Una siepe di viburni e una targa in memoria di don Oronzo nella Parrocchia Cristo Re… per una “nuova primavera”

Una siepe di viburni e una targa in memoria di don Oronzo nella Parrocchia Cristo Re… per una “nuova primavera”

22 Marzo 2021 Off Di Pantaleo Gianfreda
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Nel giorno di inizio primavera, vuole essere un augurio di nuova primavera…”: con queste (ed altre) significative parole, don Antonio Tondi, giovane e attivo parroco della Chiesa Cristo Re, ha voluto ieri, 21 marzo, inizio “ufficiale” della primavera, inaugurare nell’area parrocchiale esterna la nuova siepe di viburni e una targa dedicate alla memoria di don Oronzo Orlando.

Una data simbolica, voluta e perseguita con tenacia ed impegno, per esprimere l’augurio e la speranza dell’avvento di “tempi nuovi” dopo questo lungo e duro “inverno” pandemico che da un anno si è abbattuto sull’umanità intera ed ha stravolto abitudini e riti della vita sociale, della stessa vita religiosa e della vita di ognuno di noi.

Non a caso, nell’occasione, don Antonio ha scritto sulla pagina facebook della parrocchia: “Nel primo giorno di primavera, nella speranza che sia una primavera per tutta la Comunità, abbiamo dedicato una targa al caro don Oronzo in occasione del rifacimento delle aiuole. Un grande grazie a tutti coloro che a vario titolo con tanta generosità hanno collaborato! Dio benedica e protegga tutti”.

Pioveva ed era freddo ieri, nonostante il calendario “primaverile”, e solo pochi, armati di mascherine, hanno potuto presenziare alla significativa cerimonia. Accanto a don Antonio Tondi, il suo predecessore don Antonio Russo, attuale parroco della Chiesa Madre, che ha voluto ricordare che il ricordo di don Oronzo “è sempre vivo intorno a noi”; il sindaco Paolo Menozzi; stretti parenti di don Oronzo (Maria Rigliaco e il marito Totò Polimeno, Marina Manta) e pochissimi altri, ben distanziati.

I due parroci, il sindaco e alcuni familiari di don Oronzo

24 anni fa, in occasione dell’inaugurazione della nuova Chiesa, furono piantati alberi di cipresso lungo la recinzione laterale. Con il tempo alcuni hanno cominciato a seccare ed altri a danneggiare seriamente con le loro radici il muro di cinta e il terreno circostante. Occorreva intervenire per espiantare quegli alberi.

Fiori di viburno

Al posto degli alberi, la cui legna è stata donata a famiglie bisognose, il “primaverile” don Antonio ha voluto una siepe di viburni dall’alto valore decorativo e simbolico. I suoi piccoli fiori si aprono e profumano di primavera e nuova vita… “E s’aprono i fiori notturni, nell’ora che penso ai miei cari. Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari….”, poeta il Pascoli ne “Il gelsomino notturno”.

Con impegno e volontà – e grazie al suo entusiasmo e alla forte empatia – il giovane parroco ha coinvolto tante persone che hanno voluto subito contribuire alla realizzazione di un piccolo ma significativo progetto  che è anche un tributo all’ecologia, all’amore e al rispetto della natura, nel solco della “Laudato si’” di Papa Francesco.

In tanti hanno dato il loro piccolo contributo e don Antonio ha voluto ringraziarli tutti con una grande targa che riporta i loro nomi… in tanti hanno prestato il loro lavoro… da Antonio Seclì, che ha intonacato il muro, all’inesauribile Franco Montagna e collaboratori, a Rocco (e i suoi fratelli) Malorgio, alla famiglia Aluisi che ha offerto la bella targa in memoria di don Oronzo e ai tanti e tanti che hanno collaborato perché l’auspicio e il “segno” di una “nuova primavera” giungesse al traguardo naturale dell’inizio della primavera, in cui si spera fioriranno nuovi fiori e nuovi frutti.

Un gesto bello, sensibile e doveroso – bisogna sottolineare – quello di dedicare e installare una targa “in memoria di don Oronzo Orlando, primo parroco (1997-2013)” della nuova Chiesa inaugurata nel novembre 1997 dall’arcivescovo mons. Francesco Cacucci.

Lo scomparso sacerdote, allorché nel 1990 fu nominato parroco della seconda parrocchia di Collepasso (all’epoca allocata nella Chiesa di San Francesco di via Bellini), succedendo a don Celestino Tedesco, dedicò tutte le sue energie e il suo impegno alla realizzazione di un obiettivo inutilmente perseguito nel precedente decennio, la costruzione dell’attuale Chiesa Cristo Re, che don Oronzo vide finalmente avverare. Ed è giusto che la memoria storica e religiosa non disperda i meriti e il ricordo di questo sacerdote, prematuramente scomparso a 63 anni nel dicembre 2019, che dedicò ben 23 anni della sua vita alla guida e alla cura della nuova Parrocchia.


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