Scopro – leggendo casualmente un post facebook di un caro amico sindaco – che è scomparso ieri, quasi all’età di 92 anni, il giudice Ilario Martella, che da circa venti anni mi onorava della sua autorevole amicizia. La notizia mi ha, pertanto, molto addolorato.
Il dott. Martella, di origini salentine (era nato a Corsano il 28 settembre 1934 e fra tre giorni avrebbe compiuto 92 anni), risiedeva a Roma sin dall’inizio della sua carriera di Magistrato, ma era rimasto sempre legato al suo paese natìo ed al Salento, dove, sin quando è stato possibile, trascorreva l’estate nella villa di Santa Maria di Leuca.
La sua notorietà nazionale è stata legata negli anni ’70-’80-’90 ad alcuni clamorosi casi giudiziari.
In magistratura dal 1965, ha lavorato come sostituto procuratore a Roma dal 1973 al 1978, occupandosi tra l’altro del celebre scandalo Lockheed, che portò alle dimissioni del Presidente della Repubblica Giovanni Leone, e dal 1978 al 1990 come giudice istruttore presso l’Ufficio Istruzione del Tribunale di Roma. In tale veste si occupò di terrorismo, reati contro la pubblica amministrazione, criminalità organizzata.
In quegli anni fu titolare di clamorose inchieste, quali l’attentato a Papa Giovanni Paolo II, avvenuto il 13 maggio 1981, e la scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, avvenute rispettivamente il 22 giugno e 7 maggio 1983.
Dopo aver svolto le funzioni di sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma, Ilario Martella passò alla Corte di Cassazione dove ha concluso la sua carriera nel 2008 come presidente onorario aggiunto.
Persona di grande autorevolezza e cultura (non solo giuridica), affabile, disponibile, umile, l’ho sempre portato come esempio di grande umanità e umiltà. Discutendo con amici, ho sempre sostenuto che una persona di grande cultura ed autorevolezza è per sua natura persona affabile, umile e disponibile e, puntualmente, portavo l’esempio di quella straordinaria persona che era il giudice Martella.
Mi imbarazzava quando, un Uomo e un Luminare della Giustizia come Lui, chiamava o rispondeva alle mie telefonate… “Dottore…”, salutava sempre. A fine dicembre 2025 gli avevo mandato un messaggio whatsapp con allegato un articolo di InfoCollepasso.it e avevo chiesto un suo consiglio circa il caso di un amico condannato ingiustamente nei giudizi di 1° e 2° grado. Mi chiamò un paio di giorni dopo e con semplicità mi espose il suo punto di vista.

Rintracciai e conobbi il dott. Martella nel primi mesi del 2007, allorché cominciai ad organizzare, nella mia qualità di vicesindaco e di assessore alle Attività Istituzionali, un’iniziativa pubblica, nell’ambito delle tante in quell’anno per il Centenario dell’Autonomia comunale, in “Omaggio al Prof. Andrea Rotella” (nel decennale della sua morte), del quale il dott. Martella era stato devoto allievo presso il Liceo “F. Capece” di Maglie.
Scrisse anche insieme all’amico e compagno di liceo Carlo Giannuzzi, divenuto poi direttore del Senato della Repubblica, un ricordo dell’amatissimo docente sull’opuscolo che stampammo per l’occasione, che pubblico a fine articolo.
Ricordo che, impossibilitato a partecipare all’evento pubblico programmato per domenica 16 settembre 2007, dovendo rientrare a Roma per lavoro (si trovava in quel periodo a Santa Maria di Leuca, dove aveva una villa), mi telefonò per scusarsi e chiedermi se fossi disponibile ad organizzare ed accompagnarlo ad una visita con la moglie presso l’abitazione e i familiari del prof. Rotella per rendere omaggio alla sua memoria. Cosa che puntualmente avvenne.
Da allora abbiamo mantenuto sempre stretti e continui rapporti. Trovandomi a Roma, andai a trovarlo un paio di volte nella sua abitazione. Chiedevo con curiosità e mi raccontava con dovizia di particolari dei suoi viaggi in Bulgaria per indagare sulla “pista bulgara” per l’attentato al Papa e di altro.
Su questa vicenda il giudice Martella ha scritto e pubblicato nel 2011 il libro “13 maggio ’81: tre spari contro il Papa”.
Circa una decina di anni fa mi telefonò per invitarmi alla presentazione di questo libro a Taviano, chiedendomi di essere presente perché un amico romano che lo aveva accompagnato voleva salutarmi. Con sorpresa scoprì che si trattava di un vecchio compagno di Università, che rivedevo dopo oltre quaranta anni e non riuscivo a ricordare. Lui, invece, mi disse che non poteva non ricordarsi di me perché, proprio grazie a me e ad invito che gli feci a partecipare ad una festa in casa di amici, ebbe modo di conoscere la moglie, una giovane greca con il quale si era poi felicemente sposato (“Ci siamo sposati grazie a te” mi disse).
Nel 2024 il giudice Martella ha scritto e pubblicato il libro “Emanuela Orlandi, intrigo internazionale”.
L’ho invitato varie volte a presentare a Collepasso quest’ultimo libro (del primo sono ormai esaurite le copie), ma, pur rimandando di mese in mese, le precarie condizioni di salute non l’avevano mai permesso.
Come i giornali hanno riportato, nel 2025 il dott. Martella è stato ripetutamente ascoltato dalla Commissione di indagine parlamentare istituita per far luce sulla scomparsa di Emanuela Orlandi.
Pochi mesi fa, il 28 luglio, ha relazionato presso il Senato della Repubblica in occasione della presentazione del libro “1983: Mirella Gregori, Emanuela Orlandi e l’istruttoria del giudice Martella sull’attentato al Papa” del giornalista Gian Paolo Pelizzaro. L’11 luglio mi mandò tramite whatsapp l’invito a partecipare.
Proprio in questi giorni, mi riservavo di chiamarlo per invitare lui e l’autore a presentare a Collepasso nei prossimi mesi il libro, definito “la più ampia e imponente indagine mai realizzata sui casi di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi e sull’istruttoria del giudice Ilario Martella relativa all’attentato a Giovanni Paolo II”, che ha la prefazione proprio dello stesso giudice.
Purtroppo non sarà possibile.
Mi piace riportare quanto scrive l’agenzia Adnkronos in merito alle dichiarazioni di Pelizzaro dopo la notizia della morte del Giudice.
“Sono costernato – dice il giornalista -. Mi ha informato del grave lutto la figlia Anna Lisa. In questi anni abbiamo lavorato senza sosta per scavare a fondo nelle vicende che lo avevano visto protagonista e vittima di una delle più oscure vicende della Guerra Fredda durante la sua istruttoria sui mandanti dell’attentato a Giovanni Paolo II. Martella è stato l’ultimo, grande testimone di quel drammatico periodo storico che va dal 1981 al 1985”, riferisce Gian Paolo Pelizzaro, che negli ultimi anni ha tenuto i contatti con l’ex giudice istruttore. “La sua ultima apparizione pubblica è stata il 28 luglio scorso, in Senato, alla presentazione del nostro saggio sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Il giudice Martella mi ha guidato, con inflessibile rigore, serietà e abnegazione, anche nei momenti più difficili per la sua salute, nella ricerca della verità sostanziale dei fatti, ripercorrendo il suo gigantesco lavoro istruttorio. Si è battuto, fino alla fine, per la ricerca della verità, perseguendo la sua missione di vita dedicata alla giustizia. Ilario Martella andrà ricordato come un grande servitore dello Stato, dedito al lavoro a cui ha sacrificato gran parte della sua vita privata, un uomo frugale e riservato, che non aveva altra dedizione al di fuori della giustizia – conclude Pelizzaro -. La sua scomparsa è una perdita enorme. Alla figlia Anna Lisa e alla nipote Francesca Maria vanno le mie più sincere e profonde condoglianze”.
Condivido totalmente le dichiarazioni di Pelizzaro, avendo avuto modo di conoscere una persona straordinaria, un “grande servitore dello Stato… uomo frugale e riservato … La sua scomparsa è una perdita enorme”.
Rendo, pertanto, pubblico omaggio ad un grande Uomo, la cui memoria rimarrà indelebile ed esprimo sentite condoglianze ai familiari.
Pantaleo Gianfreda
Lo scritto in memoria del prof. Andrea Rotella
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