A proposito di quella Radio Libera… ma libera veramente

21 Giugno 2008 Off Di Pantaleo Gianfreda
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Un intervento di Luigi Marzano dopo l'articolo di Giuseppe Lagna sull'esperienza della prima ed unica radio libera a Collepasso nei primi anni '70


Sì, anch'io andavo ogni tanto alla radio di Pippi Lagna e Mario Pellegrino, sì quella di Gino, il valente tecnico. Poi ognuno ha fatto la sua strada. Quelli erano, sì, anni di speranze, di contestazione anche, ma erano ancora anni di emigrazione, si partiva ancora per la Svizzera, per la Germania, ma sopratutto si andava a trovare lavoro al Nord. Della cerchia dei miei amici, uno ha un bar a Firenze, uno lavora nell'editoria a Perugia, uno fa lo skipper, un altro ancora ha un laboratorio di analisi mediche a Campobasso, altri che non ricordo sono a Roma, Milano, Torino, Zurigo.Qui succede sempre la stessa cosa, da adolescenti si è in tanti, poi quando si cerca lavoro, chi per un motivo, chi per l'altro, va via, va via altrove, anche se qualcuno rimane.Generazione dopo generazione, si parte in cento e, a metà strada, ci si divide in mille rivoli, si finisce in tanti posti diversi, magari perchè ci si sposa, magari perchè non piace la mentalità di qui, ma il più delle volte perchè qui non c'è lavoro.Già qui non c'è lavoro e quel poco che c'è viene dato “a nero”, con paghe da fame, qui si licenzia sempre, oppure non si licenzia mai, perchè apparentemente nessuno assume.I nostri ragazzi vengono umiliati, sfruttati da commercianti, ristoratori, piccoli artigiani, piccoli industriali, senza scrupoli, senza legge, che non li assicurano e se si ammalano li licenziano in tronco, tanto ne hanno altri cento di sostituzione.

Non so, se avessimo ancora quella radio libera avremmo parlato di questo. Quello che so è che oggi di questo non ne parla nessuno, nessuno se ne occupa, né stampa regionale, né quotidiani provinciali, né giornali online dedicati al Salento. Qui rimane solo lu sule, lu mare e lu ientu.


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