In previsione del Consiglio comunale di domani, giovedì 29 ottobre, si è tenuta in questi due giorni una fitta “corrispondenza d’amorosi sensi” tra il “Triangolo delle Bermude” o, secondo Renato Zero, “il Triangolo No” della politica collepassese “al femminile”, cioè Malorgio-Manta-Vantaggiato.
Siccome il “pezzo forte” della corrispondenza tra il “Triangolo No” è la risposta della consigliera Eliana Vantaggiato alla Presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Malorgio, che aveva negato l’inserimento nell’ordine del giorno del Consiglio di una sua interrogazione, pubblico integralmente prima questa. Anche perché confesso di essermi divertito non poco quando l’ho letta… e credo che, accanto ad alcune amare considerazioni, apprezzerete anche voi la non velata ironia della risposta… formidabili e spassosi, poi, quegli accenni alla congiunzione disgiuntiva “o”, coordinante disgiuntiva “oppure” e congiunzione copulativa “e”!
Tutto nasce quando la cons. Vantaggiato, ricevuto l’o.d.g. del Consiglio, non vede tra i punti un’interrogazione da lei presentata il 2.9.2026 sull’oscura vicenda delle dimissioni del Garante per la Persona Disabile, per la quale aveva chiesto la discussione “nella prima seduta utile del Consiglio Comunale”, come riportato alla fine della sua interrogazione.
Nel frattempo, la sindaca aveva risposto il 7 ottobre all’interrogazione della consigliera, probabilmente in combutta con la presidente-dipendente che comanda “a bacchetta”. Una risposta non richiesta ed ininfluente, essendo chiara la volontà della consigliera di opposizione di discuterne in Consiglio. La qual cosa forse creava un certo imbarazzo alla “già paladina”, poi sindaca, dell’istituzione del Garante per la Disabilità, dimessosi proprio in polemica con lei.
La consigliera Vantaggiato scrive alla Presidente del Consiglio comunale sollecitando l’inserimento all’ordine del giorno (e l’invio degli atti del Consiglio), ma la goffa e buffa presidente-dipendente oppone un netto diniego, malo-arzigogolando senza alcuna grazia, grazie allo “Spirito Manto” che la ispira, e manda il seguente confuso, confusionario e illeggibile “pastone” senza capo né coda alla consigliera di opposizione:
La consigliera replica con la comunicazione di diffida di cui sopra, inviata anche al Prefetto, ma la presidente-dipendente non risponde.
Al posto suo risponde incredibilmente, in una confusione di ruoli ed in un continuum di gaffes e analfabetismo istituzionali che hanno dell’inverosimile, la “sindaca-padrona”, che detronizza la povera “presidente-dipendente” e senza remora alcuna si sostituisce a lei anche nel ruolo di “reale-presidente-del-consiglio” senza alcun rispetto nemmeno formale per la dignità e il ruolo della povera e dis-graziata Maria Grazia, platealmente umiliata dalla Malamanta, che così scrive, in una “apoteosi” di analfabetismo istituzionale da “azzeccagarbugli”:
…riservando, alla fine, a sé la “concessione della grazia” alla Vantaggiato, che la povera, dis-graziata e “svantaggiata” Maria Grazia non aveva osato concedere. Cioè, la “disponibilità alla discussione” (!!!) sull’argomento nel Consiglio di domani … confondendo, però, “fischi per fiaschi” perché il “tema” della “discussione” non sarà la “disabilità”, ma solo ed esclusivamente le dimissioni del Garante per la Disabilità.
Non so, per la verità, se dietro questa “apparente” concessione ci sia il “ditino prefettizio” o il timore di mettersi nei guai, insieme alla sua “dipendente”, per questa arrogante, goffa e stupida gestione di un normale e, in definitiva, marginale atto amministrativo.
In un paese normale, una presidente del Consiglio comunale degradata e trattata – scusate il latinismo – “a pesci in faccia” dalla sindaca si sarebbe immediatamente dimessa per salvaguardare il suo onore e la sua dignità e la sindaca le avrebbe fatto compagnia per la plateale gaffe e, soprattutto, per questa smisurata arroganza e ignoranza.
… ma diciamoci la verità, tutto questo è molto imbarazzante… non è solo un grave “caso politico”… è soprattutto un grave “caso clinico” della politica locale!
… e alla fine, “non ci resta che piangere“, direbbe Massimo Troisi…, o meglio, a dirla con tutti noi, “non ci resta che ridere“, perché non c’è niente di serio in queste fantozziane avventure del duo “Malo-Manta”!
Pantaleo Gianfreda
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