Un “bando sospetto”: solo 18 giorni per presentare le offerte per il centro SAC presso il Castello di Collepasso

17 Gennaio 2015 Off Di Pantaleo Gianfreda

stemmaComuneI S.A.C. (Sistemi Ambientali e Culturali) sono aggregazioni territoriali finalizzate alla valorizzazione e gestione integrata di beni ambientali e culturali già esistenti e fruibili (aree protette, beni monumentali e archeologici, musei, teatri storici, biblioteche, archivi storici…) attraverso azioni di supporto all’allestimento dei beni, alla produzione di contenuti innovativi, ai sistemi di mobilità lenta e sostenibile.
L’iniziativa è stata promossa e finanziata dalla Regione Puglia nel 2010.
Il SAC “Salento di Mare e di Pietre” (v. sito internet) fu promosso nel 2010 dall’amministrazione di Sannicola (Comune capofila) guidata da Giuseppe Nocera e il Comune di Collepasso, guidato da Vito Perrone, vi aderì immediatamente. A questo SAC aderiscono 14 Comuni (Alezio, Alliste, Aradeo, Collepasso, Gallipoli, Matino, Melissano, Neviano, Parabita, Racale, Sannicola, Seclì, Taviano, Tuglie), che hanno individuato 23 siti di intervento, e altri Enti (Parco naturale regionale Isola di S. Andrea e Litorale di Punta Pizzo, Provincia di Lecce, Università del Salento e GAL Serre Salentine). Prevede la realizzazione di allestimenti per servizi culturali nei musei, nelle biblioteche e nei palazzi, di laboratori didattici per la costruzione di un racconto dei beni e del territorio del SAC, di servizi per il cicloturismo. I servizi realizzati nei 23 beni individuati e la costruzione di un sistema di governance unitario e di una rete di partner con un programma condiviso hanno l’obiettivo di gestire in maniera integrata, efficace e sostenibile l’offerta culturale del territorio.
Per la gestione delle previsioni progettuali dei 23 siti del SAC, sono stati indetti diversi bandi di gara. Tra questi quello per il Comune di Collepasso, riguardante “Bando di gara mediante procedura aperta per l’affidamento del servizio relativo all’allestimento attività laboratoriali e gestione del centro per le produzioni digitali del SAC (Digital Storytelling) – Castello di Collepasso: € 100.700,00 IVA esclusa)”.
Ha fatto e fa, però, scalpore la circostanza che il bando, pubblicato sul sito del Comune di Collepasso l’8 gennaio, abbia fissato come “Termine ultimo per il ricevimento delle offerte: giorno 26 gennaio 2015, ore 12:00”.
Solo pochi sono i giorni previsti per la complessa presentazione delle offerte e delle proposte migliorative previste dal bando e tale circostanza ha creato molti dubbi e qualche fondato sospetto, che ha dato anche luogo a diverse prese di posizione su facebook, tra le quali quelle di Angelo Gianfreda, twittata su questo sito nell’apposito spazio.
Mi permetto di pubblicare, in particolare, un significativo commento del prof. Gianluigi Antonaci, docente e artista collepassese, che condivido totalmente, con l’impegno ad attivare le doverose iniziative politiche.
Tutto questo è veramente mortificante! È mortificante però non per colpa dei giovani collepassesi, forse delusi. È mortificante vedere pianificare iniziative così interessanti in questo modo, con questi tempi, ristrettissimi, con il nome del “miglior contraente” probabilmente già in tasca. Chi ha un minimo di esperienza, o un briciolo di deduzione, sa che ci sono due modi principali per bandire una gara. Il primo è quello di divulgare il bando a largo raggio e in tempi ampi per cercare l’individuazione più opportuna ed efficace, per la riuscita del progetto o della gara, del miglior candidato. Il secondo è quello che, avendo già “individuato” il o i soggetti, indica con tempi e modalità così peculiari che per il “comune mortale” è quasi impossibile potervi partecipare. Non mi si venga a dire che i tempi non dipendevano da voi. Il bando redatto con data (guarda un po’ il caso) generica del __12/2014, viene pubblicato sul sito del comune di Collepasso l’08/gennaio/2015. Scadenza il 26 gennaio! Solo due settimane di tempo per organizzare un progetto così articolato ma nel contempo anche così specifico:
– comunicazione e marketing (territoriale) + bibliomediateca
– elaborazione e produzioni multimediali (audio-video, 3D, motion+info graphic, web, app…)
– digital prototyping e installazioni interattive
– officina didattica del fare.
Un Digital Storytelling in uno spazio importante per una comunità come quella di Collepasso: il Castello Baronale, unico spazio pubblico di un certo rilievo in questa nostra cittadina. Se mi risponderete che le carte sono tutte trasparenti e tutti possono partecipare alla pari allora io vi anticipo una sola domanda, semplice, una per tutte: una “officina didattica del fare” la si può improvvisare, intendo come squadra di lavoro, anche con partnership, in sole due settimane? Se così dovesse essere, senza addentrarmi in altre domande lecite, io ritengo che si stia procedendo con superficialità e approssimazione, mortificante! Non nascondo quindi la mia profonda delusione per le occasioni perse, non personali, ma della nostra comunità collepassese. Certo, avrei gradito apporre un mio contributo, anche nel coinvolgere giovani talenti del territorio, anche e soprattutto di Collepasso, ma temo che tutto ciò non si permetterà che accada. In questo caso non sono modesto, lo so, ma a Collepasso, per essere presi in considerazione, e non mi riferisco solo al sottoscritto, bisogna morire. Onorare i cittadini caduti di Collepasso è doveroso, ma altrettanto doveroso è valorizzare i tanti ragazzi, e mi tiro indietro, talentuosi della nostra comunità. Spero che i nomi in tasca siano anche di Collepasso, a questo punto. Altrimenti mi arrabbio. E mi arrabbio in nome di e per una cultura mancata. Mi arrabbio per il pressappochismo allarmante. Mi arrabbio per i soldi pubblici buttati. Mi arrabbio per gli spazi pubblici occupati. Mi arrabbio per colpa della pseudo politica!”.

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