Neet è l’acronimo in inglese di Not in education, employment or training. Sta a indicare i giovani di età compresa tra i 15 e il 29 anni che non studiano, non lavorano né seguono percorsi di formazione professionale. Questa dinamica investe in diversa misura tutta l’Unione europea, soprattutto nelle periferie dei grandi centri urbani.
Il tema dei Neet si intreccia con quello degli hikikimori, termine giapponese che significa “stare in disparte” e che racconta dei giovani che vivono in casa dei genitori e che si ritirano nelle loro camere da letto per giorni, mesi e nei casi più gravi anni, isolati dal mondo e dal contesto esterno. Secondo la definizione dell’Istituto superiore di sanità (Iss), solitamente utilizzano internet in modo compulsivo e si attivano solo per affrontare i loro bisogni fisici primari. Nel 2023 in Italia erano 65.967 gli studenti e le studentesse tra 11 e 17 anni di cui l’Iss stimava una tendenza all’isolamento sociale: l’1,6% dell’intera popolazione scolastica del Paese.
11% la percentuale in Ue di giovani tra 15 e 29 anni che non lavorano né studiano.
19,2% la percentuale in Romania, in proporzione il Paese in Ue con più Neet.
5,3% la percentuale nei Paesi Bassi, in proporzione il Paese in Ue con meno Neet.
13,3% la quota di giovani italiani e italiane che non lavorano né studiano.
35,4% gli under 29 che si trovano nella stessa situazione, a Catania.
17,3% i giovani Neet a Bologna, quella con la percentuale minore tra le grandi città.
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Fonte e foto: openpolis.it
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