“La caduta”… celestina

“La caduta”… celestina

25 Marzo 2021 5 Di Pantaleo Gianfreda
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Non si tratta, a proposito di “caduta celestina”, del piccolo meteorite schiantatosi lunedì 15 marzo in provincia di Isernia né della più nota (e poco celestina) “(La) caduta” di Parini (“Quando Orion dal cielo declinando imperversa e pioggia e nevi e gelo sopra la terra ottenebrata versa; me spinto ne la iniqua stagione, infermo il piede, tra il fango e tra l’obliqua furia de’ carri la città gir vede; e per avverso sasso mal fra gli altri sorgente o per lubrìco passo lungo il cammino stramazzar sovente…”) … anche perché il soggetto non è avvezzo a “stramazzar sovente”!

E poi, a Collepasso, quando si dice “celestino”, il pensiero corre “automaticamente” subito al nostro amato e mai obliato don Celestino, il quale, tra la costernazione generale, sembra da giorni improvvisamente scomparso da ogni radar della vita ecclesiale, sociale e social… sebbene lui sia “tutto sociale” e per niente “social” (e, pervicacemente, rifiuta di acquistare ed usare un tablet o un moderno cellulare)!

Da oltre dieci giorni, il nostro don Celestino è bloccato in casa per una caduta, una banale scivolata in cantina, che, per fortuna, non ha “spezzato” alcun osso né lo “spirito celestino”… non fatevi ingannare da quell’espressione di sofferenza che gli ho casualmente “rubato” e “fissato” in foto… sta bene, ma il medico gli ha consigliato riposo assoluto, e i dolori “da caduta” li dedica “ad maiorem Dei gloriam”.

Essendomi recato a trovarlo per sottoporgli alcune domande per un “servizio-riflessione” (da pubblicare su questo sito) su Papa Francesco e sulla comunità ecclesiale locale, in cui ho coinvolto anche i due parroci e la Superiora della Scuola materna, ho trovato don Celestino “a riposo” in seguito alla “caduta”… ma, come è nel personaggio, non “cadono” né vengono mai meno il suo indomito spirito, le argute riflessioni, il tipico motteggiare, la grande simpatia.

Certamente – gli auguriamo – “risorgerà” anche lui, pimpante come sempre, per l’imminente Pasqua!

Auguri e buona guarigione, don Celestino!

Pantaleo Gianfreda


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