino alla ribalta nazionale per vicende note e gravi, ma anche per misere speculazioni personali e politiche.

Se qualcuno pensava che la provocazione del 26 luglio mi avrebbe fatto “saltare i nervi” e portato a compiere azioni disdicevoli evidentemente si era illuso (o ci aveva sperato)… certamente si è sbagliato.

Al contempo ritengo, a distanza di tanto tempo, che sia giusto oggi “lasciare traccia” di quanto avvenuto!

Non soffro di “vittimismo” e, pertanto, il mio carattere non mi permette di “fare la vittima” né di “passare per vittima”. So difendermi. Al più, certi fatti, pur riguardandomi personalmente, mi aiutano a riflettere e potrebbero aiutare a riflettere tutte le persone oneste, libere e in buona fede.

Riflettere, ad esempio sullo stato di degrado etico, sociale e politico in cui questa sindaca e questa Amministrazione hanno portato e continuano a portare la nostra comunità… in cui prevale ormai il principio del “o sei con me o sei contro di me”… in cui si è artatamente diffuso un clima di paura e di terrore… in cui ci sono cittadini che hanno paura di esprimere liberamente il proprio pensiero, di mettere persino un “mi piace” su facebook ai critici o agli avversari dell’Amministrazione senza essere immediatamente contattati, redarguiti e “richiamati all’ordine”… cittadini che devono subire e sorbirsi continui approcci o telefonate per essere convinti del “male” e/o del “demonio” che sta tutto “dall’altra parte”, da chi legittimamente è contro o critica le azioni politiche ed amministrative di questa sindaca.. o essere “eruditi” su pettegolezzi, infamie, volgarità, insinuazioni… in cui la politica si svolge tutta sul teatrino di facebook “a botta” di minori o maggiori “mi piace“, indicativi, secondo alcune “menti malate”, del consenso o della simpatia goduti da questo o da quello… “mala tempora currunt“, direbbe Cicerone!

Capisco che sia la “disperazione” a generare questi comportamenti che non esito a definire moralmente “delittuosi”, certamente antidemocratici, autoritari, offensivi e persino “fascistoidi”… la “disperazione” per i propri ormai evidenti limiti politici e amministrativi… la “disperazione” per il palese divario “tra il dire e il fare”, tra promesse e fatti, tra realtà e virtualità… la “disperazione” per la paura di perdere il potere… la “disperazione” persino per la paura di perdere generose prebende economiche e amministrative… la “disperazione” per l’incapacità e la meschinità “antropologiche” di accettare un corretto rapporto dialettico in cui altri possano pensarla diversamente… la “disperazione” nel constatare che forse ci possano essere altri che hanno maggiori capacità politiche e dialettiche… la “disperazione” per l’assoluta mancanza di formazione, persino di un’“antropologia”, politica e amministrativa, che si rivela immatura e inadeguata e non permette l’apertura e il confronto con “l’altro”, con “gli altri” che sono fuori del proprio ristretto clan e che sono visti solo come “nemici”, pertanto da combattere strenuamente e distruggere definitivamente… la “disperazione” nel non riuscire a rendere tutti propri fan e piegare alle proprie volontà e velleità… la “disperazione” nel non riuscire a capire l’alto significato e valore del termine “cittadino” e il vero valore della democrazia, della libertà, della nostra bella Costituzione (e persino di basilari normative amministrative)… la “disperazione” di chi è persino disposto a violare norme, buona educazione, il senso di rispetto e di “civile convivenza” pur di danneggiare veri o presunti avversari o critici (e persino tentare con viltà di “vendicarsi” su loro amici e familiari).

Oggi tutto ciò appare sempre più evidente a gran parte dei cittadini e delle cittadine, stanchi di chi “predica bene e razzola male”, di chi “invoca pace, ma sparge odio e prepara guerre“, di questo clima fetido e insopportabile di “lotta continua”, di scontri, di menzogne, manipolazioni, falsificazioni, demonizzazioni, luridume vario sparso contro avversari e critici al solo scopo di rafforzare il proprio potere personale e politico, come se fossimo in uno Stato autoritario o in una qualsiasi piccola “Repubblica delle banane”.

L’elezione di una donna a sindaco aveva fatto ben sperare su un metodo e approccio diversi rispetto al passato. Niente di tutto ciò è stato. Ogni attesa è andata delusa. Il fallimento è su tutti i fronti. Anzi, ci troviamo su un nuovo “fronte” di pesante regressione rispetto ad un più recente passato politico-amministrativo, pur connotato da scontri, “lotte continue”, instabilità sociale.

Quante squallide figure che attraversano il paese… com’è misera la vita negli abusi di potere… Uh! com’è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore… In quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore…”, canta il grande Franco Battiato in “Bandiera Bianca”…

… e in “Povera Patria” ricalca: “Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos’è il pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno e tutto gli appartiene. Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!”.

… ma, nonostante ciò, aggiungo, mutuando il titolo del bel libro del card. Matteo Zuppi e Valter Veltroni… “Non arrendiamoci!”.

Sulla vicenda del 26 luglio ho chiesto e chiedo a chi di competenza giustizia, non vendetta. In appendice riporto, pertanto, una lettera ufficiale che ho inviato al Sig. Prefetto e non ho problemi di rendere pubblica.

Di questo fatto (molto poco) e di altre questioni amministrative (molto di più) parlerò in piazza Dante-largo Municipio la sera di domenica 17 settembre, in occasione del pubblico intervento che farò insieme alla consigliera comunale Eliana Vantaggiato.

Auguriamoci tutti che questo brutto momento e questo clima di odio e di scontro vengano superati al più presto con il contributo di tutte le “persone di buona volontà” e si ritorni nella nostra comunità a rapporti politici ed amministrativi civili e democratici.

Pantaleo Gianfreda

Comunicazione inviata al Sig. Prefetto


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