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Domenica 23 agosto, alle ore 20.00, presso il Palazzo Baronale di Collepasso, l’Associazione culturale Akádemos organizza, con il patrocinio del Comune, una serata “alla ri-scoperta del territorio” con un incontro culturale sul tema: “Il ruolo spirituale, culturale e sociale dell’antico Monastero di San Nicola di Casole”.

Dopo il consueto saluto del sindaco Laura Manta, Raffaele Danese e Giovanni Rollo dialogano sul tema con Salvatore Marra, autore di “Idruntinità. Radici e aspetti della cultura e della spiritualità otrantine in epoca medievale” (2019) e di “Frammenti storici di Terra d’Otranto” (2022), entrambi editi da Akádemos Edizioni.

Il 23 agosto incontro al Palazzo Baronale di Collepasso sul tema: “Il ruolo spirituale, culturale e sociale dell’antico Monastero di San Nicola di Casole”I due lavori dello storico collepassese sono già noti al pubblico collepasssese, essendo stati presentati e discussi subito dopo la loro pubblicazione: il primo il 25 agosto 2019 presso il Palazzo Baronale, nell’ambito dell’Estate collepassese 2019; il secondo il 5 marzo 2023 presso l’Auditorium parrocchiale “Enrico Medi”.

Il tema del programmato incontro, pur rifacendosi ai precedenti lavori del prof. Marra, si concentra, invece, soprattutto sull’importante ruolo che ebbe l’antico Monastero, fondato nel 1098 da Boemondo I di Taranto, gestito dai monaci basiliani e poi distrutto nel 1480 dopo la conquista di Otranto da parte dei Turchi.

Don Grazio Gianfreda, studioso e storico di Otranto, sosteneva che il Monastero sia stata la “prima università europea”. Certo una sede universitaria ante litteram.

“…il Monastero sia stata la ‘prima università europea’.”

Don Grazio Gianfreda, storico

Nel XIII secolo, infatti, sotto la guida dell’abate Nettario, la sede del monastero divenne una vera e propria istituzione pubblica, una delle prime scuole pubbliche e aperte dell’Occidente, offriva vitto e alloggio gratuiti agli studenti e ai viaggiatori, anticipando, secondo alcuni, il concetto moderno di campus universitario.

Al suo interno convivevano e si integravano la cultura greca, latina ed ebraica, creando un ponte unico tra l’Oriente bizantino e l’Occidente. La sua biblioteca, dotata di scriptorium, dove i monaci amanuensi ricopiavano gli antiche testi classici greci e latini, era la più ricca e importante d’Europa per la cultura greco-latina medievale, custodiva una collezione immensa di testi in lingua greca e latina ed era punto di riferimento per studiosi, filosofi e traduttori da tutto il mondo conosciuto. Molti dei testi che vennero salvati dalla distruzione dei turchi sono oggi sparsi e custoditi presso le più importanti biblioteche europee.


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