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Il campo sportivo comunale di Collepasso

Un mese fa, il 15 gennaio, il 39enne Riccardo Chetta, giocatore della squadra di calcio amatoriale “Parabita City”, si accasciava sull’erbetta sintetica del Campo sportivo di Collepasso, dove la squadra parabitana svolgeva i suoi allenamenti.

Un dramma improvviso e una tragedia immensa per la giovane moglie, i due figlioletti, i genitori, i familiari, la squadra e la comunità di Parabita, in cui il giovane, un affermato operatore turistico, era noto e stimato.

Un dramma anche per la nostra comunità e la nostra Amministrazione, che poi ha preferito “rimuovere” la tragedia troppo in fretta e senza porsi alcun interrogativo.

Certo, può succedere che talune tragedie piombino improvvisamente in ogni dove e in ogni attività e lascino increduli ed interdetti. Ogni morte tragica solleva sempre, comunque, interrogativi e considerazioni. D’altronde, un motivo ci sarà se la famiglia, subito dopo il tragico fatto, ha deciso di presentare un esposto alla Procura per individuare eventuali responsabilità. Non ho idea dello stato delle indagini, che, stando alle notizie dei giornali, dovrebbero riguardare il rilascio del certificato di idoneità sportiva a Riccardo Chetta, che già in qualche altra occasione avrebbe avuto dei malori su altri terreni di gioco. Non è, pertanto, opportuno entrare nel merito delle indagini, il cui compito spetta alla Magistratura inquirente.

Campo sportivo comunale: impegni disattesi, omissioni, gestione oscura e ignoti “traffici”. Alcuni interrogativi dopo la tragedia di un mese fa
Il 39enne Riccardo Chetta, deceduto il 15 gennaio sul campo sportivo di Collepasso

Nel restringere, però, il campo di attenzione a livello locale, alcuni interrogativi erano sorti spontanei già nelle ore successive alla tragedia. All’epoca avevo preferito sorvolare per comprensibili motivi, ma ora devono essere correttamente e doverosamente posti.

Essi riguardano, prima di tutto, il problema dell’“anomala” ed oscura gestione del campo sportivo.

Essendo di proprietà comunale, il campo è soggetto alla potestà dell’Ente locale e, pertanto, la sua gestione deve rispondere ai principi amministrativi di legalità, economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza.

Ognuno di questi principi è ed è stato costantemente violato in questi quattro anni di Amministrazione dalla Manta, che ha affidato ad Angelo Gianfrea, per casuale (?!?) combinazione, le deleghe allo Sport, alle Associazioni e al Traffico.

Le note “trame” del soggetto (in questi ultimi mesi, tra l’altro, appare evidente il suo maldestro tentativo di volersi ritagliare uno spazio autonomo rispetto alla sindaca) e il “combinato disposto” di queste tre deleghe gli ha meritato in questi anni, secondo “vox populi”, l’unica e onnicomprensiva delega di “assessore ai traffici sportivi e associativi”, avendo dimostrato in quella al Traffico totale incompetenza amministrativa. Ha sempre operato nel campo sportivo ed associativo ed oggi, da assessore, piega queste deleghe solo ai suoi interessi politici ed elettorali.

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Già nel passato, oltre un anno fa, tramite articoli su questo blog e con interrogazioni della consigliera Vantaggiato, sono stati posti a sindaco ed assessore interrogativi e problematiche senza avere mai risposte chiare ed esaurienti. Glieli riproponiamo.

Campo sportivo comunale: impegni disattesi, omissioni, gestione oscura e ignoti “traffici”. Alcuni interrogativi dopo la tragedia di un mese faQual è oggi la situazione del campo sportivo?!?

Da chi e come viene gestita questa struttura comunale?!?

La società parabitana “Parabita City” aveva l’autorizzazione ad usare il campo di Collepasso?!?

Hanno l’autorizzazione le altre società dilettantistiche e amatoriali locali e forestiere che utilizzano sino a tarda sera il campo, gli spogliatoi, l’illuminazione pubblica perennemente accesa?!?

Se ci sono le autorizzazioni, da chi, in quale modo e quando sono state concesse?!?

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Già con le precedenti Amministrazioni, l’uso del campo sportivo veniva concesso a titolo gratuito alle squadre collepassesi iscritte al Campionato Dilettanti Fgci, mentre le altre, sia le squadre amatoriali che forestiere, dovevano versare al Comune un canone mensile finalizzato alla copertura, seppur parziale, di tutte le spese di gestione (luce, acqua, pulizia, custode, ecc.).

L’Amministrazione ha mai fissato un canone e quanto introita il Comune per l’uso del campo?!?

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Ho fatto un’accurata ed infruttuosa ricerca sull’Albo pretorio on line per trovare uno “straccio” di atto amministrativo (delibera di Giunta, determine dirigenziali, ordinanze od altro)… non ho trovato niente!

Oltre un anno fa, il 15 gennaio 2025, nel rispondere ad un’interrogazione della Cons. Vantaggiato del 16 dicembre 2024, la sindaca Manta aveva scritto:

Campo sportivo comunale: impegni disattesi, omissioni, gestione oscura e ignoti “traffici”. Alcuni interrogativi dopo la tragedia di un mese fa

Quella risposta presentava già molte carenze e tanti inganni (o “falsità”), era palesemente omissiva sulle principali questioni poste e sorvolava completamente (al di là della ridicola risposta per gli “gli anni 2023 e 2024”) sui costi e gli introiti per il Comune. Al contempo, la Manta ammetteva che “non esiste allo stato nessuna regolamentazione della gestione del campo sportivo” e annunciava “che questa Amministrazione sta predisponendo atto di indirizzo per l’utilizzo delle strutture sportive” (v. a fine articolo interrogazione e risposta).

Naturalmente, per non smentire la sua nota azione politico-amministrativa, così spesso omissiva ed in contrasto con il principio di legalità, nessun “atto di indirizzo” risulta essere stato mai predisposto per il 2025 né per il 2026.

Per cui par di capire che il campo sportivo è ancora gestito ad libitum o, per dirla con un francesismo, “alla sinfasò” (dal francese sans façon, che significa “senza alcun modo”, cioè “alla buona”, “alla bell’ e meglio”, “a come viene”), senza alcun legittimo atto amministrativo e ispirandosi, come apparirebbe evidente, a puri principi personali e politici di favoritismo e clientelismo. Cioè, violando scientemente e metodicamente ogni norma e principio amministrativo, per cui in modo contrario alla legge e, pertanto, “fuori legge”.

Le cronache, inoltre, ci informano che i disperati compagni di squadra avevano fatto di tutto per tentare di rianimare lo sfortunato Chetta e che avessero utilizzato il defibrillatore presente nello spogliatoio.

Il 7 luglio 2020, il sindaco Menozzi annunciava, infatti, su facebook di aver ritirato dalla Regione “un altro Defibrillatore Automatico Esterno (DAE) … che si andrà ad aggiungere ai 4 già consegnati presso il Campo Sportivo e ….”.

Lo stesso Angelo Gianfreda, all’epoca in qualità di dirigente Figc, in un post su facebook del 19 ottobre 2017 scriveva:

Campo sportivo comunale: impegni disattesi, omissioni, gestione oscura e ignoti “traffici”. Alcuni interrogativi dopo la tragedia di un mese faUna domanda: la sindaca Manta e l’assessore Gianfreda hanno mai appurato se le varie società che si susseguono nell’uso del campo abbiano mai fatto “attività di formazione” per l’utilizzo del defibrillatore o hanno mai incaricato qualcuno a farlo?!?

Interrogativi, considerazioni e domande, cui si potrebbe aggiungere qualche “funesto” sospetto sulla tragica fine del povero Chetta, che meriterebbero, come ci auguriamo, delle risposte chiare e precise con l’invito all’Amministrazione comunale a regolarizzare una volta per tutte l’illegittima, clientelare e personalistica gestione “privatistica” di una struttura pubblica.

Pantaleo Gianfreda

Ad integrazione dell’articolo riporto questo promemoria inviato da un lettore

Principali leggi e obblighi che regolano un campo sportivo comunale

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Interrogazione sul campo sportivo della consigliera Eliana Vantaggiato (16.12.2024) e risposta della sindaca Laura Manta (15.1.2024)

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