“Nomina sunt consequentia rerum”, dicevano i latini… “i nomi sono conseguenza delle cose” (o corrispondenti alla realtà delle cose).
Molto spesso è vero!
Come è molto spesso vera l’altra celebre locuzione latina “Nomen omen” (“il nome è un presagio”).
Gli antichi Romani erano, infatti, convinti che il nome di una persona non fosse casuale, ma contenesse già una traccia del suo carattere o della sua sorte.
Se poi una si chiama Laura di nome e Manta di cognome… si scopre il possibile “arcano” di alcune eclatanti “doppiezze” umane, politiche ed etiche!
Il nome Laura deriva dal latino “laurus”, che significa “alloro”; il cognome Manta deriva dallo spagnolo “manta” e significa “coperta”, che nel nostro dialetto poliglotta si traduce in “manta”, uno spagnolismo ereditato dall’antica dominazione spagnola del Mezzogiorno.
Il soggetto fa la “laura” e si cinge di alloro quando, pur nelle enfatizzazioni fabulose e favolose (spesso nebulose) che le sono tipiche, deve vantarsi per le cose che le convengono, che spesso sono solo cose di ordinaria amministrazione o marginali e irrilevanti.
Diventa “manta” e “mente” quando deve nascondere le cose che non le convengono e qualcuno la “becca in fallo”.
Prendete, ad esempio, l’eclatante vicenda del Garante per la Persona con Disabilità, sulla quale, dopo l’interrogazione della cons. Eliana Vantaggiato, ha risposto in questi giorni la c.d. sindaca.
Faceva la “laura” e si cinse d’alloro quando fu realizzato il progetto e nominato il Garante. Scriveva in quei tempi: “E’ tanta l’emozione per l’avvio di un percorso …” che una sua eco-piccinna poi definiva “bellissimo percorso”, posando felici e sorridenti con il nuovo Garante.
Poi il “bellissimo percorso” è crollato nel gennaio 2025 sotto la frana delle dimissioni del Garante che se n’è andato deluso decidendo di interrompere ogni collaborazione con l’amministrazione… e la Manta che fa?!? Nasconde sotto una spessa “manta” le dimissioni perché nessuno sappia niente. Anzi, le chiude in cassaforte.
Poi, quando la consigliera Vantaggiato quasi due anni dopo “scopre le tombe” e chiede notizie del “giallo” con un’interrogazione, la Manta che fa?!?
Ritorna a fare la “manta che mente” nel disperato tentativo di manipolare le circostanze e nascondere i fatti.
Non dice la verità, non riconosce possibili errori né, raccogliendo anche le sollecitazioni della consigliera, si impegna a rilanciare il ruolo del Garante per la Persona Disabile e individuare al più presto una nuova figura.
Si avventura, invece, in “polveroni” e in sconnessi “paroloni” senza senso e costrutto.
Non risponde nel merito. Scarica le sue responsabilità. Presunzione, arroganza e saccenza non le permettono mai di riconoscere colpe e responsabilità, che sono naturalmente sempre degli altri. Balbetta, vaneggia, delira (… persino di un presunto “ostruzionismo dell’opposizione”). Farnetica di “rispetto”… proprio lei che non ha alcun rispetto per nessuno! Scrive parole confuse e sconnesse e persino offende la lingua e la grammatica italiane.
Qualcuno mi sa spiegare, ad esempio, questo periodo così sgrammaticato e sconnesso della sua risposta?!?
Poi, siccome è “manta che mente”, non si sottrae alla sua furbesca e connaturata propensione alla menzogna (tanto ci sarà sempre qualche stupido disposto a crederle!) e scrive:
Non ho riscontri per verificare se abbia veramente informato le famiglie (conoscendo il suo curriculum di mentitrice seriale, ho qualche dubbio). Certamente mente senza pudore quando scrive che “le dimissioni non sono state affatto occultate alla cittadinanza”! E per rendere “digeribile” la menzogna agli occhi dei suoi “allocchi” accusa senza ritegno la Vantaggiato di aver “erroneamente riportato” la circostanza.
Perché?!? Ha mai informato la “cittadinanza” delle dimissioni del Garante? Mai!
Ecco perché, ancora una volta, si dimostra bugiarda patentata.
Non entro nel merito delle ulteriori sciocchezze che scrive senza filo logico (chi vuole legga a fine articolo le domande poste dalla Vantaggiato e la risposta della Manta) solo per dare una risposta cui è obbligata per legge e, senza rispetto per il suo stesso ruolo istituzionale e quello della consigliera, solo “a mo’ di sfida”.
Quello che continua a sconcertare è come mai un tale soggetto sia diventato sindaco. Come mai ci siano ancora “uccaperti” che, probabilmente ignorando fatti e misfatti, continuino a dare credito ad una persona bugiarda e manipolatrice, spregiudicata e cinica.
Completamente priva di visione politica ed amministrativa, il suo unico obiettivo sono i voti e subordina tutta la sua strampalata e sgangherata azione amministrativa a questo obiettivo che tenta disperatamente di raggiungere con ogni modo e mezzo.
Che cattiva e brutta politica!
Mi auguro che i cittadini aprano gli occhi e non si facciano più ammaliare da questi “falsi idoli”.
“… in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno….”, sentenziò fra’ Cristoforo a Don Rodrigo.
Vale anche per Laura Manta!
… e quel giorno è ormai vicino!
Pantaleo Gianfreda
Domande poste nell’interrogazione
Risposta all’interrogazione
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