Gli ignoti ladri che nel primo pomeriggio di ieri hanno rubato la Fiat Multipla, parcheggiata nella mia campagna sita a ridosso della rotatoria Collepasso-Maglie-Cutrofiano-Supersano, avevano un obiettivo preciso. Volevano compiere nella notte un furto presso una piccola azienda di lavorazione della pietra leccese ubicata con altre nel quadrilatero Maglie-Cursi-Cutrofiano-Corigliano lungo la parte terminale della tangenziale di Maglie e sulla Lecce-Maglie a ridosso delle cave del prezioso materiale di roccia calcarea, la c.d. “pietra gentile” chiamata in dialetto “leccisu”.

È quanto emerge dopo la telefonata fattami del giovane titolare e il sopralluogo effettuato nel tardo pomeriggio.
A quanto riferito dall’imprenditore, il furto – o tentato furto – sarebbe avvenuto questa mattina prima delle ore 4-max 5, orario in cui egli si reca di solito in azienda. Pare che i ladri volessero appropriarsi del prezioso rame proveniente da materiale elettrico ed hanno utilizzato la robusta Multipla per sfondare in retromarcia l’ingresso del piccolo capannone ed introdursi nello stesso, provocando, oltre l’abbattimento del portone, la frantumazione del vetro posteriore dell’auto e alcuni danni alla carrozzeria.
Introdottisi all’interno, gli ignoti malviventi non sono riusciti, però, a staccare i fili elettrici e, dopo un ulteriore e vano tentativo ai danni di una piccola cabina esterna, sono andati via dopo essersi appropriati solo di un decespugliatore e di due vecchie batterie.

Al ritorno verso le loro case – probabilmente Casarano o qualche Comune limitrofo – i malviventi si sono disfatti della Fiat Multipla abbandonandola in aperta campagna, lungo la S.P. 361 per Collepasso, a 100-200 metri dal luogo del furto di ieri, dove nella prima mattinata è stata ritrovata grazie alle immediate segnalazioni di amici collepassesi che si recavano al lavoro.

Il tentato furto di materiale elettrico e il tragitto degli ignoti ladri, che si sono appropriati di tutto il materiale presente nell’auto rubata, compresi denaro e documenti personali (questi poi ritrovati nei paraggi della zona industriale di Collepasso), indurrebbero a sospettare qualche collegamento con gli stessi che nella scorsa estate si sono resi protagonisti di clamorosi furti di materiale elettrico in una nota azienda collepassese.
Spetterà ora alle Forze dell’Ordine ricostruire la dinamica di questi eventi malavitosi dopo le denunce presentate dal titolare dell’azienda di pietra leccese e da chi scrive.
Pantaleo Gianfreda
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