Due donne, due visioni della politica: Laura è già il passato, Eliana può essere il futuro… e il presente?!?

Due donne, due visioni della politica: Laura è già il passato, Eliana può essere il futuro… e il presente?!?

26 Aprile 2023 Off Di Pantaleo Gianfreda
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Eliana Vantaggiato e Laura Manta

Laura Manta è già il passato… Eliana Vantaggiato può rappresentare il futuro… e il presente?!?

Ritorno, a distanza di tempo e dopo la recente nomina del nuovo assessore, ad esprimere alcune valutazioni sull’attuale situazione politico-amministrativa e sugli interventi in piazza della sindaca Manta e della dimissionaria assessora Vantaggiato, rispettivamente del 12 e 26 marzo.

Due interventi che hanno rappresentato uno “spartiacque” nella vita politica ed amministrativa di Collepasso.

Ad una visione chiusa, miope, egotista, autocratica, falsamente dialogante, quasi nevrotica e di scontro permanente di una Manta prigioniera del suo “Io” si è contrapposta una visione aperta, democratica, di largo respiro, progettualità, partecipazione, dialogo e confronto che la Vantaggiato ha rivendicato e saputo trasmettere con grande empatia ai cittadini presenti al suo comizio e ai tanti collegati in streaming.

Le due donne hanno dimostrato di rappresentare due diversi modi di intendere il ruolo della politica, la funzione della Pubblica Amministrazione, la stessa idea di sviluppo della nostra comunità.

Ora che, dopo 80 giorni dalle dimissioni della Vantaggiato, il “cerchio” sembrerebbe “chiuso” con la nomina di un nuovo assessore, il quadro politico appare più chiaro, seppur più desolante, ed è possibile definire meglio alcune considerazioni e analisi.

La prima è che questo primo e convulso trimestre del nuovo anno ha segnato, dopo le preoccupanti avvisaglie dei mesi precedenti, il precoce e definitivo esaurimento della “spinta propulsiva” dell’Amministrazione di Laura Manta, che tante speranze ed attese aveva inizialmente creato ed altrettante e più forti delusioni ha poi generato in questi 18 mesi amministrativi.

L. Manta

Alcune scellerate scelte amministrative (in primis, il devastante megaimpianto fotovoltaico nell’area del costruendo Palazzetto dello Sport), le clamorose dimissioni dell’assessora Vantaggiato del 30 gennaio, i vari comizi delle opposizioni, le pesanti prevaricazioni-provocazioni e i gravi abusi della sindaca nella concessione della piazza alle opposizioni, il vergognoso comizio del 12 febbraio con le offese di un consigliere alla sindaca e la canéa mediatica che ne è poi strumentalmente seguita, il burrascoso Consiglio del 10 marzo con le gravi e immotivate accuse della sindaca alla Comandante dei Vigili Esposito al limite dello stalkeraggio, il comizio della sindaca incentrato su fantasiosi “complotti” (e amenità del genere) e palesi denigrazioni e menzogne – al limite della diffamazione – contro la sua ex assessora (e non solo), il successivo e forte comizio della Vantaggiato, la disgustosa “macchina del fango” attivata dall’alto per coprire proprie responsabilità ed inadeguatezze, la nomina, infine, in questi giorni di un nuovo assessore, ecc. ecc.… questi ed altri eventi hanno di fatto reso evidente la fallimentare esperienza di questa Amministrazione, da cui, al di là del suo risibile tentativo di dipingere una “realtà diversa”, la Manta ne esce fortemente indebolita. Tra l’altro, senza mai abbozzare un sia pur minimo cenno di autocritica.

D’altronde, è impossibile aspettarsi questo da chi è convinta che ad essere “perennemente nel torto”, come scrive, siano sempre e solo gli altri, tutti coloro che erano o sono passati all’opposizione o quei semplici cittadini che osino solo avanzare pur timide critiche alla sua discussa gestione amministrativa.

Siamo arrivati al punto, in soli 18 mesi, che un numero sempre maggiore di cittadini rimpianga persino la precedente e fallimentare Amministrazione Menozzi.

C’è un dato che esprime meglio di ogni considerazione il giudizio dei cittadini sulle due donne, protagoniste di visioni diverse della politica, della comunità e della Pubblica Amministrazione: il comizio di Laura del 12 marzo, trasmesso in streaming, ha avuto circa 4.200 visualizzazioni; il comizio di Eliana, due settimane dopo (26 marzo), anch’esso trasmesso in streaming, ha avuto oltre 6.400 visualizzazioni.

E. Vantaggiato

Una differenza notevole, un oggettivo ed incontestabile dato statistico, uno share (si direbbe nel linguaggio televisivo) nettamente favorevole all’ex assessora, che esprime in modo chiaro la simpatia ed il gradimento dei cittadini. Questi hanno maggiormente apprezzato e premiato il coraggio, la determinazione, l’intelligenza e la lucidità di Eliana Vantaggiato, che per coerenza politica e dignità personale ha rinunciato alla “poltrona” ed anche al pingue “stipendio” di assessore. Circostanza quest’ultima che tanti cittadini hanno rilevato ed apprezzato ancor di più dopo gli spropositati aumenti di “stipendi” che sindaca ed assessori si sono assegnati.

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Il comizio della Vantaggiato ha rappresentato per certi aspetti un “colpo di grazia” per la Manta, che, pur prolifica di interventi su facebook, non ha osato contestare né smentire nemmeno uno dei tanti e gravi addebiti a lei diretti e tante gravi situazioni e carenze politiche e amministrative denunciate dall’ex assessora.

Di fronte ad accuse così pesanti e chiare – e gravissime nello “scoperchiare” incredibili meschinità e certi squallori e risvolti degenerativi dei rapporti umani, prima che politici -, Laura Manta aveva solo due strade: dimettersi o fare mea culpa e riaprire umilmente il dialogo.

Quest’ultima strada avrebbe comportato, però, una riflessione fortemente autocritica, una netta inversione di rotta, un azzeramento della debole compagine amministrativa, una decisa apertura alle tematiche poste dalla sua ex assessora e, soprattutto, una reale disponibilità al dialogo e al confronto. Tutto ciò, però, appare alieno alla cultura politica e alla stessa antropologia di una sindaca che, invece, ha scelto una terza strada. La peggiore.

Ha scelto di rinchiudersi in un fortino in cui asserragliarsi con il suo debole partito, la ristretta corte di fedelissimi e i suoi follower (“seguaci”) facebook, che determinano purtroppo ogni atto e ogni “presenzialismo” di una donna ormai lontana dal reale e “schiava” del virtuale, che pensa così di continuare a “vendere fumo”. Tutto ciò nella speranza di resistere “a denti stretti” sino alla fine del suo quinquennio, nell’illusione di invertire nel tempo una netta tendenza popolare ormai consolidata e a lei sfavorevole, assicurare a sé e ai suoi fedeli scudieri onori e prebende di vario genere e lauti stipendi, cementando la fedeltà attorno a sé in una forma di primitivo e medievale “sistema tolemaico” politico.

Come “leggere”, d’altronde, dopo 80 giorni dalle dimissioni dell’assessora Vantaggiato e la rottura dell’alleanza con il M5S, la nomina del nuovo assessore Pd, che ha di fatto ”tagliato i ponti” con tutti gli altri partiti e trasformato la maggioranza in un monocolore, espressione esclusiva e totalizzante di un partito che nelle ultime elezioni politiche ha avuto il consenso solo del 15% degli elettori?

Sorvolo sulla risibilità di certe assurde e sconcertanti dichiarazioni della sindaca, secondo cui la sua maggioranza “non ha vissuto nessuna crisi”. Solo una persona lontana dalla realtà e dai fenomeni sociali e politici può arrivare a sostenere simili sciocchezze, soprattutto dopo le clamorose dimissioni di un’assessora molto apprezzata, di cui oggi si avverte fortemente la mancanza nei settori (e nei soggetti) già di sua competenza, che solo pochi mesi fa la sindaca definiva orgogliosamente “il mio braccio destro”.

Un’assessora oggi sostituita da un “tenebroso” personaggio che rappresenta la sua netta antitesi, un soggetto infido che, probabilmente fallite altre soluzioni di prestigio, la Manta si è dovuto “tirare dentro” per “sminare” possibili pericoli per la maggioranza, oggi più ristretta. Certo è che in 80 giorni la sindaca non è stata in grado di sostituire l’assessora uscente con una donna, come tutti si aspettavano, altrettanto forte ed autorevole. Appare chiaro che ha dovuto, infine, ripiegare su una soluzione interna di fronte ai tanti tentativi non riusciti e ai tanti dinieghi avuti. Un “ripiego” che si è persino guardata bene – lei, nota facebookdipendente – di comunicare ai cittadini, o almeno ai suoi follower, tramite i social o un comunicato stampa. Invano cerchereste sulla pagina facebook istituzionale del Comune o sul profilo personale della sindaca un seppur vago accenno alla nomina del nuovo assessore.

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Se la sindaca ha voluto tenere celata al pubblico la nuova nomina (forse se ne vergognava?!?), cosa devono pensare i cittadini?!?

Oltretutto, che senso ha promuovere ad assessore Angelo Gianfreda lasciandogli le stesse, identiche deleghe che già aveva da consigliere? Forse solo per assicurargli un nuovo e lauto “stipendio”, prevenire azioni destabilizzanti cui il soggetto è storicamente vocato e “assicurarsi” la sua fedeltà?

Che senso ha poi tenere per sé tutte le identiche e impegnative deleghe già della Vantaggiato, invece di redistribuirle tra i suoi assessori? Forse – nella logica dello “specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?” – per dimostrare di essere altrettanto brava della “tanto osannata” (circostanza questa per lei da sempre motivo di turbamento e ossessione) ex assessora o per palese atto di sfiducia verso i suoi attuali assessori, che probabilmente ritiene inadeguati a gestire deleghe impegnative come Cultura, Pubblica Istruzione, Politiche sociali, Welfare e Politiche comunitarie con annessa gestione dei fondi Pnrr?

Per chi conosce bene la storia di questi ultimi 15-20 anni del nostro paese, il nuovo assessore – fatto salvo il civile e doveroso rispetto verso la persona – ha rappresentato e rappresenta il peggio della politica, un pericoloso e precoce protagonista – lui sì! – di “complotti”, trame, intrighi e tresche, un vanaglorioso autodefinitosi tanti anni fa su wikipedia, dove aveva stilato e inserito una sua biografia, il “più giovane dirigente calcistico d’Italia”, una persona un po’ “esaltata” e fortemente ambigua che ha combinato tanti guai nella politica (e anche nel calcio e nell’associazionismo sportivo).

Vittime di una incredibile “sindrome di Stoccolma”, questa sindaca e i suoi “consigliori”, privi di qualsiasi “memoria storica”, hanno voluto premiare il “sabotatore” dell’ultima amministrazione di centrosinistra (2006-2011), l’artefice, insieme con il padre (“vittima” e succube, per la verità, del figlio), della sconfitta di questo schieramento politico nelle elezioni amministrative del 2011 e della conseguente vittoria del centrodestra.

Sarebbe stata, invece, l’occasione giusta per dare un segnale di apertura con la nomina ad assessore “esterno” di un’altra donna, nel rispetto della tanto decantata “pari opportunità” in Giunta, proveniente dalla “società civile”, ad esempio una professionista autorevole e forte… ma si sa, Laura Manta, come dimostra la vicenda Vantaggiato, non vuole avere accanto a sé persone, uomini o donne che siano, in grado di “farle ombra”.

La soluzione della crisi amministrativa dimostra semplicemente e inequivocabilmente che la sindaca, oltre ad essere prigioniera del suo immenso e distruttivo Ego, ha fallito, non ha capacità di mediazione politica e, quel che è peggio, non ha visione, idee, prospettive.

Veramente sindaca e consiglieri di maggioranza possono pensare di andare avanti dopo aver tagliato i ponti con l’alleato M5S e con tutti i partiti riducendosi a rappresentare oggi solo un’esigua minoranza di cittadini?

Già questo avrebbe dovuto indurre la sindaca a dimettersi e ripresentarsi al giudizio degli elettori, come richiede l’etica politica quando si rompe definitivamente con un alleato fondamentale, che ha avuto l’unico torto di darle fiducia e non assicurarsi altre e più adeguate presenze nella lista. Chiaramente oggi la Manta ha paura del giudizio degli elettori e le sue confortanti illusioni potrebbero avere nelle urne angoscianti delusioni.

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Al di là, però, di una sindaca che “non molla l’osso” e di uno schieramento alternativo per il futuro, di cui la Vantaggiato potrebbe diventare perno, ripropongo la domanda iniziale: “… e il presente?!?”.

Sfugge ai cittadini e agli stessi partiti la particolarità e l’importanza del momento storico che stiamo vivendo. La sola Regione Puglia, al netto di altri fondi diretti nazionali e anche comunitari, dovrà spendere nei prossimi anni – e già da subito – oltre 10 miliardi di euro (cioè, 20mila miliardi delle vecchie lire) rivenienti dai fondi comunitari del PNRR e dal nuovo P.R. (Piano Regionale, ex P.O.R.) di recente approvazione, che recepisce i tradizionali fondi comunitari per le aree svantaggiate e del Mezzogiorno.

Un’occasione unica ed irripetibile, in cui sarà determinante il ruolo degli Enti locali e la loro capacità progettuale e di spesa, per “cambiare volto” anche alla nostra Collepasso.

Realisticamente, volenti o nolenti i diretti interessati, Laura Manta e la sua maggioranza hanno dimostrato di non avere idee forti, visione dello sviluppo e capacità progettuali ed amministrative, scegliendo di attestarsi nel guado della grigia politica da “piccolo cabotaggio”. A ciò si aggiunga che la Manta non ha alcuna possibilità, salvo improbabili miracoli, di essere rieletta sindaco alle prossime amministrative.

Proprio queste circostanze per lei negative potrebbero, però, rappresentare la sua forza se riesce a compiere con intelligenza un orgoglioso “scatto di reni” e tentare in extremis di “lasciare un segnale” tangibile del suo passaggio amministrativo.

Questo potrà, a mio parere, essere possibile solo se la sindaca “ripone l’ascia di guerra”, ritorna alla realtà, abbandona l’illusoria e dannosa facebook-dipendenza, apre un “tavolo di confronto” con partiti, compresi quelli di opposizione (che oggi rappresentano di fatto la stragrande maggioranza dell’elettorato), sindacati, associazioni e tutti i cittadini per delineare insieme la migliore strategia di sviluppo per Collepasso, i progetti e i “bisogni” della nostra comunità, che oggi possono realisticamente essere soddisfatti e realizzati grazie a questa mole enorme di finanziamenti con una progettualità di “largo respiro” sul presente e sul futuro del nostro piccolo paese, soprattutto delle giovani generazioni.

Se Laura Manta sarà capace di fare questo, confrontarsi, dialogare e raggiungere un accordo, potrà poi chiamare tutti i consiglieri alle proprie responsabilità e alla dignità di vera classe dirigente, costituire una Giunta di “salute e interesse pubblici” con la presenza dei rappresentanti dei quattro schieramenti oggi presenti in Consiglio comunale.

Attuale Consiglio comunale

È una soluzione emergenziale, certo, in cui tutti dovrebbero essere coinvolti… ma quale potrebbe essere l’alternativa all’attuale situazione politico-amministrativa così debole e caotica, che rischia di far perdere nei prossimi anni milioni di finanziamenti per cambiare volto alla nostra Collepasso?

In questo momento nessuno si illuda di “farcela da solo” e non c’è “potenza” personale, politica e mediatica che riesca a capovolgere un sentire negativo ormai tangibile e diffuso verso l’attuale Amministrazione.

Se Laura Manta “ama veramente” questa comunità… se tutte le forze politiche “amano” questa comunità e “sotterrano l’ascia di guerra”… se tutti riuscissero a guardare al “bene comune” e alle irripetibili occasioni che si presentano oggi e nei prossimi e immediati anni per l’intera comunità grazie ai notevoli finanziamenti in atto… forse… (dico forse… ma me lo auguro fortemente) si capirebbe come la politica, se è autentica e “al servizio del popolo”, potrebbe essere quell’importante strumento “che fa diventare i sogni realtà”.

Me lo auguro di cuore e con me tanti cittadini/e benpensanti e assennati.

Pantaleo Gianfreda


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