Devastanti accuse della Sindaca in Consiglio contro la Comandante dei Vigili (e non solo). Solidarietà alla Comandante

Devastanti accuse della Sindaca in Consiglio contro la Comandante dei Vigili (e non solo). Solidarietà alla Comandante

10 Marzo 2023 Off Di Pantaleo Gianfreda
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Emblematica foto della sindaca Manta (da facebook)

Lancia in Consiglio comunale gravi e devastanti accuse contro la Comandante dei Vigili senza che questa abbia possibilità di difendersi; batte istericamente le mani verso l’assessora dimissionaria Eliana Vantaggiato alla fine del suo intervento, aggiungendo stizzosamente il suo ironico battimani a quelli di cittadini e opposizione, accompagnando il tutto con toni (e pare anche “paroline”) intimidatori e risolini nevrotici; “va alla guerra” contro tutti come un grottesco “Brancaleone alle crociate” o un ridicolo “Sancho Pancho” contro i “mulini al vento” dopo aver ipocritamente chiesto “doveroso rispetto” (quello che lei non ha nei confronti degli altri); si fa portavoce di chiacchiere “da bar”, di politica dal “buco della serratura” fatta di insinuazioni, provocazioni, complotti, dispetti, istigazioni, ecc. ecc.

… ma questa è una sindaca?!?

La presidente del Consiglio comunale Malorgio

Il tutto con l’avallo di una penosa presidente del Consiglio comunale, spudoratamente di parte in un ruolo indegnamente e iniquamente ricoperto, che dovrebbe essere di garanzia per tutti i consiglieri e, invece, usa “due pesi e due misure”: uno e una per “aprire i rubinetti” e far scorrere in modo torrenziale l’acqua putrida dei “pozzi avvelenati” della Manta; l’altro/a per “chiudere i rubinetti” e impedire dichiarazioni scomode alla consigliera Vantaggiato e ai consiglieri di minoranza, trincerandosi, con spocchioso e provocatorio autoritarismo, dietro formalismi regolamentari che per prima lei e la sindaca non rispettano. Piega il suo ruolo istituzionale alle “paturnie” della maggioranza e si riduce a pigolante, patetica e stridula “paperetta” di “Mamma Papera” e delle “papere” politiche, amministrative e persino istituzionali della sindaca con un Consiglio comunale ormai ridotto a “bivacco”, “arena di combattimento”, “latrina” politica.

La seduta del Consiglio del 9 marzo.
In evidenza, la sindaca mentre batte ironicamente le mani dopo l’intervento della consigliera Vantaggiato

Certi atteggiamenti prefigurano ormai una vera e propria “istigazione a delinquere”. Continue e irrefrenabili “parole al vento” rischiano di creare ogni momento un incidente, una reazione incontrollabile, istigare ed aizzare gli animi, già scossi, di una comunità incredula e sconvolta per l’andazzo di questa nefasta “era Manta”, di una sindaca nervosa, arrogante, presuntuosa, fuori controllo, inadatta al ruolo ed ossessionata dai suoi “démoni”.

Chi potrà “tutelare” la comunità da queste scatenate “erinni”?!?

Che pena questi consigli comunali a presidenza Malorgio, a conduzione Manta e a trame e ‘ntrame Marra!

Avevano ragione i nostri avi… “Manta, Malorgio e Marra, libera nos, Domine!”.

Non si adombrino stimati e rispettati amici che portano quei cognomi… anche perché condivido pienamente il messaggio di un amico che, inviandomi anche le foto di tre stimati M.M.M., mi scrive: “Lungi da me pensieri maschilisti alla Bampoman lontani anni luce, ma questi sono i “Manta, Malorgio e Marra” che preferirei alle omonime che amministrano il nostro comune”!

Al peggio non c’è mai fine… e ieri ne abbiamo avuto la prova in un Consiglio comunale che ha ancora una volta certificato ed aggravato il “pesante clima” instaurato in Consiglio, tra i dipendenti comunali e tra i cittadini, soprattutto per chi non la pensa come lei, da una sindaca inadeguata al suo ruolo.

La sindaca Manta

Non solo inadeguata, ma anche incompetente, che non conosce l’abc della Politica e, soprattutto, della Pubblica Amministrazione, come ha clamorosamente dimostrato, tra tante altre, la vicenda, reiterata per tre volte, degli abusi e delle illegittime limitazioni relativi alle “autorizzazioni”, che non erano di sua competenza, per i comizi delle opposizioni, che, oltre ad istigare ed incarognire i consiglieri di minoranza con il famoso comizio del 12 febbraio, le sono costate anche una bella “lavata te capu” della Digos e forse della stessa Questura (a proposito di quel comizio… attendiamo con ansia che la sindaca comunichi di aver presentato querela contro il consigliere Perrone per le offese ricevute… che si sappia, ancora non lo ha fatto… lo farà mai o preferirà “soprassedere” per non incorrere anche lei in eventuali e pesanti sanzioni per i reati che qualche Magistrato potrebbe intravedere nei suoi abusivi ed illegittimi atti?!?).

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Quale serietà e senso delle Istituzioni dimostra una sindaca che, rispondendo ad un’interrogazione del consigliere Mario Vecchio, persona mite e moderata, parla in Consiglio di “documenti secretati” a lei e alla maggioranza da alcuni dipendenti che sarebbero in combutta con l’opposizione? La parola “secretati” viene ossessivamente ripetuta nel corso dei quasi cinque minuti in cui la Manta “disquisisce” in materia e può essere ascoltata (nei minuti tra le 2h55m e 2h60m) dalla registrazione della seduta consiliare sulla pagina facebook del Comune.

Ne riporto alcuni significativi stralci. “Non sono nelle condizioni di rispondere a questi punti – dice la sindaca rivolgendosi al cons. Vecchio – perché lei fa riferimento a un protocollo 3273 del 28.2.2023 che a voi è stato fornito ma è stato secretato per la maggioranza. Io credo che questo sia un atto effettuato dal Dirigente di riferimento gravissimo e quindi chiedo al Segretario comunale di prendere atto e di voler valutare se è legittimo che ci sia una sorta di corrispondenza privata tra – a questo punto credo sia – la Dirigente dell’Ufficio della Polizia Locale e i consiglieri di opposizione forse strumentale per presentare questa interrogazione consiliare sulla scorta di un documento secretato al sindaco, agli assessori, ai consiglieri di maggioranza e a tutti gli uffici” e, tra l’altro, aggiunge: “…non sono posta – e credo che questo sia gravissimo – nelle condizioni di poter verificare i documenti che sono forniti all’opposizione”.

La comandante Esposito

Personale e piena solidarietà alla Comandante della Polizia Locale Maria Grazia Esposito, messa al “pubblico ludibrio” da un’altra donna! Che pena per quest’ultima donna!

Nel corso della mia lunga esperienza politica (dal 1969) e amministrativa (dal 1975 e per 33 anni) mai ho assistito a dichiarazioni in Consiglio così devastanti di un sindaco contro un dirigente comunale, provocando reazioni al momento imprevedibili da parte dell’interessata, ma certe e sdegnate da parte di tanti cittadini, sconcertati e basiti dalle parole della sindaca (“Siamo tutti in trepidante attesa di un tuo articolo sul caso Donzelli locale e sulle varie donzellette”, mi ha scritto un cittadino tra l’ironico e l’indignato).

A parte che sono i funzionari e i dirigenti comunali – non certamente il sindaco – i soli abilitati per legge e regolamento a rilasciare a consiglieri e cittadini documenti e atti amministrativi né essi sono obbligati ad informare il sindaco circa “i documenti forniti all’opposizione”, ho l’impressione che l’avv. Manta non solo usi talora impropriamente la lingua italiana, ma non conosca ancora bene il suo ruolo e i suoi compiti istituzionali.

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Secondo il vocabolario, “secretare o segretare”, termine usato soprattutto nel linguaggio giuridico, significa “disporre la segretazione di atti che si ritiene opportuno non divulgare” e che devono rimanere segreti.

Può mai, però, un atto amministrativo essere “secretato”, se non nei casi previsti dalla legge, come ad esempio nel caso in cui la Polizia Locale sia incaricata dal Magistrato di indagini giudiziarie? Assolutamente no!

Oltretutto, si rileva facilmente una “contradictio in terminis” nelle parole “in libertà” della sindaca. Se cita numero di protocollo e data, come può un atto ritenersi “secretato”? Se per motivi vari non l’aveva ancora visto o letto, se, mettiamo il caso, il dipendente avesse realmente “secretato” un atto, in buona o cattiva fede, nella gestione interna telematica del protocollo, chi impediva alla sindaca, massimo responsabile del Comune, di chiederne all’impiegato i motivi e disporre riservatamente un’indagine?

Chi impediva, comunque, alla sindaca, dati i suoi poteri, di ottenere tranquillamente copia cartacea dell’atto stesso ed essere “nelle condizioni” di rispondere al consigliere nel merito dell’interrogazione?

La sindaca non lo ha fatto con evidente malafede e per scopi poco nobili, essendo ben noti i contrasti e lo scarso feeling tra lei e la Comandante, non disponibile a piegarsi a certi diktat della sindaca. Ha preferito il “colpo di scena”, lanciare una devastante “bomba” in Consiglio tra lo sgomento dei consiglieri, dei cittadini che seguivano in presenza o in remoto i lavori consiliari, degli attoniti funzionari comunali e della Comandante presente, che ha avuto un malore ed è in malattia per tre giorni, e della stessa Segretaria comunale, tenuta completamente all’oscuro della vicenda e che la sindaca aveva il dovere di informare subito, poiché per legge (art. 97, Tuel) il Segretario comunale “sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l’attività”.

E come mai per una vicenda così delicata e devastante che riguarda una dirigente comunale che riveste primarie responsabilità amministrative e di sicurezza non vale l’“elegante silenzio” (“elegante” è divenuta parola sinonimo di “imbarazzato” grazie al “vocabolario Manta”) tenuto per 40 giorni sulle clamorose dimissioni del 30 gennaio dell’assessora Eliana Vantaggiato, delle quali scriveva il 31 gennaio: “Ritengo doveroso, per il rispetto che ho verso ognuno di voi e verso il mandato che mi avete conferito, rinviare nelle opportune sedi ogni valutazione e discussione in merito. Credo, infatti sia compito di ogni buon amministratore tutelare e tenere fuori il cittadino dalle complessità delle varie dinamiche politiche”.

Ancora “due pesi e due misure”, secondo convenienza e opportunità dell’“elegante” sindaca, che piega tutto ai suoi interessi personali e politici e nei fatti ignora totalmente qualsiasi eleganza personale e politica, che cerca invano di scimmiottare dalla sua odiosa-amata ex assessora.

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Perdonatemi, ma trovo qualcosa di “nevrotico” e di “isterico” in questi comportamenti della sindaca Manta, che giudica di “bassissimo livello” l’opposizione e non si rende conto dell’infimo livello delle sue incontrollate esternazioni e reazioni. Dice e contraddice, tratta i dipendenti comunali come fossero dipendenti privati che devono stare ai suoi ordini, considera fastidiosi i consiglieri di opposizione che vede alla stregua di “estranei” all’amministrazione di un Comune, offende o demonizza chi non la pensa come lei, è vendicativa e sprezzante, tratta le persone secondo momentanee “paturnie” e personali simpatie ed è pericolosa per l’ordine pubblico.

Stendiamo un velo pietoso, poi, sulla “resurrezione” dal suo quaresimale silenzio sulle dimissioni dell’assessora Vantaggiato. Avremo modo di parlarne anche perché certamente “ne vedremo delle belle” nei prossimi giorni e settimane. Pochi cenni al momento.

La Manta, sindaca di Collepasso per puro “incidente” ed “accidente” della storia, ha spiegato in Consiglio il suo silenzio al solo scopo di “tutelare” (ha detto proprio così!) la dimissionaria assessora!

… e chi potrà mai “tutelare” il Comune e la comunità da questa sindaca?!?

Non poteva trovare una giustificazione più plausibile e meno infantile (e, in verità, anche un po’ meno “mafiosetta”) per giustificare l’imbarazzato silenzio di questi 40 giorni?!?

A parte il ridicolo ossimoro dell’“elegante silenzio” per una feisbucchiana compulsiva e patologica ossessivamente e in ogni momento su facebook a scrivere “di tutto e di più”, come mai la sindaca e la sua patetica e goffa controfigura, la “presidente-del-Consiglio-chiamatime”, hanno inibito il diritto di replica alla consigliera Vantaggiato?

Visto il lungo silenzio e il menefreghismo della sindaca, in apertura di Consiglio l’ex assessora aveva fatto una dichiarazione e comunicato il suo passaggio all’opposizione.

La consigliera Vantaggiato

La sindaca aveva subito risposto nel suo solito stile. La consigliera stava per abbozzare una replica, allorché l’inflessibile custode della “sacralità” regolamentare la interrompe: “Consigliera, consigliera, non c’è risposta… è una comunicazione”, decreta… “Non posso, presidente?”, replica la Vantaggiato… “No, no, non può… è solo una comunicazione!”, decreta ancora la “piccola fiammiferaia” della Manta… alcuni consiglieri dell’opposizione replicano irritati e sta per scoppiare un putiferio… interviene con vera eleganza e serietà la consigliera Vantaggiato che cerca di calmare gli animi agitati e dice: “… non importa. Credo di essere stata abbastanza esaustiva nel mio intervento. Grazie” e va via.

Al p. 5 dell’o.d.g. c’è poi un’interrogazione dei consiglieri Perrone e Sindaco sulle dimissioni dell’assessore Vantaggiato. Un’interrogazione ha tempi e modalità ben contingentati dal Regolamento. La sindaca non ne tiene conto e, approfittando dell’assenza della consigliera Vantaggiato, protrae la sua “arringa” contro la sua ex assessora ben oltre ogni tempo plausibile tra le proteste dell’opposizione… “Dato l’argomento, si può…”, abbozza la presidente-“paperetta”.

… ma si può?!? “Due pesi e due misure”… in apertura di Consiglio impedisce alla consigliera Vantaggiato di replicare (almeno “per fatto personale”) alla sindaca… su un’interrogazione, i cui tempi sono rigidi, concede illegittimamente alla sua sindaca-padrona di parlare e sparlare, elucubrare e strologare a piacimento… quasi a riaffermare il principio… “noi comandiamo e facciamo come ci pare e piace!”.

Poveri noi… a cci mani simu ‘ccappati… a manu alli vagnuni o alli pacci… scegliete voi!

… dalle Manta, Malorgio e Marra, libera nos, Domine!

Pantaleo Gianfreda

 


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