… mi capita un giorno di incontrare una bellissima e straordinaria persona.
Sono già passati quattro mesi, ma ho ancora vivo e grato il ricordo di quell’incontro e del bel viaggio “in mare aperto” con un prestigioso Galeone. Il nome (… “nomen omen”, direbbero i latini) non crei equivoci.
Non si tratta di una “nave di mare”, ma di una “nave di sapienza e conoscenza” e il nome ben si adatta all’illustre personalità milanese di lontane origini pugliesi, avv. Gaetano Galeone, con il quale ho avuto la fortuna e l’onore di “navigare” in una calda giornata ferragostana.
Una “giornata particolare”, direbbe Aldo Cazzullo, con questo illuminante e illuminato signore ottantaduenne, “milanese purosangue”, ma di lontane origini pugliesi.
Devo ringraziare Flora Pisanello per questa grande opportunità. Un giorno di agosto mi chiama e mi dice di avere tra gli ospiti di Palazzo Flora una dotta personalità della borghesia milanese che avrebbe piacere ad interloquire con me. Sono un po’ sorpreso ma gratificato. Chissà cosa gli avranno detto Flora e le sue figlie! Scopriremo poi di avere in comune tanta curiosità e voglia di sapere, di conoscere, di imparare, di dialogare.

L’avv. Galeone è, in effetti, persona straordinaria nella mitezza della sua età, nella trasparenza del suo bel viso accogliente e nell’eccezionalità delle sue tante esperienze. La sua professione di avvocato, come dice nel breve e significativo video che segue, “… è stata la mia vita da una parte e la base per fare mille altre cose. Io sono un amante della storia, sono un amante delle ricerche universitarie. Senza, però, essere bloccato (ndr: dalla professione), non ci sarei riuscito e quindi è stata la base della mia vita”.
Ha soggiornato ad agosto presso Palazzo Flora, ospitale “gioiellino” collepassese “tra due mari”. La dimora per vacanze di Flora, posta sul rettilineo urbano che congiunge Gallipoli ad Otranto e lo Jonio all’Adriatico, attira sin dalla sua apertura un selezionato target di ospiti, soprattutto stranieri, e registra ogni anno “il tutto esaurito”, tanto che la brava e lungimirante imprenditrice collepassese ha deciso di ampliarne l’attività e portare da 14 a 22 il numero di posti letto per il prossimo anno.
Comprensibile, pertanto, l’orgoglio di Flora di avere tra i suoi ospiti personalità come l’avv. Galeone.

Quando chiederò all’avvocato come mai si trovi a Collepasso, mi dirà: “Sono a Collepasso perché la vita è fatta di cose occasionali. A Milano noi abitiamo in via Giacomo Boni, che è quasi in centro. Di fronte c’è un bellissimo negozio di parrucchiere da donna. La proprietaria è Anna Caggiula, originaria di Collepasso. Lì ci va sempre mia moglie e siamo diventati grandi amici. Questo negozio si è trasformato in un centro di rapporti sociali simpaticissimi e a fine giornata prendono gli aperitivi. Io volevo fare una vacanza un po’ diversa dalle altre, non volevo andare al mare. Volevo leggere qualcosa. Ho letto ‘Dedalus’ di Joyce perché mi necessitava di prendere respiro. E allora ecco come sono arrivato qui, perché Anna ha trovato questo luogo che io trovo incantevole. Flora è bravissima, è rigorosa, è una signora”.

Scopro poi che anche Rosanna Grasso, che mi ha chiesto copia dei miei libri da donare all’avvocato, e i suoi figli a Milano sono legati alla famiglia Galeone. Quando poi gli farò presente che a Milano ci sono altri parrucchieri collepassesi, l’avv. Galeone chioserà… “… come a Rovereto ci sono i gelatai che sono sparsi in tutta Italia perché si vede che nascono gelatai, questi di Collepasso nascono grandi parrucchieri”.
E aggiunge: “Tu sai che noi pugliesi a Milano siamo molto potenti. Io sono nell’Associazione Pugliesi di Milano e sono l’unico proboviro dell’associazione, che è presieduta da un generale di Corpo d’armata dell’Esercito, un caro amico, Camillo de Milato, ex Comandante Regionale Esercito. A Milano ci sono 200mila pugliesi ed è la più grande città della Puglia dopo Bari. Tanti hanno avuto posti di prestigio nella Magistratura, nell’arte, nelle professioni. È una bella presenza. Questo è l’aspetto positivo di Milano. Io sono molto milanese, mia madre era una Viganò, la nonna una Gatti, e ho avuto la fortuna come Peppino Prisco (ndr: storico vicepresidente dell’Inter dal 1963 al 2001), grande personaggio e grande avvocato, il quale diceva sempre “Io ho avuto una grande fortuna, di avere il padre napoletano e la madre milanese e sono riuscito ad avere lo shaker per mettere insieme queste due nature…”.
Mi racconterà poi delle origini tarantine della sua famiglia, di Rodolfo Valentino suo avo e del nonno nella Cavalleggeri di Lodi.
Quando, pertanto, Flora mi invita a incontrare l’illustre ospite, accetto con entusiasmo.
Mi presento con un vassoio di fichi freschi appena raccolti dal mio “orto colto” e il viso limpido e luminoso dell’avv. Galeone si apre subito alla “comunione” e all’amicizia. La nostra conversazione parte proprio da quel dono semplice e contadino della nostra terra. Nasce subito un feeling. Anche perché lui è persona di grande cultura, perciò semplice e disponibile. Io stesso, come ho imparato dalla vita, mi pongo sempre con semplicità e persino con una certa “leggerezza” (e naturalmente con molto rispetto) nei confronti di chi incontro per la prima volta, anche quando si tratta di persone autorevoli.
Prima di proseguire permettetemi, però, di presentare il personaggio.
L’avv. Gaetano Galeone (“Tani” per gli amici), 82 anni ben portati (è nato il 19.9.1943), è titolare dello studio di famiglia fondato a Milano nel 1912 dal nonno Gaetano e poi ereditato dal padre Francesco Saverio, che è stato Vicepresidente dell’Unione Internazionale degli Avvocati. Nello studio ci sono altri tre avvocati, tra cui la moglie avv. Alessandra de Vita, componente del Consiglio direttivo dell’“Aiaf-Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori” della Lombardia. “Mia moglie è una degli avvocati più affermati di Milano, ben quotata nell’ambito del diritto di famiglia”, dice con orgoglio il marito.

Riportare incarichi e responsabilità assunti in questi anni dall’avv. Galeone sarebbe lungo. Ne cito alcuni.
Dal 17 novembre 2020 è presidente dell’“Associazione Cittadini Benemeriti del Comune e della Provincia di Milano”, che propone le medaglie d’oro e gli attestati di Benemerenza Civica designati dal Consiglio Comunale di Milano per il 7 dicembre, festività di Sant’Ambrogio, Patrono della città. L’associazione è stata sempre presieduta da personalità milanesi di primo piano e, come scrive il sindaco Giuseppe Sala, rappresenta “una risorsa preziosa per le nostre comunità; una realtà viva, che da più di cinquant’anni accompagna il nostro territorio nel suo divenire, nel suo crescere, nel suo trasformarsi”.
È stato per 12 anni presidente della prestigiosa “Società del Giardino”, di cui anche il padre fu presidente per sei anni, fondata nel 1783. È il circolo più antico ed esclusivo di Milano ed uno dei dieci più antichi del mondo, centro della vita mondana, culturale e sociale della città da oltre due secoli. Il circolo conta 500 selezionatissimi soci e ha sede a Palazzo Spinola (vicino al Duomo), un prestigioso palazzo di fine ‘500 acquistato dal circolo nel 1818. Nelle sue immense e straordinarie sale, dove vi è persino una grande sala dedicata alla scherma, sono passati molti protagonisti della storia italiana ed internazionale sia come soci che ospiti: re, imperatori, primi ministri, statisti, cardinali, premi Nobel, uomini di scienza, d’arte e di cultura. Il circolo vanta una propria e qualificata biblioteca, che conta più di 12.000 volumi.

L’avvocato è anche Presidente del Comitato Permanente della Fondazione “Terre des hommes Italia ONG”, nata “per proteggere i bambini”, che garantisce il rispetto dei fini istituzionali della Fondazione e nomina i membri del Consiglio d’Amministrazione, che può revocare con voto unanime, e il Collegio dei Revisori.
Presiede sin dalla sua costituzione la “Fondazione Visconti di San Vito Onlus” di Somma Lombardo (Va), nata nel 1998 per volere testamentario dell’ultimo discendente della famiglia e marchese di San Vito, don Gabrio Visconti, amico fraterno di Gaetano Galeone. La Fondazione detiene il Castello Visconteo del 1300 di Somma Lombardo e ha come scopo la conservazione e valorizzazione del notevole patrimonio storico artistico della nobile famiglia, la promozione di studi sulla famiglia Visconti, la diffusione della cultura e della pratica del volontariato ed è diventata un’apprezzata risorsa culturale e sociale per la città di Somma Lombardo, di cui l’avv. Galeone è stato nominato cittadino onorario, e il territorio circostante.

È Probiviro, come già scritto, dell’“Associazione Regionale Pugliesi” di Milano.
Nel 2014 l’avv. Galeone ha ricevuto il Premio “La mia vita per Milano”, conferitogli dall’Associazione “Famiglia Meneghina” di Milano, una delle realtà più attive e impegnate nella conservazione della storia, dei costumi, della lingua e di tutti gli aspetti della cultura milanese. L’antica Biblioteca dell’Associazione rappresenta la più importante raccolta di libri antichi e moderni su Milano.
Potrei continuare (Cavaliere della Repubblica e Commendatore del Sovrano Militare Ordine di Malta; Insignito dal Rotary International di tre Paul Harris; Fondatore e primo Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Notai e Avvocati golfisti Italiani; Vice Presidente Vicario della Società Storico Lombarda a Brera; Membro del Consiglio Direttivo dell’Istituto di Studi Superiori Gerolamo Cardano presso l’Università dell’Insubria e del Consiglio Direttivo dell’Ente Villa Carlotta; Membro del Consiglio di Amministrazione della Società Umanitaria di Milano e del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Morale Agraria Felice Ferri; Socio onorario del Lions Club di Somma Lombardo, ecc.), ma mi fermo qui.

Aggiungo solo che ha fatto l’assistente universitario di Diritto canonico ed ecclesiastico ed ha un ottimo rapporto con la Chiesa meneghina. “Sono stato a mangiare l’altro giorno con l’arcivescovo di Milano Mario Delpini, questo piccolo uomo dalla testa molto fine”, dice l’avv. Galeone che mi racconta il celebre aneddoto di Delpini circa la sua mancata nomina a cardinale.
Già queste note danno la dimensione della figura e della personalità di Gaetano Galeone, esponente di primo piano della borghesia meneghina, con il quale ho avuto il piacere di una lunga, piacevole e illuminante conversazione quattro mesi fa, il 20 agosto.
L’avvocato è orgoglioso delle sue origini pugliesi e mi racconta un po’ della sua famiglia.

Quando all’inizio del secolo scorso si costruì la linea ferroviaria Bari-Taranto, arrivò da Besançon un ingegnere francese con due figlie belle e bionde. “Una – dice – se la impalmò mio nonno Gaetano, che generò due figli. L’altra sposò Giovanni Guglielmi, veterinario ed ex capitano di cavalleria. Da questo matrimonio nacquero a Castellaneta quattro figli, tra cui Rodolfo, che poi divenne noto nel cinema con lo pseudonimo di Rodolfo Valentino. Di Rodolfo ormai uno dei pochi che ha documenti credo che sono io perché egli, rimasto presto orfano, cadde sotto la tutela di mio nonno. Poi fu la sua fortuna andare negli Stati Uniti e fare tutta la sua carriera”.
Racconta anche quando il lontano e celebre parente si ribellò con altri attori alla Warner Boss, che sembrava fosse in mano alla mafia. Nacque allora la United Artists, che fu fondata in realtà da Charlie Chaplin e Rodolfo Valentino. Poi Rodolfo andò in ospedale per un’operazione all’appendicite, all’apparenza semplice. “Entrò con i piedi da una parte uscì con i piedi dall’altra”, dice amaramente oggi il discendente del celebre attore, morto a New York a soli 31 anni, il 23 agosto 1926.

“…mi hanno chiamato Tani – dice – perché il nonno ci teneva a questo nome Gaetano. Ho avuto sempre questo legame forte con mio nonno che era una persona deliziosa. Era accademico della Vite. Aveva questi tendoni bellissimi a San Giorgio Jonico e Carosino, dove ha fondato credo la prima cantina sociale della Puglia. Era ufficiale della Cavalleria dei Cavalleggeri di Lodi. Strano che uno di Taranto fosse dei Cavalleggeri di Lodi. Fu così che andando a Lodi incontrò la nonna che era di Lodi, era Negroni, una grande famiglia di Lodi. Si sposarono e si trasferirono a Milano (ndr: il famoso “shaker per mettere insieme queste due nature…”, di cui parlava prima)… io sono orgoglioso di Taranto per il fatto che è stata l’unica colonia spartana” (e qui discettiamo sul nostro comune “parteggiare” per Sparta al Liceo).
Quando parliamo di Otranto, mi illumino e diventa inevitabile il riferimento a mio zio Don Grazio Gianfreda e all’affascinante storia di quella città e della Terra d’Otranto.
“Io sono molto legato ad Otranto – dice – perché quando Napoleone venne in Italia, il re di Napoli Francesco Bonaparte nominò Saverio Galeone consigliere della Terra d’Otranto, che allora si estendeva sino a Matera. A Milano Napoleone è considerato un dio perché portò la democrazia, schiacciò gli austriaci, che poi dopo ritornarono. Ho una venerazione per il Code Napoleon che è il punto di partenza del diritto nuovo, moderno”.
Mi parla delle “sede stupenda” e della “storia fantastica” della “Società del Giardino”, del Marino che diede nome a Palazzo Marino attuale sede del Comune di Milano, degli spagnoli che in quel periodo occupavano la città e di cui, dice, “abbiamo preso alcune delle parti migliori”, dell’influenza sulla storia e sulla cultura milanese e salentina del periodo spagnolo e di altri periodo storici.
Interloquiamo su tanti argomenti, gli esprimo e scambiamo pensieri, idee, riflessioni, progetti, l’immensità della storia e della cultura del Salento, attraversato da tanti popoli dell’Oriente e dell’Occidente, di tante culture e lingue che nei secoli hanno creato quell’unicum di lingua poliglotta che è il dialetto salentino e hanno lasciato traccia sui visi di donne e uomini del Salento.
“Tu hai un viso normanno”, mi dice. “Probabile – gli rispondo -. Qualche traccia si trova nella poesia ‘Jaufré Rudel’ del Carducci, quando l’amata si rivolge all’amato morente e dice ‘Giaufredo, son qui’”… Non l’avessi detto. Immediatamente l’avv. Galeone comincia a declamare a memoria questa poesia poco nota del grande poeta italiano, di cui personalmente mi è rimasto impresso solo quel “Giaufredo”, traccia mai percorsa per risalire alle origini del mio cognome.
Gli parlo dell’antico e mai realizzato progetto di sviluppo “orizzontale-territoriale” del “Percorso tematico turistico lungo l’asse Otranto-Gallipoli” (“penso che tu abbia in mente una cosa stupenda…”, dice) e delle tante potenzialità di sviluppo economico, sociale e culturale di un territorio che potrebbe richiamare a sé i suoi tanti giovani sparsi nel mondo.
“Io ho questa sensazione – osserva -, che qui ci sia una ricchezza immensa che abbia bisogno di una grande attenzione governativa. Dicevo a mia moglie che se qui ci fosse un grande accordo tra tutte le realtà collegate tra loro, una specie di embrassons-nous, tutto cambierebbe e Collepasso è un punto nevralgico. Avete potenzialità pazzesche di sviluppo… io sono felice di non essere andato al mare e di aver visto e visitato i vostri centri… le vostre diverse inflessioni dialettali, di cui mi parli, ricordano molto Londra, dove ogni quartiere ha un’inflessione particolare… ”.
Non so se sia riuscito a compendiare le magnifiche tre-quattro ore di dialogo, volate senza accorgercene, avuto con questo straordinario uomo.
“Sei uomo di cultura”, mi dice alla fine.
“No, mi ritengo solo una persona curiosa”, gli rispondo.
“Facciamo, allora, un’associazione di curiosi… l ’intelligenza è solo curiosità…”, risponde.
… e conclude: “… abbiamo iniziato una bella amicizia”.
Ci congediamo con un abbraccio e una promessa di rivederci.
Pantaleo Gianfreda
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